Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

martedì 28 febbraio 2012

Monti, dai un posto fisso. All'Innovazione e al talento. Subito

Luca Nicotra, AgoraDigitale.org



Caro Luciano,

Vogliono dare spazio alle nuove generazioni? Allora tolgano i vincoli al rinnovamento. Il dramma dell'Italia è che sembra marginale aprire i settori che portano la maggiore innovazione, quelli che puntano sull'economia dell'informazione, della conoscenza e delle nuove tecnologie. Non è un caso che il settore Internet in Italia conti per il 2% contro, solo per fare un esempio, il 7% della Gran Bretagna. Facciamo arrivare questo messaggio al Governo Monti. 
Sottoscrivi la aperta lettera all'indirizzo: http://www.agoradigitale.org/liberalizziamoilfuturo



Caro Presidente del Consiglio, Cari Ministri,

Non potevate non aspettarvi che a quel terzo di giovani disoccupati o inoccupati, di cui io stesso ho fatto parte, saltassero i nervi dopo le vostre dichiarazioni sulla monotonia del posto fisso. E sapete bene quanto la prospettiva di un periodo di recessione renderà ancora più difficile la situazione del mercato del lavoro e della mobilità sociale in Italia, già agli ultimi posti in Europa.
 
Occorre che diate un segnale forte. Subito. Con la stessa urgenza che avete dato a banche e mercati finanziari. Siamo noi, un'intera generazione a rischiare il default.
Occorre 

(1) accesso al credito. 
(2) Maggiore possibilita' di studiare e mettere a frutto conoscenze e talenti. Oltre che 
(3) ammortizzatori sociali universali. Ma soprattutto 
(4) vanno create condizioni di liberta' in quei settori dell'economia che piu' degli altri possono permettere di aprire ed innovare la società. 

Internet come "settore" conta in Inghilterra già per il 7% del Prodotto Interno Lordo. In Italia per il 2%. E per il totale disinteresse della politica a riguardo molte aziende rischiano di chiudere entro pochi anni. Internet è forse lo strumento che storicamente ha consentito la maggiore e più rapida innovazione senza dover chiedere autorizzazione ai poteri forti, ai monopoli. Internet potrà essere uno strumento per rinnovare la politica e l'interazione tra istituzioni cittadini. Dateci la possibilità di dare spazio alla nostra voglia di realizzarci. Ora. Niente promesse. Abbiamo chiesto a Parlamento e Governo di rimuovere subito gia' col decreto sulle liberalizzazioni gli ostacoli all'innovazione con proposte dirompenti ma puntuali che, tra le altre cose, consentirebbero ad aziende di usare i dati delle pubbliche amministrazioni per creare servizi innovativi, eliminare i monopoli che bloccano la circolazione di contenuti e dell'informazione penalizzando utenti, imprenditori innovativi e artisti o incentivare lo sviluppo di imprese locali di telecomunicazioni.

Sarebbero un segnale forte e di speranza per una intera generazione: l'Italia e il suo Governo vogliono dare un "posto fisso" all'innovazione e al talento che non manca.
Buon lavoro.

Firma anche tu la lettera all'indirizzo: 

“I sindacati denunciano: il Pronto Soccorso di Frosinone è al collasso”

CGIL FP   CISL FP      UIL FPL   UGL SANITA’
Moretti      Migliori       Pandolfi         Roccatani     

