Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

lunedì 11 novembre 2013

C'entra la camorra?

Osservatorio Peppino Impastato Frosinone

SVINCOLO DI FERENTINO CHIUSO. C'ENTRA LA CAMORRA ?
CHIEDIAMO CHIAREZZA E INDAGINI APPROFONDITE, I COLPEVOLI E I COLLUSI DEVONO ESSERE DENUNCIATI ALL'OPINIONE PUBBLICA. IL DENARO PUBBLICO SPESO PER UN'OPERA FATTA MALE E SODDISFARE GLI APPETTITI DI ALCUNI MAIALI DEVE ESSERE RESTITUITO AI CITTADINI !!!!!



Autosole - Svincolo di Ferentino chiuso per camorra, si attendono perizie

Maurizio Caprino.  Fonte http://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/

In Ciociaria iniziano a spazientirsi: è da mercoledì che sull'Autosole lo svincolo di Ferentino è chiuso, con ripercussioni non leggere sul traffico locale. Tanto che il presidente del Consiglio comunale della vicina Sora ha chiesto che si faccia chiarezza entro il 15 novembre. E invece si rischia che la chiusura si protragga più a lungo: il cavalcavia è sotto sequestro, in attesa di una perizia che potrebbe avere tempi lunghi perché la questione è delicata e potrebbe portare lontano.
Il problema è che lo svincolo di Ferentino è uno di quelli la cui realizzazione è stata affidata da Autostrade per l'Italia (Aspi) alle aziende legate a Mario Vuolo, pregiudicato sospettato anche di camorra. Le cose da capire sono due:
1. com'è stato possibile che negli ultimi anni queste aziende abbiano potuto ottenere appalti non trascurabili;
2. se è vero che ci siano carenze strutturali ("vizi di costruzione", li chiamano nel linguaggio ufficiale) delle opere realizzate da Vuolo.
Alla prima domanda, Aspi risponde che dalle carte degli appalti nulla risultava. La Procura di Roma lo sta verificando, ma resterà comunque una domanda: come mai anche all'Autobrennero stavano per assegnare un appalto a Vuolo ma alla fine gli hanno detto "no grazie"?
Sulle carenze strutturali, anche ad Aspi hanno più di un sospetto, anche se la sicurezza non sarebbe mai stata messa in discussione. Però avrebbero già fatto interventi, ottenendo certificazioni secondo cui è tutto a posto. Gli inquirenti non ne sembrano del tutto convinti e stanno predisponendo una perizia, che potrebbe avere tempi lunghi.
Si dovrebbe indagare non solo sulle saldature, tra cui quella che vedete nella foto qui sotto.

Pare ci sia l'intenzione di andare a fondo su tutta la struttura del ponte. Sono controlli suggeriti dai racconti di un ex-dipendente dei Vuolo, che ha raccontato ad almeno quattro Procure i retroscena di ciò che accadeva nelle imprese di Vuolo e nei rapporti tra queste e Aspi. Finora è accertato che un dipendente di Aspi ha avuto atteggiamenti che lo rendono sospettabile di contiguità e per questo è stato trasferito. Ora le indagini vanno avanti.
Ma resta il nodo di come proteggere l'ex-dipendente dei Vuolo che ha denunciato tutto e ora, oltre a essere parte offesa nei procedimenti penali conseguenti, si sente in pericolo. Lui proprio in questi giorni è tornato alla carica con le istituzioni proprio per ottenere protezione e per autoproteggersi sta dormendo in auto nei pressi di palazzi romani ben sorvegliati.

Processo inceneritori Colleferro: 12 novembre 2013, prima udienza dibattimentale.

Rete per la tutela della Valle del Sacco

Il 12 novembre 2013 alle ore 9,00 si apre presso il Tribunale di Velletri la fase dibattimentale del processo sui fatti illeciti presso gli inceneritori di Colleferro evidenziati dalle attività del Nucleo Operativo Ecologico con il sequestro degli impianti nel marzo 2009.
La fase preliminare ha concluso il suo iter il 10 gennaio scorso con il rinvio a giudizio dei 26 indagati.
I capi di imputazione scaturiti dalle indagini sono da ricondurre in gran parte a crimini di carattere ambientale di vario genere: dallo smaltimento illecito dei rifiuti, alla falsificazione di certificati di conferimento, alla modifica dei valori limite riguardanti le emissioni in atmosfera, alle intimidazioni ai dipendenti perché non collaborassero con il NOE, all’omissione dei poteri di controllo.
Resta ancora sorprendente la presenza nella conduzione degli impianti, ora gestiti in gran parte da Lazio Ambiente SpA la società regionale subentrata all’ex Consorzio Gaia, degli stessi personaggi che dai rilevamenti del NOE hanno permesso gli illeciti. E’ vero che fino all’ultimo grado di giudizio nessuno è da considerarsi colpevole, ma per semplice principio di precauzione si sarebbero almeno dovuti sospendere dalla carica o spostare ad altre mansioni di minor responsabilità. Il pensiero va inevitabilmente ai licenziamenti senza troppi scrupoli di alcuni dipendenti, considerati scomodi a suo tempo e a difesa dei quali, da quanto ci risulta, è venuta meno la giusta protezione da parte delle organizzazioni sindacali.
Chiediamo con forza che la nuova gestione, a prescindere dalla nostra ben nota contrarietà al sistema di incenerimento dei rifiuti, dia dei segnali forti nei confronti dei cittadini di Colleferro e delle aree limitrofe, che venga ripristinato quel senso morale ed etico assente negli anni passati, che provveda a far presente ai soggetti sotto processo che non sono graditi, che le loro parole intercettate nella fase di indagine preliminare sono una ferita ancora aperta e che difficilmente si può rimarginare.
Confidiamo inoltre che il Tribunale di Velletri lavori rapidamente per portare a termine il primo grado di giudizio del processo e che non cada nella tentazione della prescrizione, in quanto la nostra comunità si attende di avere delle risposte importanti sull’applicazione di una giustizia a cui sempre più frequentemente ci appelliamo.


