Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

giovedì 19 aprile 2012

La buona politica per le ammimnistrative

Luciano Granieri


Politica, antipolitca, buona politica. Dopo il massacro finanziario e contabile che ha coinvolto a vario titolo dirigenti di partito e affibbiato ai tesorieri il ruolo di delinquenti matricolati, oggi emergono i campioni del populismo al contrario  che dominano nei  sondaggi pur non proponendo una loro visione della società, ma semplicemente denunciando ruberie sprechi. Scusate  ma io sono comunista e siccome noi comunisti siamo complicati di natura questo quadro mi sembra troppo semplicistico, non solo, addirittura deleterio, perché creando un vuoto ideologico si aprono  le porte ad operazioni tecniciste di cui già si sta pagando lo scotto in termini di  devastazione sociale. Si denuncia oggi la protervia della partitocrazia. Giusto,  ma quali sono i partiti di cui si discetta. Cominciamo dall’ABC, ovvero dalla strana associazione ALFANO (LEGGI BERLUSCONI) BERSANI CASINI.
<!--[if !supportLists]-->-          <!--[endif]-->Pdl  - Qualcuno è in grado di spiegarmi che partito è tenendo presente l’articolo 49 della costituzione,   quello che assegna ai cittadini il diritto di associarsi   per “concorrere liberamente a determinare la politica nazionale”? Il Pdl  non è un partito, perché gli associati “concorrono”, se liberamente o meno è tutto da verificare, a determinare una politica che salvaguardia l’esclusivo interesse di Silvio Berlusconi.
<!--[if !supportLists]-->-          <!--[endif]-->Pd -  Forse costituzionalmente rientra nella assunto dell’articolo 49, ma resta da capire in quale modo i cittadini che dovrebbero “concorrere a determinare” la politica nazionale abbiano chiaro quali siano gli indirizzi da perseguire. L’impressione è che i piddini ubriacati da un realismo riformista che pretende la sottomissione della politica al potere finanziario, siano confusi. Non sono più socialisti, anzi rinnegano il loro passato sostenendo che è roba vecchia novecentesca, ma se li chiami liberisti si offendono,  il loro intento è quello di governare in senso sociale il liberismo, ma chi non ha l’anello al naso capisce benissimo che questa è un’utopia ancora più spinta del “Sol dell’avvenire”.
<!--[if !supportLists]-->-          <!--[endif]--> Udc   - I  cittadini che si associano liberamente sotto le sue insegne  non hanno molto a cuore il “concorso a determinare” la politica nazionale, ma esclusivamente il concorso a promuovere i  propri interessi di bottega.   Infatti non si spiega come in modo molto disinvolto si schierino, a seconda delle convenienze,  o con i sodali  di Berlusconi o con i neo-post-libersti-socialisti-ma nontropposenocitrombano del Pd. In particolare non riescono a capire quale dei due schieramenti concorra liberamente a determinare la politica in senso cattolico che è il loro retroterra culturale religioso.
Uscendo dallo schema ABC analizziamo altri partiti.
<!--[if !supportLists]-->-          <!--[endif]-->La lega  - Costituzionalmente non è un partito, perché i cittadini che  si riconoscono nelle insegne del carroccio “concorrono a determinare” la politica, non nazionale, ma solo di una parte della nazione peraltro sconosciuta alla geografia, la Padania. Di nazionale questa formazione mantiene il brutto vizio di sottrarre denaro pubblico a tutti i cittadini, del nord come del sud, qui le barriere geografiche cadono magicamente.
<!--[if !supportLists]-->-          <!--[endif]-->L’Idv -  I  cittadini che si riuniscono sotto la sigla dello sbirro Di Pietro, “concorrono esclusivamente a determinare”una politica contro Berlusconi e contro l’illegalità dilagante, cosa buona e giusta, ma evidentemente il  partito cesserà di esistere una volta che, vedi mai  dovesse accadere,   Berlusconi andrà in galera.
<!--[if !supportLists]-->-          <!--[endif]-->Formazioni civiche  varie e Movimento 5 stelle,  ovvero Beppe Grillo –  I  cittadini che si riconosco nelle istanze del comico genovese “concorrono a determinare”  un rifiuto delle istituzioni politiche attuali. Anche in questo caso (per l’Idv) non si “concorre a determinare”  un programma politico  nazionale, ma semplicemente a denunciare il malaffare e gli sprechi, ripeto ancora, cosa buona e giusta, ma insufficiente per identificarsi, secondo costituzione, come forza che ha in mente un’idea di società  generale . Ad esempio costoro non si esprimono su temi come l’istruzione, politiche del lavoro, sanità.
Dunque  è sbagliato sostenere che la gente ce l’ha con i partiti. E’ più corretto dire che ancora una volta il dettato costituzionale è stato stravolto, infatti  i movimenti che oggi definiamo partiti a seguito di una controrivoluzione culturale che ha origine nel partito liquido craxiano  degli inizi degli anni ’80 non hanno più la connotazione “di libere associazioni di cittadini che si mettono insieme per concorrere a determinare la politica nazionale”, ma sembrano piuttosto comitati di affari, e chi vi si oppone lo fa per denunciare i soprusi di tali comitati.   Tutte queste formazioni non hanno nulla a che fare con la definizione di PARTITI così come definiti. costituzionalmente. Tale anomalia si  traduce in una debolezza propositiva che si può verificare inequivocabilmente nelle elezioni amministrative e in particolare  nel contesto della nostra città. Se avete assistito ai confronti elettorali di questi ultimi giorni fra i candidati a sindaco  per Frosinone vi sarete accorti che le proposte delle liste che supportano i rappresentanti dei comitati d’affari  nazionali (Marini Pd, Marzi Idv, Ottavini, Pdl) non hanno argomenti programmatici a parte alcuni luoghi comuni.  Né le liste civiche che appoggiano la Bonaviri,  o la patetiche formazioni che supportano  lo strano soggetto Alfredo Scaccia  o il post fascista  Sergio Arduini sembrano avanzare  programmi propositivi. Per quanto riguarda l’amica Enrica Segneri, candidata sindaco per il movimento 5 stelle di Bebbe Grillo, quanti la voteranno considerando la sua proposta politica ? Pochi.  Realisticamente il voto che andrà ad Enrica sarà di protesta. Purtroppo  chi  la voterà  lo farà avendo in mente le performance, fra il comico e il populista, di Beppe Grillo e non le reali esigenze della nostra città.  Rimaniamo noi inguaribili e indomiti comunisti. Noi che abbiamo nel logo  della  nostra lista la falce e martello simbolo storico, unico rimasto fra  quei movimenti che hanno  scritto la costituzione repubblicana. Unici che avendo ben chiara un’idea di società, hanno ben chiara anche una idea di città. Proprio in funzione delle nostre idee abbiamo scelto come candidata a sindaco Marina Kovari esponente di Sinistra Ecologia e Libertà .  Marina  comunque fa parte della grande famiglia  che viene da lontano e come noi vuole andare lontano. Ecco, il voto a Marina Kovari oltre che a promuovere un idea di città migliore e a misura di donna, oltre che di uomo, riafferma il predominio della buona politica quella che non contempla comitati d’affari elettorali, né facili populismi pseudo legalitari. Pensateci. 

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