     Rischia il collasso il Pronto Soccorso di Frosinone e la situazione non è affatto meno grave di quella che ha fatto gridare allo scandalo per il Policlinico di Roma. Stamattina alle 11,40 – una mattina come tutte le altre, purtroppo – c’erano ben 57 pazienti in attesa a cui il Pronto Soccorso cercava disperatamente di dare risposte, di cui 22 in attesa di un posto letto, 14 soltanto già visitati dal medico di turno e altri 21 in attesa di esserlo dopo aver fatto l’accettazione in triage.
In “trincea”, ad affrontare un autentico scenario di guerra, risultavano in servizio a quella stessa ora solo 5 infermieri, 3 medici e 3 ausiliari.
Ad amplificare il disagio dei pazienti e del personale, oltre alla grave carenza di organico, c’è il problema che scaturisce dalla necessità di sottoporre i pazienti a consulenze specialistiche diverse, prevalentemente ortopediche e cardiologiche, che anziché essere organizzate presso il Pronto Soccorso vedono il personale ausiliario - peraltro spesso in perfetta solitudine perché gli infermieri sono troppo pochi per allontanarsi - costretto a “scarrozzare” gli utenti malcapitati nei reparti di competenza, per poi riportarli al Pronto Soccorso!!!
A tutto ciò dobbiamo aggiungere lo scandalo della mancanza di un Pronto Soccorso pediatrico, che si traduce in pratica - in caso di arrivo di un bimbo al Pronto Soccorso dell’Ospedale Spaziani - nell’impossibilità di garantire un percorso dedicato all’emergenza pediatrica.
Denunciamo poi l’assurdità di una radiologia diagnostica che non funziona H24 e, pur essendoci all’interno del Pronto Soccorso dei locali adibiti a tale scopo, questi risultano assolutamente inidonei perché troppo stretti per consentire di sottoporre il paziente traumatizzato ad un iter diagnostico corretto.
Queste OO.SS. giudicano non più sostenibili le criticità denunciate e rammentano che il Pronto Soccorso di Frosinone fin dalla sua apertura, circa un anno fa, è stato organizzato con personale assolutamente insufficiente.
Le cose quindi continuano a non funzionare e vanno sempre peggio, al di là di quanto sostenuto dalla Direzione Strategica aziendale, che a tutt’oggi infatti non ha assunto alcuna iniziativa risolutiva, al di là di interventi risultati solo di facciata, come ad esempio quella dell’istituzione dei cosiddetti “percorsi blu”, finalizzati all’emergenza influenzale.
La CGIL FP, la CISL FP, la UIL FPL e l’UGL Sanità chiedono risposte immediate e concrete al Direttore della AUSL di Frosinone sulle problematiche del Pronto Soccorso denunciate, che comunque riguardano tutta l’area dell’emergenza della nostra Provincia, non esistendo alcuna “isola felice” in tutti i Pronto Soccorso aziendali. Per questi motivi hanno deciso di organizzare un sit in di protesta a via Fabi, davanti l’Ospedale Spaziani, giovedì 1/3/2012 dalle ore 9 alle ore 16, invitando tutti i lavoratori e la cittadinanza a partecipare.   

lunedì 27 febbraio 2012

PRESTO LE FORZE DELL'ORDINE DOVRANNO SCEGLIERE DA CHE PARTE STARE

da una segnalazione di  Elenina Gaettoskaja Stalinova


Coloro che portano una divisa al giorno d'oggi,non lo fanno certo per passione
Lo fanno per denaro
E quando il denaro finirà,finirà anche la loro voglia di indossare una divisa e resteranno solo gli invasati,armati e pericolosi.
Ricordiamoci sempre che uno che porta la divisa ha sempre ragione a prescindere,quindi non ci si può discutere
Naturalmente tolti alcuni rarissim) elementi che hanno scelto questa professione con lo scopo di servire il prossimo indistintamente
Ma non so quanti essi siano.


NUOVO VOCABOLARIO PORTANUOVA-GIORNALISTI (borghesi)

Laura Jurevich


"Aggressione" per repubblica e corriere si dice "tafferugli"
"carica a freddo" per repubblica e corriere si traduce in "aiutare trenitalia al controllo dei biglietti"
"Pestaggio indiscrimiato a pacifici cittadini" si chiama " lancio di pietre e petardi" (e non è vero ci sono fior di testimoni)
"Pestaggio da parte di polizia in sovrannumero e in tenuta antisommossa" si chiama "Un gruppo di manifestanti ha occupato la stazione di Porta nuova"
"300 manifestanti che devono tornare a casa e bloccati dalla polizia" si chiama altresì "Un gruppo di manifestanti ha occupato la stazione di Porta nuova"
ovviamente non si fa parola dei pestaggi, non si fa parola del sangue dei compagni- lavato immediatamente ma ci sono le foto- non si dice che un compagno è in ospedale, che ci sono feriti seri, non si dice che manganellavano a prescindere....si dice solo che un poliziotto è rimasto ferito.

La rabbia a Torino

Vito Vb Vertola



Quando si parla di ordine pubblico è dovere di tutti mantenere la calma, senza generalizzare. Non esiste la “polizia assassina”, però esistono situazioni in cui il comportamento delle forze dell’ordine, della magistratura e delle istituzioni in generale suscita molte domande; ed è giusto cercare di capire. A Torino, il clima è sempre più teso; e colpisce come in una sola settimana si siano verificati in città ben tre episodi di violenza che hanno coinvolto le forze dell’ordine.