Colleferro, 11 novembre 2013

"MERCOLEDI DELLO STARE INSIEME"

Associazione Aconcagua

L’Associazione ACONCAGUA
VI INVITA
AI
"MERCOLEDI DELLO STARE INSIEME"

DALLE 17,30 PRESSO IL BAR ITHACA IN VIA GARIBALDI 62 FROSINONE

SARANNO PROIETTATI ANCHE I SEGUENTI FILM:

MERCOLEDI 13/11/13:    V COME VENDETTA
GIOVEDI        21/11/13:   BLADE RUNNER
MERCOLEDI 27/11/13:   THE NEXT THREE DAYS
MERCOLEDI   4/12/13:    MARIUS E JANETTE
MERCOLEDI 11/12/13:    NON E’ MAI TROPPO TARDI
MERCOLEDI 18/12/13:    PARADA


Trasformiamo lo "sciopericchio" di Cgil Cisl e Uil in uno sciopero vero!

di Alberto Madoglio e Massimiliano Dancelli (*)

Da diversi anni ormai le classi subalterne italiane sono costrette a subire i colpi delle manovre economiche di austerità decise dai vari governi che si sono succeduti nel tempo, dettate dalla Troika di comune accordo con le famiglie della grande borghesia italiana. Anche quest’anno il copione è lo stesso: tagli allo stato sociale, alla sanità e alla scuola pubblica, blocco degli aumenti salariali per milioni di dipendenti pubblici, aumento delle tasse dirette e indirette sui salari e sulle pensioni, mentre il grande capitale continua a beneficiare di aiuti e agevolazioni.
Di fronte a tutto ciò sembra che i sindacati confederali, Cgil, Cisl e Uil, abbiano avuto un sussulto di orgoglio, di dignità, e si siano finalmente decisi a proclamare uno sciopero generale. Tuttavia pensiamo che questa decisione non indichi una rottura con la politica seguita dalla Triplice negli ultimi anni, ma sia soltanto una scelta tattica, dovuta alla necessità di rispondere alle pressioni della base sindacale che rivendica una riposta dura e decisa davanti agli attacchi sferrati al mondo del lavoro.
Non dobbiamo dimenticare infatti che non solo si tratta di uno sciopero tardivo (il primo dopo due anni, il precedente fu indetto all’epoca della riforma Fornero), di sole quattro ore (tranne il pubblico impiego che sciopera 8 ore, mentre per la scuola lo sciopero è di una sola ora, nonostante si tratti del settore che negli ultimi anni è stato più colpito dai tagli di risorse), che in molti casi non prevede manifestazioni di lavoratori ma solo innocui presidi sotto le prefetture.
E’ indetto da quei sindacati che non più tardi di un mese fa erano disposti a mobilitarsi per “salvare il governo”, all’epoca sotto ricatto di Berlusconi e di alcuni dei suoi parlamentari, e che lo scorso 31 maggio hanno siglato con Confindustria un patto (chiamato della “rappresentanza”) che cerca di garantire la pace sociale sui luoghi di lavoro, proprio in un periodo in cui aumentano in maniera esponenziale licenziamenti, chiusure di fabbriche, ricorso alla cassa integrazione.
Nelle intenzioni delle burocrazie sindacali quindi lo sciopero non è convocato contro il governo, guidato da un alto esponente del Pd e da questo partito, sostenuto insieme al Pdl di Berlusconi e al Centro di Monti, ma per cercare di controllare la rabbia che giorno dopo giorno aumenta tra milioni di lavoratori, sempre più sfruttati e ridotti alla disperazione da un governo che, come i precedenti, vuol far pagare a loro il prezzo della crisi.
Il Partito di Alternativa comunista, mentre denuncia questa ennesima manovra delle burocrazie sindacali contro gli interessi delle classi sfruttate, fa appello ai lavoratori non solo perché partecipino in massa allo sciopero ma anche perché facciano fallire i piani di chi vuole che lo sciopero sia l’ennesima parata innocua, e lo trasformino nell’inizio di una lotta generalizzata contro il governo, i padroni e i burocrati sindacali che, alleati fra loro, ci vogliono condannare alla miseria.
Per questo crediamo indispensabile che anche i sindacati di base, che già hanno convocato lo sciopero lo scorso 18 ottobre, partecipino col loro programma e le loro parole d’ordine alle mobilitazioni dei prossimi giorni. Non lasciamo milioni di operai e lavoratori nella mani di Camusso, Landini, Bonanni, Angeletti.
Lotta a oltranza contro il governo del capitale, la Troika e le loro politiche di austerità!
Basta sacrifici per i lavoratori! La crisi la paghino i padroni!
(*) dirigenti Pdac e attivisti Rete 28 Aprile Cgil


