Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

venerdì 23 settembre 2011

LAMPEDUSA: DALLA PARTE DEI MIGRANTI

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI


I fatti di Lampedusa denunciano la natura dell'Europa dei banchieri.
Le cosiddette “democrazie” europee, prima complici dei vecchi regimi di Ben Alì, Mubarak, Gheddafi contro i popoli da loro oppressi, poi interessate a subordinare le nuove leaderschip ai propri interessi coloniali sotto le bandiere dei “diritti umani”, non esitano a rinchiudere in un ghetto disumano e ad espellere con la forza chi fugge dalla fame e dalle guerre, o chi semplicemente rivendica il proprio diritto alla libertà. Quella libertà- inclusa la libertà di emigrazione- per cui sono insorte le giovani generazioni del Nord Africa.
A ciò si aggiunge in Italia il ruolo cinico e odioso della Lega Nord e del suo ministro degli interni- tanto corteggiato dal centrosinistra- che hanno scelto di fare di Lampedusa un centro di raccolta e di segregazione di “masserizie umane”- in attesa di espulsione- contro gli stessi principi elementari di assistenza: al fine di evitare travasi di migranti nel Nord, favorire lo scontro con la popolazione locale, speculare infine sulla campagna d'ordine antimigranti.
Le ultime ore nell'isola sono solo l'effetto ultimo di queste scelte. Di cosa sono colpevoli i migranti ammassati a Lampedusa? Di aver rivendicato il diritto all'umanità e alla libertà. Di essersi ribellati all'espulsione coatta, coi metodi dell'inganno e della forza. Di aver distrutto i locali della loro prigione, come atto di dignità e di resistenza all'espulsione. Contro questo “reato” lo Stato democratico ha brandito l'arma del manganello, dei blindati, della disperazione della popolazione locale che è anch'essa vittima e ostaggio della segregazione dei migranti.
Il PCL sta dalla parte dei migranti tunisini e maghrebini. Rivendica la loro libertà di fuga dalla fame come diritto inalienabile. Sostiene il loro diritto alla autodifesa e alla ribellione contro l'oppressione. Lavora per l'unità e la solidarietà di tutti gli sfruttati contro l'attuale ordine sociale e politico internazionale: quello per cui banchieri ed industriali ( e i loro Stati) hanno il diritto “democratico” di invadere altri popoli ed altri paesi( senza richiedere alcun “permesso di soggiorno”), con le armi del capitale e/o dei propri bombardieri. Salvo poi contrastare l'”invasione” di chi fugge dalla loro rapina o dalle loro bombe, a difesa dei propri confini ( magari “padani”)
Per questo la nostra battaglia per i diritti dei migranti è inseparabile dalla battaglia più generale per un alternativa anticapitalista internazionale: l'unica che possa restituire ad ogni essere umano il diritto di scegliere la propria vita.

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