Delle cariche di sabato sera a Porta Nuova si sa già molto; ci sono immagini che fanno vedere come la carica parta a freddo, senza apparente motivazione, e poi la seconda carica e il lancio di lacrimogeni che finiscono dentro il treno, con conseguenze immaginabili. L’ultima carica, secondo le testimonianze, pare essere stata fatta alle spalle, quando le persone - molte nemmeno No Tav, solo normali viaggiatori - stavano salendo tranquillamente sul treno. E’ inquietante sapere che il capo della polizia ferroviaria di Torino è il questore Spartaco Mortola, tristemente famoso per i fatti della scuola Diaz al G8 di Genova, condannato in primo e secondo grado e assolto in Cassazione. E qui la domanda è ovvia: ma è proprio il caso di farlo lavorare a Torino in questo momento?

Il secondo fatto è successo venerdì pomeriggio: un gruppo di studenti, in protesta per i tagli al diritto allo studio, cerca di entrare in Comune per attirare i giornalisti e tenere una conferenza stampa. Scoppia un parapiglia nel quale gli studenti accusano la polizia di averli malmenati gratuitamente, mentre due vigili restano contusi. In questo caso non possiamo sapere cosa sia successo esattamente, ma è l’ennesimo episodio di scontri tra cittadini e forze dell’ordine per motivi politici.

Il terzo fatto risale a lunedì sera: allo stadio, al termine della partita Torino-Sampdoria, in un clima assolutamente pacifico e di grande festa per la vittoria dei granata, un tifoso della curva Maratonascavalca la recinzione per prendere la maglia lanciata da un giocatore. Non sarebbe successo nulla, ma l’intervento delle forze dell’ordine si conclude sotto gli occhi di migliaia di persone ancora sugli spalti, con il tifoso portato via di peso. Su questa vicenda abbiamo anche presentato una interpellanza, dato che il sindaco ha comunque la responsabilità di vigilare sulla gestione dell’ordine pubblico; è giusto combattere con fermezza la violenza negli stadi, ma che senso ha un intervento di questo tipo in una situazione assolutamente pacifica?

Sono episodi diversi, ma accomunati da un clima di tensione crescente e dall’allargarsi della fascia di sfiducia verso l’operato delle forze dell’ordine: ormai sono decine di migliaia a Torino le persone che non si fidano più. E’ una situazione molto pericolosa, e dovrebbe far riflettere tutti sull’opportunità di fermarsi un attimo, di evitare da tutte le parti, politica compresa, il muro contro muro; uno scontro continuo e generalizzato che sarebbe subito strumentalizzato da chi auspica il regime del manganello.

Stamattina nel “cantiere” di Chiomonte è caduto un ragazzo, è gravissimo al CTO, e i lavori non sono nemmeno stati fermati, quando normalmente la magistratura, per molto meno, sequestra il cantiere per secoli. Il cantiere sta venendo allargato con procedure da stato di polizia, perché se si deve lavorare su un terreno privato si fa un esproprio, non si arriva con una lettera del prefetto che te lo requisisce. Sembra che le istituzioni facciano tutto il possibile per fomentare la rabbia delle persone. Perchè?

DISOBBEDIENZA. RESISTENZA. Storie di quotidiano eroismo per un popolo in lotta!

Simonetta Zandiri

16 agosto 2011, Luca era salito su uno dei tanti mezzi usati per mettere i nuovi jersey.... disobbedienza, resistenza sempre NON VIOLENTA per rallentare l'allargamento del cantiere. 27 febbraio, Luca è salito su un traliccio... i rocciatori hanno iniziato ad arrampicarsi per tirarlo giu', lui ha chiesto di fermarsi, ha fatto presente che la situazione era pericolosa, loro hanno proseguito, lui ha continuato a risalire... poi una scarica, forse due, Luca è caduto a peso morto... dopo 45 minuti interminabili l'elicottero l'ha portato al CTO, dove si trova in gravissime condizioni! RESISTI, LUCA, NON SEI SOLO! Molti stano raggiungendo la baita ma l'ordinanza vieta l'accesso anche dai sentieri ed è possibile che ci sia polizia OVUNQUE, benvengano quindi iniziative anche al di fuori della valle, presidi a Torino, davanti al Comune o alla prefettura... MUOVIAMOCI, AGITIAMOCI!!!!!


