Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

giovedì 27 novembre 2014

Sanità 2.0- il vero e il falso.

Coordinamento provinciale della sanità.


Il Coordinamento provinciale della sanità terrà un incontro-dibattito sabato 6 dicembre 2014, alle ore 15,30, presso l’aula consiliare del Comune di Alatri, in Piazza S Maria Maggiore
L’evento che avrà come tema: “ Sanità 2.0 – Il vero e il falso” sarà anche l’occasione per ringraziare i sindaci che hanno votato NO all’atto aziendale della ASL, scelta che il Coordinamento valuta coerente, intelligente e responsabile verso il bisogno di salute dei loro concittadini in una visione lungimirante nella difesa deglim interessi dell’intera provincia.
La manifestazione, alla quale saranno invitati tutti i sindaci, è aperta alla partecipazione dei cittadini e delle associazioni.


Frosinone 27 novembre 2014

Video di Luciano Granieri

mercoledì 26 novembre 2014

Jobs Act: la parola è alla lotta di classe degli sfruttati

Piattaforma Comunista


Una Camera di nominati, controllata dal “partito della nazione” organico al grande capitale, ha approvato il Jobs Act, che significa maggiore sfruttamento, precarietà, distruzione dei diritti e della dignità degli operai, come l’art. 18.
Il dissenso ipocrita di un gruppo di deputati non salva la faccia al PD e non ha altra prospettiva politica che non sia la sopravvivenza del fallimentare riformismo.
Sbaglia però chi vede in questa votazione un rafforzamento del governo Renzi, che va avanti a tappe forzate nel suo progetto reazionario. Al contrario, è una dimostrazione di crescente scollamento dalla sua base sociale – dimostratasi anche nelle recente elezioni regionali – e di arroccamento autoritario, che porterà Renzi e la sua politica neoliberista alla disfatta.
La parola ora è alla lotta di classe degli sfruttati, che negli ultimi mesi ha visto una dinamica in crescita. Sarà il proletariato, sarà il popolo dei 1000 euro al mese - che si oppone ai signori dalle cene da 100 euro - a esprimere, a suon di scioperi e dimostrazioni di piazza, la sua sfiducia al governo Renzi.
Il 12 dicembre c’è lo sciopero generale indetto dai vertici di CGIL e UIL, che proclamandolo in ritardo e su contenuti innocui hanno svelato la loro intenzione di bloccare la continuità delle lotte, il loro processo di radicalizzazione e di unificazione politica.
Gli scioperi tanto per far vedere che si fa qualcosa non ci bastano! Allo sciopero del 12 dicembre bisogna arrivarci con un crescendo di mobilitazioni, sviluppando il fronte unico proletario su parole d’ordine e obiettivi chiari, anticapitalisti. Dovrà essere una vera giornata di lotta per far cadere il governo Renzi, prima che ci porti alla completa rovina.
L’ascesa della lotta di massa conduce verso lo sciopero politico generale e continuato, per infliggere duri colpi all’oligarchia finanziaria e al suo governo.
Lottare contro i governi borghesi, per un Governo operaio che apra la via del socialismo significa disporre dello strumento indispensabile per dirigere il processo di emancipazione degli sfruttati: il Partito comunista del proletariato.
E’ ora che gli operai più coscienti e combattivi rompano nettamente e definitivamente con il riformismo e l’opportunismo politico e sindacale, si uniscano ai marxisti-leninisti per compiere decisi passi avanti in questa direzione. Uniamoci, organizziamoci!

