Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

lunedì 18 novembre 2013

Se me lo dicevi prima! Ma io l'avevo detto...prima

Luciano Graneri


"Vince Matteo Renzi,
perdere le primarie al ballottaggio,  con una differenza esigua dal segretario , consente all’ex rottamatore, sindaco di Firenze, di sedersi sulla riva del fiume ad aspettare  il cadavere di Bersani e di quel che resta della sua nomenklatura . Mettere la faccia sui provvedimenti che il prossimo governo  dovrà adottare per rispettare i trattati europei e la spending review, sarà quanto meno impopolare. Il prossimo presidente del consiglio dovrà fronteggiare un conflitto sociale sempre crescente dove l’aiuto anestetizzante dei sindacati amici sarà sempre meno efficace e dove le colpe  saranno tutte politiche senza l’alibi dei tecnici. E quando Bersani, probabile prossimo premier, avrà la faccia abbondantemente sfregiata dalla responsabilità di avere a sua volta affamato il popolo, Matteo Renzi,   forte di un peso politico  solido basato sul   consenso  costruito in  queste primarie ,   potrà accrescere ulteriormente  il suo carisma  speculando sui  prossimi  inevitabili fallimenti del suo segretario e  sarà pronto a compiere l’opera di rottamazione.  Il prossimo leader del Pd sarà indiscutibilmente lui,  senza se, senza ma e senza primarie,  acclamato da una base logorata  e  stanca di vedere sempre le stesse facce. Il tutto con un ulteriore slittamento verso destra del futuro Pd."
Luciano Granieri in un frammento  del post  PRIMARIE DEL CENTRO SINISTRA. CHI VINCE E CHI PERDE  scritto il 26 novembre del 2012.

Questo era quanto scrissi  all’indomani delle primarie per la scelta del   candidato premier del centro sinistra.   Le cose  stanno realmente andando come   avevo ipotizzato  . L’unica differenza è che il logoramento di Bersani impegnato nel rigoroso rispetto delle politiche di austerity imposte dall’Europa, non è avvenuto. Ciò che è accaduto, il sacrificio del candidato premier, sull’altare delle larghe intese,  non poteva essere previsto neanche dal più scaltro dei notisti politici,  neanche  da mago Merlino e maga Magò stretti uniti in una larga intesa esoterica. 

Nessuno avrebbe potuto mai credere allo scempio che i vertici del Pd hanno causato presso il proprio elettorato, violando addirittura la sacralità delle primarie visto che il candidato premier scelto dal popolo dei democratici, pur avendo vinto le elezioni, non  è stato nominato presidente del consiglio.  

Al di là delle modalità,  comunque, resta il risultato incontrovertibile che Matteo Renzi è ora l’incontrastato capo del Pd. E’ impensabile che l’esito    delle primarie  ai gazebo dell’8 dicembre possa sovvertire il responso determinato dalle  consultazioni degli iscritti. Anzi è probabile che le votazioni aperte anche ai non iscritti, concorrano ulteriormente a decretare un’investitura plebiscitaria. 

Ecco dunque stagliarsi all’orizzonte la riproposizione di una nuova democrazia cristiana in salsa riformista.   Non   mi soffermerei più di tanto a disquisire su chi fra Renzi e D’Alema sia più responsabile della distruzione della sinistra. L’operazione dissolvimento, ad essere generosi, era iniziata già dal 1978, con il compromesso storico e la  vittoria dei colletti bianchi alla Fiat  .  nell’ottobre  del 1979 . Dall’inizio di quella controrivoluzione già il Pci si stava staccando dal proprio blocco sociale. 

Ma torniamo alle quisquilie.   Di queste vicende serie e determinanti per  i destini della classe operaia e di tutto il proletariato,  né Renzi  né D’Alema sono esaustivamente edotti (eufemismo per non dire ignoranti). I detrattori di Renzi  accusano l’ex sindaco di Firenze di essere un animale da TV, un fenomeno mediatico, ma senza una proposta politica  definita. Mi permetto di dissentire. 

Nel seguire, un po’ ai margini le questioni relative alle primarie per il premier due anni fa e per il segretario del Pd oggi, ho constatato che Renzi alcune idee ce l’ha e non sono rassicuranti per i cittadini. A parte la impresentabili frequentazioni con gentaglia tipo Briatore, e Davide Serra il finanziere squalo del fondo Algebris, dai programmi predisposti da Renzi per la candidatura alle varie primarie emerge quanto segue: l’apprezzamento della legge Fornero sulle pensioni, salvo il piccolo incidente sugli esodati, l’allungamento dell’età pensionabile da una parte, dall’altra la rottamazione dei vecchi per far posto ai giovani. Un pensiero un po’ contorto mi sembra. 

Inoltre è paternità dei renziani l’emendamento presentato in parlamento alla legge di stabilità   poi ritirato, dopo urla e strepiti della segreteria,  che ricalcava in fotocopia la proposta del Pdl, di svendere le spiagge ai privati.  Tirando le fila. Il prossimo segretario del Pd, è uno che se la fa con la peggiore feccia della classe imprenditoriale e finanziaria, è fautore di  un sistema previdenziale selvaggio sulla falsa riga della devastazione  sociale prodotta dalla Fornero, è pronto a svendere il patrimonio artistico e culturale ai facoltosi privati amici suoi. E’ questo il segretario che vogliono quello del Pd? Contenti loro….   Sentite cosa dice Piero D’Alessandri  in rappresentanza della corrente renziana, nel corso di un’intervista  effettuata il 6 ottobre 2012 nel corso della campagna per le primarie.  



Per par condicio proponiamo anche un’intervento di Pippo Civati, terzo classificato, alla corsa per la segreteria nella consultazione fra gli iscritti del partito. 


Ed ecco di seguito i risultati delle primarie nella provincia di Frosinone. Ringraziamo il giornalista Igor Traboni per il prezioso contributo:

Risultati Pd provincia di Frosinone - Renzi: 110% Cuperlo 120% Civati 70%, quell'altro 150%. Totale = 450% (mancano ancora i voti dei 720mila tesserati di Ripi e dei 645mila di Ferentino)

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