"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"
Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista - Sinistra Europea, dichiara:
«Casa Pound non solo non ha condannato l'aggressione di cui sono stati vittime alcuni antifascisti a Genova, ma di fatto ha ammesso che i protagonisti dell'aggressione squadrista sono stati i suoi militanti. Dichiarando che "CasaPound non ha attaccato ma difeso la propria sede" l'organizzazione neofascista ha ammesso la propria responsabilità.
Rendendosi conto che il tirare coltellate difficilmente può dirsi "difesa" Casa Pound nega ovviamente che la coltellata sia responsabilità dei loro "difensori".
Vogliono farci credere che l'antifascista ferito si sia accoltellato da solo?
Da tempo insieme all'ANPI chiediamo che organizzazioni come Casa Pound vengano dichiarate fuorilegge ma constatiamo che godono invece di coperture e anche di ribalta mediatica.
La presenza di Casa Pound sta creando problemi anche al normale svolgimento della campagna elettorale.
Da Genova ci comunicano che il Comune avrebbe per ora negato l'autorizzazione ai nostri compagni per l'occupazione di suolo pubblico indispensabile per la raccolta firme per la presentazione della lista "Potere al popolo".
I tempi di attesa per l'autorizzazione sarebbero dilatati a causa della volontà delle forze dell'ordine di evitare una sovrapposizione nelle strade fra i militanti che sostengono "Potere al popolo" e quelle dell'estrema destra.
A maggior ragione dopo l'aggressione squadrista dell'altro giorno, con un attivista ferito da una coltellata, le istituzioni dovrebbero garantire la sicurezza e l'agibilità democratica, senza penalizzare una lista democratica nell'esercizio dei propri diritti».
avrete forse appreso dai giornali della mia iniziativa di creare a difesa dei valori della nostra Costituzione, a settanta anni dalla sua entrata in vigore, una Anagrafe Virtuale che raccolga tutti coloro che si sentono impegnati in difesa dei valori che condividiamo di libertà, democrazia, legalità e contro il diffondersi di episodi di intolleranza, di rievocazione dei totalitarismi dello scorso secolo, che fecero della violenza lo strumento di affermazione contro oppositori politici, minoranze etniche e religiose. Sono questi i valori della Resistenza che hanno trovato attuazione nella Costituzione Repubblicana.
Si può aderire all’iniziativa semplicemente compilando un form disponibile sul sito istituzionale del mio comune (www.comune.stazzema.lu.it ). (E' possibile accedere al modulo cliccandoQUIndr.)
Invito l’ANPI a sostenere l’iscrizione all’Anagrafe Antifascista, facendo crescere questa iniziativa che non vuole escludere nessuno, ma rappresentare un impegno contro il ritorno di simboli e messaggi che rimandano al fascismo e al nazismo che ci devono preoccupare.
Scrivo questa lettera per condividere con voi la notizia che Israele mi ha espressamente vietato di andare ad Amman, Giordania, per accompagnare mia madre e stare con lei in occasione del serio intervento chirurgico a cui deve sottoporsi.
Mia madre, Wafieh Barghouti, ha 75 anni. Le è stato diagnosticato alcuni mesi fa un tumore che lei sta combattendo con coraggio, dignità e i suoi tanti commenti politici particolarmente pungenti su Facebook!
Sono mesi che ogni volta che devo andare ad Amman per stare con la mia madre durante le sessioni di chemioterapia, devo chiedere una ordinanza del tribunale per la sospensione temporanea del divieto a viaggiare che mi è stato imposto dalle autorità israeliane.
In risposta ad una richiesta urgente dei miei avvocati che informava dell'intervento chirurgico imminente di mia madre e della necessità che avevo di essere con lei, una corte israeliana ha sospeso temporaneamente il divieto a viaggiare dal 2 al 16 gennaio 2018.
Tuttavia, il Ministero israeliano dell'Interno, benché informato circa l'intervento, non ha rinnovato per quasi 3 settimane il mio documento israeliano di viaggio, senza cui non posso recarmi in Giordania. ?
In primo luogo, la mia avvocata ha inoltrato una domanda al Ministero per il rinnovo del documento di viaggio il 17 dicembre 2017, alla quale sono seguite tre lettere urgenti: il 27 dicembre 2017, il 2 gennaio 2018 e oggi, 4 gennaio 2018. Inoltre ha trasmesso al Ministero una copia di una lettera scritta dall'oncologo di mia madre che indica le date dell'intervento chirurgico e della terapia di sostegno.