EMILIA ROMAGNA E CALABRIA, IL VOTO REGIONALE NEL TEMPO DELLA CRISI

Fabrizio Burattini. Fonte Sinistra Anticapitalista

Su una cosa (e una sola) siamo d’accordo con Matteo Renzi, cioè sul fatto che lo sconvolgente tasso di astensione registrato nelle elezioni regionali di ieri in Emilia Romagna e in Calabria deve far riflettere tutte le forze politiche.
In Emilia Romagna, REGIONE nota non SOLO per la sua tradizionale “colorazione” politica, ma anche per il diffuso “senso civico”, sui 3.460.402 elettori, se ne sono recati alle urne solo 1.254.916 (1.053.643 in meno rispetto alle europee di maggio, 1.416.666 in meno rispetto alle politiche di febbraio 2013, 1.045.469 rispetto alle regionali del 2010).
Tasso di astensione sconvolgente anche se largamente previsto e prevedibile. Proprio perché tutte le forze politiche, perlomeno quelle principali, con il loro comportamento l’hanno provocato e per certi versi ricercato.
La considerazione di Renzi sarebbe sincera se non si accompagnasse ad una ipocrita fanfara di vittoria e alla sua tradizionale sicumera dell’ “andiamo avanti”. Addirittura di ritenerlo un dato secondario rispetto al successo del PD.
A questo proposito occorrerebbe ricordare che la soglia di partecipazione di almeno il 50% dell’elettorato viene ritenuta come necessaria per dichiarare validi gli effetti di un voto referendario, mentre sembrerebbe legittimo governare per 5 anni una REGIONE“forti” SOLO di meno della metà del 37,67 degli elettori chiamati ad esprimersi. E’ proprio il caso di dire: “due pesi e due misure”…
Infatti la vittoria del PD in Emilia Romagna, oramai può dirsi, si basa prevalentemente, se non unicamente, sul consolidato sistema di potere che dirige quella REGIONE. I voti raccolti da Bonaccini (poco più che 600.000), infatti, oramai non canalizzano più neanche il voto di opinione raccolto da Renzi nelle europee di sei mesi fa., né, tanto meno; il voto organizzato di massa che raccoglieva la sinistra un tempo nella “regione più rossa d’Italia”.
In Calabria, Oliverio, con i suoi 484.261 voti, raccoglie poco di più di quanto raccolse lo screditato Loriero nel 2010, e può presentare il proprio risultato come plebiscitario (61,42%) solo per il parallelo crollo del centrodestra che raccoglie poco più di un quarto dei voti di 4 anni fa.
Dunque, se le dichiarazioni di Renzi e dei suoi fossero oneste, si dovrebbe riconoscere che il QUESTE elezioni il PD (e il governo) non raccoglie affatto un’ondata di consenso, ma una delusione e un dissenso di massa, rappresentato da quei 680.537 voti persi in soli sei mesi (dalle europee ad oggi). Anche rispetto al risultato raccolto quattro anni fa da Vasco Errani (1.197,789 voti) Bonaccini dimezza i consensi.
Anche l’altro “trionfatore” di QUESTE elezioni, il “Salvini emiliano”, il leghista Alan Fabbri, raccoglie 374.653 voti, meno della metà degli 844.915 ottenuti dal centrodestra nel 2010. E lo stesso risultato di LISTA della Lega Nord, con i suoi 232.318, cala di 56.283 rispetto ai 288.601 raccolti nel 2010, non mettendo neanche a frutto l’effetto di trascinamento dell’avere il “candidato presidente” della coalizione, anche se aumenta significativamente rispetto al risultato delle europee.
Questi risultati del PD e della Lega andrebbero ulteriormente ridimensionati ricordando il grande sostegno mediatico che in queste settimane il sistema informativo ha offerto da un lato a Renzi e al “suo” PD e, dall’altro, a Salvini, ormai indicato come unica opposizione.
Non varrebbe neanche la pena di parlare del risultato di Forza Italia (100.113 voti rispetto ai 518.108 del 2010), se non per sottolineare il punto della sua parabola.
Per quanto riguarda il M5S sembra consolidare il suo “zoccolo duro” di circa 160.000 voti emiliano romagnoli (per l’esattezza 161.056 nelle regionali 2010 e 167.022 ieri, anche se vista l’astensione valgono quasi il doppio percentualmente) con lo sgonfiamento rispetto all’eccezionale risultato delle politiche 2013 (658.475 voti), già ridimensionatosi significativamente in occasione delle europee (443.936).
Una riflessione sarà peraltro necessaria anche nell’ambito della sinistra che in Emilia Romagna positivamente tiene e riesce ad eleggere un consigliere regionale, ma non capitalizza nulla dell’ondata di rifiuto e di disaffezione dalla politica tradizionale, e neanche dello “sgonfiamento” dei voti “grillini”. In qualche modo, nonostante alcune scelte più positive degli ultimi tempi, resta che la sinistra non riesce tuttora a scrollarsi di dosso quella omologazione al mondo politico tradizionale accumulatasi in lunghi anni di politiche sbagliate.
La Lista Tsipras in quella regione ottenne alle europee 93.914 voti, che, si sono riversati quasi intatti per 50.208 nella lista “L’Altra Emilia Romagna” e per 38.743 sulla lista di SEL (in coalizione con il PD), mantenendo anche qui uno “zoccolo” di voti simile a quello raccolto dalle liste delle Federazione della Sinistra e di SEL, entrambe allora in coalizione con il PD di Vasco Errani nel 2010 (96.641). Tutto comunque senza nessun paragone possibile con i 235.223 suffragi raccolti alle politiche del 2006 dalle liste PRC e PdCI.
Ma la riflessione per la sinistra è ancor più necessaria se si guarda ai risultati calabresi, dove la lista “L’Altra Calabria” non solo non capitalizza il dissenso diffuso, raccogliendo solo 10.536 voti, ma vede sfuggirle verso SEL e le liste in coalizione con il PD gran parte dei 31.524 ottenuti sei mesi fa alle europee con la Lista Tsipras, restando ampiamente al di sotto dei 41.520 voti confluiti sul PRC calabrese nelle regionali 2010 e per fino molto meno dei 27.337 voti che in quella regione ottenne la “Lista Ingroia” a febbraio 2013.
La riflessione che la sinistra dovrà fare si intreccia anche con la positiva, seppur iniziale ripresa di conflittualità sociale che la durezza delle politiche dominanti sta imponendo anche in Italia. E’ là soprattutto, molto più che nella ossessione elettoralistica, che ben presto crea subalternità e dipendenza istituzionalistica, che va ricercata la strada per un vero rilancio.