Video a cura di Luciano Granieri

domenica 10 novembre 2013

Seminario sull''art.54 della Costituzone

Angelino Loffredi

Giovedi 14 novembre 2013 alle 17,30 presso il Castello dei Conti di Ceccano, gli Amici della Costituzione terranno il primo seminario di approfondimento sulla Costituzione. Il primo articolo da esaminare, illustrato da Gian Marco Carlini, sarà il 54. Per favorirne la discussione mi permetto di anticiparne il testo
Art. 54.

" Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.

I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge."

La morte di Arafat: Israele si dichiara ancora una volta non colpevole

Fonte: Assawra.info

Israele ancora una volta ha respinto categoricamente, giovedì scorso, qualsiasi coinvolgimento nella morte di Yasser Arafat, in seguito alla pubblicazione di un rapporto medico svizzero che conferma la tesi di avvelenamento con il polonio dello storico leader palestinese scomparso nel 2004. Le cause della morte di Arafat l'11 novembre 2004 presso l'ospedale militare Percy a Clamart, vicino a Parigi, non sono state chiarite, e molti palestinesi sospettano l'avvelenamento da parte di Israele, che ha sempre negato.
Intervistato, Raanan Gissin, un consigliere di Ariel Sharon, primo ministro israeliano al tempo della morte di Arafat, ha dichiarato che "le istruzioni di Sharon erano di prendere tutte le precauzioni perchè Israele non fosse accusato della morte di Arafat". "Ariel Sharon ha ordinato di fare di tutto per evitare che Arafat - mentre era assediato dall'esercito israeliano nella Mukata'ah, sede della presidenza palestinese a Ramallah (Cisgiordania ) - fosse ucciso dai nostri soldati", ha detto Raanan Gissin, portavoce e stretto collaboratore dell'ex capo del governo. "E' anche per questo motivo che Sharon ha consentito il trasferimento di Arafat in un ospedale in Francia, quando si seppe che stava morendo", ha detto. "Invece di lanciare accuse infondate contro Israele, i palestinesi farebbero meglio a interrogarsi su quelli dell'entourage di Arafat che avevano interesse per la sua morte, e soprattutto su chi ha messo le mani sul denaro controllato da Arafat", ha continuato Raanan Gissin. Alla domanda circa le minacce di morte che Sharon aveva lanciato in passato contro Arafat, Raanan Gissin ha assicurato che erano solo "dichiarazioni politiche che non hanno avuto conseguenze operative".
"L'ennesimo episodio del feuilleton di Suha"
Al momento della pubblicazione del rapporto svizzero, mercoledì, da parte di Al Jazeera, il portavoce del Ministero degli Esteri israeliano, Yigal Palmor, ha negato la responsabilità di Israele nella morte di Arafat. "Questo è l'ennesimo episodio del feuilleton di Suha (Suha Arafat, vedova del leader palestinese) contro i successori di Arafat", ha ironizzato. Danny Yatom, ex capo del Mossad, l'intelligence israeliana, ha detto che "tutta la faccenda (è) molto strana". "Per svelare il mistero, è sufficiente interrogare i medici francesi che lo hanno curato", ha detto Danny Yatom alla radio pubblica. "Non so se Suha Arafat sta semplicemente difendendo la memoria o il denaro del suo defunto marito".
L'ex capo del Mossad (1996-1998) ha detto che il cibo consumato da Yasser Arafat quando era circondato dall'esercito israeliano nella Mukata'ah a Ramallah dal 2002 era preventivamente testato da assaggiatori. Alla domanda sull'episodio che potrebbe costituire un precedente, cioè il tentativo da parte del Mossad di assassinare, il 5 settembre 1997 ad Amman, Khaled Meshaal, allora membro della leadership di Hamas di cui è diventato leader nel 2004, Danny Yatom ha risposto semplicemente che "Noi non usiamo materiali radioattivi". Cinque agenti israeliani che si facevano passare per turisti canadesi avevano cercato di uccidere Khaled Meshaal iniettandogli una sostanza tossica. Sotto pressione, Israele allora aveva dovuto fornire un antidoto. Un portavoce di Hamas, al potere a Gaza, Sami Abu Zuhri, ha ricordato mercoledì che "Khaled Meshaal è stato il primo a credere che la morte di Arafat sia stata causata da avvelenamento imputabile all'occupante".