Data la chiara evidenza della guerra totale del regime israeliano contro il movimento non violento del BDS per i diritti dei palestinesi e contro di me personalemente, non ho dubbi che questa sia un’altra forma ancora di "punizione" per il mio ruolo nel movimento come difensore dei diritti umani che lotta per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza.
Impormi un divieto a viaggiare, minacciarmi di “assassinio civile” e provare disperatamente, e ripetutamente, a sporcare la mia reputazione, sono poca cosa al confronto dei crimini di guerra e contro l'umanità (apartheid compreso) perpetrati dal regime israeliano di oppressione contro milioni di Palestinesi.
L'assedio di 2 milioni di palestinesi a Gaza, rifiutando loro diritti e libertà fondamentali…
Il rifiuto dell’applicazione del diritto al ritorno stipulato dall'ONU per milioni di rifugiati palestinesi…
Il furto senza fine di terra e la costruzione di insediamenti coloniali illegali in Cisgiordania occupata, in particolare dentro e intorno a Gerusalemme…
La pulizia etnica continua di intere comunità nel Naqab e nella valle del Giordano…
Le dozzine di leggi israeliane razziste e il brutale regime di apartheid che fa assomigliare la segregazione in Sudafrica ad un “picnic” in confronto, come ha dichiarato il portavoce del Parlamento dell’Africa del Sud…
L'omicidio efferato, nel dicembre 2017, di Ibrahim Abu Thurayyah, eroe palestinese amputato delle due gambe che è stato ammazzato nel ghetto del Gaza , mentre protestava con una bandiera palestinese, da un soldato israeliano la cui barbarie ci ricorda quella dei soldati tedeschi durante la soppressione della rivolta del ghetto de Varsavia…
La repressione attuata contro Ahed Tamimi, eroina palestinese di 16 anni, simbolo della nostra resistenza popolare, per avere schiaffeggiato l'occupazione in faccia, in senso letterale e figurato…
Tutti questi fatti rivelano non solo un oppressore brutale, ma anche un regime di oppressione in fallimento morale che passa all’attacco con crudeltà e disperazione assolute dopo essersi reso conto che la sua base di sostegno nel mondo si sta erodendo velocemente.
Facendo parte di questo grande popolo che resiste fermamente contro ogni previsione, ripeto che tutte le loro intimidazione e prepotenze non mi tratterranno mai dal fare quello che è giusto, continuando con il mio modesto contributo a partecipare alla lotta per la liberazione del mio popolo.
Come quasi tutti i palestinesi, non potrò mai accettare la schiavitu come destino e mai smetterò di combattere l'oppressione fino a quando non potremo vivere nella giustizia e nella dignità.
Madre, perdonami, non sarò fisicamente con te in questo momento difficile. Il nostro è un sacrificio insignificante in confronto con i molti sacrifici dolorosi della nostra gente. Ma sarò con te nello spirito e so che mi sostieni fermamente nel mio resistere alla loro prepotenza e nel gridare: "Vinceremo".
Qualcuno si chiederà, “cosa possiamo fare per aiutare? Dovremo mandare delle lettere alle autorità per fare pressione?” Come la maggior parte di voi sa, la mia risposta è: niente da fuori può fare pressione sul regime israeliano di occupazione e di apartheid più del BDS. Il tempo dell'acquiscienza e degli appelli servili rivolti agli israeliani perché rispettino i nostri diritti devono terminare.
Per toglierci dal collo il peso degli stivali israeliani richiedo campagne BDS più creative, strategiche e durature, in modo da ottenere sanzioni internazionale efficaci simili a quelle imposte all’apartheid in Sudafrica. Soltanto allora la giustizia prevarrà. Saluti, Omar Barghouti ( Fonte: bdsitalia.org )
Nei sondaggi il PD renziano è ai minimi storici, ben sotto la soglia del 25% raggiunta nelle elezioni del 2013. Dopo aver passato quattro anni a realizzare le promesse di Berlusconi (art. 18, buona scuola, revisione della Costituzione, etc.), dalla sconfitta referendaria del dicembre 2016 a oggi per il PD è stata tutta una discesa, aggravata dal continuismo politico di Gentiloni, dall’uscita di Bersani, dalle vicende della famiglia Boschi, etc.