martedì 25 novembre 2014

Acqua Pubblica. Confronto fra il comitato provinciale acqua pubblica e la nuova autorità d'ambito

Luciano Granieri


Si è svolto oggi, davanti al piazzale della Provincia di Frosinone, un sit-in organizzato dal Comitato provinciale l’acqua pubblica  contro l’inasprimento dei comportamenti vessatori da parte di Acea nei riguardi degli utenti che non accettano di pagare bollette, dichiarate illegali dall’Autorità per l’energia elettrica, per il gas e per la distribuzione idrica. 

Come è noto, nel nostro territorio si sono verificati tentativi di blocco dei contatori, addirittura della loro rimozione , da parte del gestore, verso quegli utenti giudicati morosi. Un comportamento per ora illegittimo perché la normativa ancora in vigore, prima che l’ennesimo regalo del governo Renzi alle multinazionali la stravolga, prevede il divieto di interrompere la distribuzione dell’acqua anche alle famiglie morose. E’ possibile solo ridurre l’erogazione idrica nella misura di 50 lit d’acqua al giorno per persona. 

Come detto nel collegato ambiente che l’attuale  governo ha modificato, la norma che proibisce il distacco totale dell’acqua è stata abolita, un coltello affilatissimo messo nelle mani dei gestori che non avranno più alcuna remora nell’esercitare il loro potere coercitivo. 

Nel corso del sit-in, che sarà oggetto di un prossimo  post, una delegazione, composta da esponenti del comitato provinciale per l’acqua pubblica, da membri di altre associazione e dal deputato del Movimento 5 Stelle, Onorevole Luca Frusone, ha incontrato il consigliere Vittorio Di Carlo,  delegato dal neo eletto presidente della Provincia e automaticamente presidente dell’autorità d’ambito Antonio Pompeo , ad incontrare i movimenti.    

 Nel corso del confronto è stato richiesto  al presidente dell’autorità d’ambito l’impegno affinchè, come massima carica istituzionale  che si interfaccia con il gestore privato , imponga ad Acea un comportamento meno vessatorio ed intimidatorio verso gli utenti. Inoltre è stato chiesto che, come presidente della consulta dei sindaci Antonio Pompeo, dia corso al provvedimento, già  firmato nel 2009 dai sindaci stessi , di rescissione per colpa del contratto con Acea.  

Il consigliere Di Carlo si è impegnato a riportare le istanze dei movimenti al presidente Pompeo, stabilendo un ulteriore incontro a breve per discutere anche degli aspetti tecnici della vicenda. Inoltre il Comitato provinciale l’acqua pubblica è stato invitato come auditore a partecipare alla stesura del nuovo statuto provinciale in funzione del fatto che nel documento sarà  previsto  il  coinvolgimento delle associazioni territoriali nelle decisioni inerenti la gestione dei beni comuni. Ad una prima valutazione dell’incontro sembra si sia aperta una strada di confronto e collaborazione. Resta da verificare  se quanto  e come  ciò che è stato promesso dal consigliere Di Carlo, si realizzerà.

lunedì 24 novembre 2014

Tutti in piazza contro la pratica eversiva del distacco dell'acqua

Comitato provinciale Acqua Pubblica Frosinone


Cronache frusinati. Inaugurato a Frosinone "Lo Cavalcone sul viadotto Biondi"

Luciano Granieri



Inaugurato a Frosinone "Lo Cavalcone militare" sulla voragine del viadotto Biondi. Alle presenza della massime autorità civili, militari, religiose ed interplanetarie, il sindaco Nicola Ottaviani e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, hanno invitato i cittadini ad attraversare Lo Cavalcone in fila longobarda, senza timore alcuno sulla tenuta della struttura. Come temere che questa avesse potuto cedere   se a reggerla c'era la mano di Dio?  Queste sono state le rassicurazioni del sindaco e del presidente. Tutto è filato liscio, fino a quando Dio non ha tolto la mano....

