Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

venerdì 9 novembre 2012

Thick as a brick il poema di Gerald Milton Bostock

Luciano Granieri


Gerald “il piccolo Milton” Bostock è un bambino prodigio. A solo otto anni è in grado di scrivere delle poesie bellissime. Un suo poema epico  dal titolo Thick as a Brick vince un concorso indetto dal Comitato per l’Arte e la Letteratura della Parrocchia di St. Cleve.  Il ragazzo viene invitato a recitare il suo poema alla BBC . La  declamazione di”Thick as a Brick” scatena le  proteste  del pubblico che arriva addirittura a minacciare la giuria che gli ha assegnato il primo premio. I giurati  si riuniscono in tutta fretta per riesaminare il poema. Alla fine della riunione, la Society for Literary Advancement and Gestation (SLAG) decide di squalificare il piccolo Gerald “Milton” Bostock  anche grazie al  parere di quattro eminenti psichiatri infantili    secondo i quali la mente del bambino è gravemente squilibrata e il suo poema è il frutto di “un atteggiamento estremamente malsano nei confronti della vita, di Dio e della Patria. I medici hanno raccomandato che Bostock venga sottoposto “senza indugi” a un trattamento psichiatrico. Il primo premio viene  consegnato alla seconda classificata, Mary Whiteyard (12 anni) per il suo saggio sull’etica cristiana intitolato “Egli è morto per salvare i Bambini”. La mamma di Gerald è disperata perché con i soldi del primo premio voleva comprare al piccolo Gerald “Milton” Bostock l’enciclopedia britannica. Milton non appena apprende  la notizia si chiude  infelice in camera sua. La strabiliante vicenda si apprende dalla prima pagina del settimanale parrocchiale  “St. Cleve Chronicle”. Una altra singolarità è che il tabloid non si trova in edicola ma è la copertina del disco Thick as a Brick dei Jethro Tull, uscito esattamente 40 anni fa. Infatti è proprio questa incisione che vogliamo celebrare a quarant’anni dalla sua pubblicazione. Il 33 giri è un “concept album” basato sul poema  scritto dal piccolo Gerald “Miton” Bostock, il quale, evidentemente è un personaggio inventato. Il testo in realtà è frutto della fantasia   di Ian Andereson, flautista, cantante e leader del gruppo. E’ un invettiva al perbenismo inglese, alla borghesia classista, alla famiglia tradizionale, all’autorità statale ed ecclesiastica, connotati peculiari  della società anglosassone di quell’inizio di anni ’70. Anche la composizione musicale è rivoluzionaria, Thick as a Brick è “un concept album” particolare, infatti non si compone di  brani che si  interconnettono a formare i diversi capitoli della storia, ma è un unico pezzo. Un brano  lungo 45 minuti che si interrompe solo per consentire all’ascoltatore di girare il disco dl lato a al lato b. Thick as a brick  è il primo disco  del genere progressive rock, dei Jethro Tull anche se mantiene intatte le  matrici blues e folk tipiche del gruppo. Un disco veramente unico. Dopo quarant’anni Ian Anderson ha scritto il sequel dell’incisione del 1972, Thick as a Brick 2. Un CD composto da 18 brani in cui si ipotizzano i diversi destini che sarebbero potuti toccare in sorte al ragazzo Gerald “Milton”Bostock, oggi quarantottenne. In questi giorni i Jethro Tull stanno girando l’Italia celebrando  in un unico concerto i  40 anni di Thick as a Brick e il sequel relativo ai percorsi che il destino avrebbe potuto riservare al Bostock adulto. 

Nella foto clip che segue Thick as a Brick è in versione live registrata al Madison Square Garden di New York nel 1978. Insieme a Ian Anderson – voce flauto e chiatrra acustica, suonano Martin Barre –chitarra, Jeffrey Hammond  - basso . Barriemore Barlow – batteria, John Evan –tastiere

Good Vibrations.


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