ULTIMA ORA

Sono al CTO, notizie un po' più rassicuranti su luca abba': pneumotorace, fratture al costato, trauma cranico serio, danni ad un rene ed alcune ustioni. Colonna spinale e midollo nessun danno,per  fortuna! Al momento pare sia sedato, la sorella e la ragazza stanno cercando di riuscire a vederlo.... Sembra quindi un quadro complicato ma ci sono buone speranze che torni il luca di sempre, anche se non sappiamo ancora in che tempi!

NOTAV - Testimonianza di un passeggero del treno Torino Milano in partenza sabato 25 febbraio alle 19.50 da Torino Porta Nuova.

Francesco Stano

DICHIARAZIONE DI UN MIO NUOVO AMICO, "ANONIMO MASSIMO": Sabato 25 febbraio 2012:  Ero sul treno 2027 nell'ultima carrozza al binario 20 (la prima per chi entrava in stazione) che doveva partire alle 19.50, treno che prendo regolarmente in quanto titolare di abbonamento annuale, il treno alle 19.30 era vuoto, per accedervi si doveva passare prima davanti a poliziotti in tenuta antisommossa e poi zigzagando tra transenne. Alle ore 20 circa il capotreno era al telefono per chiedere se poteva fare uno sconto di 10 centesimi ai manifestanti per problemi di resto in quanto il biglietto costava 11.10 euro. I manifestanti sono saliti spinti da poliziotti che li stavano manganellando, a mio parere senza alcun valido motivo, ho cercato di scendere dal vagone per vedere cosa stesse succedendo ma due poliziotti me lo hanno impedito, il primo con due violenti manganellate e con una violenza mai vista mi ha respinto all'interno, il secondo ha gettato all'interno un lacrimogeno, nel vagone oltre ad alcuni passeggeri erano saliti 3 ragazzi urlando che la polizia li stava massacrando. Non trova giustificazione il lancio di un lacrimogeno all'interno del vagone perchè non c'erano manifestanti armati di qualcosa, è stata una vile aggressione verso persone inermi, come chi spara alle spalle di qualcuno che scappa. Il poliziotto ferito ad un occhio, non penso affatto che sia stato ferito dai manifestanti che non avevano oggetti per attaccare e forse, anzi, sicuramente, è lo stesso che gettava lacrimogeni all'interno del treno a cui è esploso un lacrimogeno sul giubbotto. La polizia ha aggredito senza motivo e gettato lacrimogeni all'interno del treno, nel vagone dov’ero seduto contro viaggiatori inermi. Il verbale di pronto soccorso a cui ho dovuto ricorrere per le cure dalle botte e dai lacrimogeni a due ore di distanza dell'aggressione, una volta arrivato a destinazione, riporta 99 battiti cardiaci al minuto e una persona di 49 anni che rientra a casa dalla settimana lavorativa avrebbe anche potuto fare un infarto. Il capotreno a cui mi sono rivolto in seguito lamentando la sua assenza per l'aggressione subita all'interno del treno con manganellate e lacrimogeni mi ha comunicato che gli è stato detto da responsabili di trenitalia, della polizia e della digos di non intervenire e di non fare nulla. A freddo, dopo aver ascoltato i commenti dei manifestanti saliti sul treno ho avuto la sensazione di essere tra persone che stiano combattendo una guerra aggrediti senza motivo, combattenti di ogni età, e mi è venuta in mente la popolazione vista nei film di Robin Hood, persone comuni senza armi vestite in modi diversi con bandiere il cui unico scopo era quello di difendersi da una prepotente dittatura, ma disposti a portare avanti la loro battaglia a qualsiasi costo, anche della propria vita. Non vedo nulla di diverso dopo aver assistito a certe scene ed essere stato vittima di violenza, mentre seduto sul treno mi appressavo a far rientro a casa come, da sei anni a questa parte, da parte della polizia che dovrebbe agire in tutela e rispetto della legalità e del popolo italiano, che siamo noi cittadini e non le associazioni a delinquere costituite dai partiti che ci governano, da quello che succedeva in iraq, libia e siria in cui forze di polizia sparano sulla popolazione civile.