Pace in Siria, Il dibattito di Ceprano

Comitato ANPI - Provincia di Frosinone

Come programmato ed annunciato si è svolta ieri pomeriggio la conferenza sul tema della pace in Siria a Ceprano.
L’incontro, cui erano presenti ed hanno relazionato i segretari nazionali dei partiti Democrazia Atea e Partito Comunista dei Lavoratori, rispettivamente Carla Corsetti e Marco Ferrando, ha visto una nutrita ed attenta partecipazione. Sono stati affrontati diversi aspetti della genesi e dello sviluppo della situazione siriana, approfondendo particolarmente quanto accade oggi che la presenza delle bande dell’ISIS (o IS, come si preferisce denominarli oggi più correttamente) occupano alcune aree e città siriane spargendo orrore ovunque e minacciando tutte le popolazioni dell’area.
La relazione del giornalista siriano Naman Tarcha è stata orientata a spiegare sia il quadro storico ed attuale in cui la Siria insiste, sia il livello di efferatezze che i miliziani del sedicente Stato Islamico compiono sulle popolazione attualmente sotto il loro scellerato dominio.
Molti aspetti trattati non  compaiono nelle cronache dell’informazione del nostro Paese, altri sono travisati o mal posti, pertanto l’opinione pubblica italiana ha spesso un quadro assai diverso da quello reale.
È stata posta molta insistenza sulla necessità di informare correttamente i nostri cittadini sul pericolo reale che questa guerra, come altre in atto in questi mesi, possono rappresentare per la pace e la sicurezza dei popoli europei, oltre che per le loro economie e per l’approvvigionamento di risorse energetiche fossili.
Ad esempio, non si ricava dai reportage giornalistici diffusi dalle nostre televisioni e dai principali giornali, che chi finanzia questo sedicente esercito di tagliagole è spesso la stessa mano che investe fior di capitali in Europa acquistando le nostre imprese, i nostri istituti bancali, perfino i nostri monumenti ed i territori di pregio.
Il numeroso pubblico ha seguito con grande attenzione tutta la conferenza, ed al termine è intervenuto con molte e qualificate domande di approfondimento, di chiarimento, di ampliamento dell’analisi e delle notizie, segno evidente che il tema interessa e che i cittadini più sensibili ai grandi temi della pace e della convivenza civile sanno che le informazioni di cui disponiamo non sono sufficienti o sono addirittura, a volte, errate.
Le relazioni degli altri oratori hanno espresso il punto di vista e l’analisi delle rispettive organizzazioni, stimolando un dibattito assai franco e vivace, pur nell’assoluto rispetto dell’autonomia di giudizio di ciascuno.
Erano presenti cittadini di altri paesi e territori, che hanno espresso forte interesse al tema.
È stata quindi una occasione riuscita con cui l’ANPI ha aggiunto un piccolo contributo alla documentazione ed alla riflessione critica dei cittadini del nostro territorio, proseguendo così nel cammino da tempo intrapreso di partecipare, per quanto possibile, alla crescita di un pensiero critico collettivo che diventi antidoto a tutti i tentativi di messa in discussione delle nostre tradizioni ed istituzioni democratiche.
L’ANPI esprime la convinzione, verificata ancora una volta, che a Ceprano, come ovunque, esistano le condizioni per fare ancora meglio e di più in futuro, e si sta già impegnando per garantire un sereno e corretto svolgimento delle ricorrenze del 70° della Liberazione che ci aspettano nel 2015.
Vogliamo arrivare a quella data con un’ANPI più forte, ricca del portato di tutti gli antifascisti di Ceprano, ciascuno nella propria specificità, come  tradizione e scelta politica dell’ANPI e dei Partigiani ci impegnano a fare.
Ringraziando ancora una volta e con tutto il cuore i partecipanti, l’ANPI rivolge il suo appello a chiunque si interessi dei temi della cittadinanza responsabile, della civiltà e della pace, a non cessare di impegnarsi per portare ovunque possibile, attivamente, occasioni di incontro come questa.