Il tesseramento è ai minimi, segno che i quadri intermedi riformisti stanno voltando le spalle all’ex Rottamatore.
Renzi è stretto alle corde da M5S, dalla formazione elettorale dei socialdemocratici di Grasso e D’Alema, dalle destre e dall’astensionismo di massa. Nonostante abbia varato una legge elettorale truffaldina e antidemocratica, non ha più collegi sicuri. Perderà le elezioni in modo pesante e si accentuerà la crisi dell’ormai debole partito che domina assieme alla banda dei suoi fedelissimi.
Potrà Renzi in queste condizioni andare al governo assieme a Berlusconi, per di più in condizioni di inferiorità politica? Sarebbe il definitivo tracollo del PD, una delle colonne portanti per i progetti politici della borghesia.
L’eterogenea matrioska berlusconiana, che oltre ai vecchi papponi democristiani contiene elementi fascisti e razzisti, con la Lega a svolgere il ruolo di punta nella mobilitazione reazionaria delle masse, sta infatti guadagnando terreno, anche se difficilmente raggiungerà la percentuale del 40% per governare da sola.
La situazione apre maggiori spazi elettorali al confuso populismo del M5S, che nel pantano politico esistente si confermerà primo partito.
L’amerikano Di Maio cerca di prendere il posto di Renzi e mira a farsi dare l’incarico per formare il governo, alleandosi con cani e porci pur di garantire gli interessi di padroni e banche.
Il fatto che nessuno schieramento politico avrà la maggioranza per dar vita a un nuovo governo crea seri problemi ai circoli dominanti.
Tutto lascia pensare che l’Italia si avvierà verso una situazione di maggiore instabilità politica e conflittualità sociale.
Non sarà facile per la borghesia, priva di una classe dirigente purchessia, mettere in piedi un esecutivo con cui continuare a massacrare la classe lavoratrice.
Meglio così, se il proletariato saprà approfittare della situazione, non andando a votare per la falsa democrazia dei padroni, ma accrescendo la sfiducia di massa nei confronti delle istituzioni borghesi.
Mattarella dice che contro l’astensionismo ci vogliono “proposte comprensibili e realistiche”. Quelle presentate da tutti i partiti borghesi e piccolo borghesi però non possono che aumentare la diffidenza delle masse,E semmai ci fosse fra questi partiti qualche velleità di cambiamento ci penserà la troika UE-BCE-FMI a ricordare i vincoli di bilancio, mettendoli in riga.
A livello elettorale la sola possibilità di opposizione che abbiamo è rifiutare il voto e avanzare nel processo di riorganizzazione di classe, perchè non è possibile continuare a vivere nello stato di continuo arretramento e di disarmo in cui opportunisti e populisti ci vogliono far marcire.
Dobbiamo sfruttare la fase di instabilità per costruire il partito indipendente e rivoluzionario del proletariato e mettersi alla testa delle lotte che inevitabilmente si produrranno per indirizzarle verso la conquista del governo degli operai e degli altri lavoratori sfruttati.
Questo è il compito principale dei proletari avanzati, e non certo quello di mettersi al carro della piccola borghesia che vorrebbe riformare la società attuale togliendo alla classe sfruttata ogni tentazione rivoluzionaria.
Cari amici, di LeU, della provincia di Frosinone, anzi cari amici di LeU che non
siete di Mdp . Lo sapete che la vostra coalizione sta per concludere l’accordo a sostegno di Zingaretti , il candidato
PD, e sottolineo PD, per un nuovo mandato a Presidente regionale del Lazio?
Un po’ di battaglie qui in Provincia ne ho
fatte, e mi sembra di ricordare, che
qualcuno di voi, si sia speso, invano, per spingere l’assise guidata proprio da
Zingaretti ad approvare i decreti attuativi
della legge 5 sulla gestione partecipata dell’acqua. Avete forse dimenticato le
prese in giro del vostro prossimo
candidato in merito?
Facendo un giro per Colleferro, in occasione delle manifestazioni indette dal movimento Assemblea Permanente Rifiutiamoli, contro la riattivazione degli
inceneritori di Colle Sughero, mi sembra di aver incontrato qualcuno di
voi avverso al revamping di tali impianti, letali per l’ambiente ma voluti
fortemente da Zingaretti.
I grossi camini erano fondamentali per piazzare
meglio sul mercato privato le vestigia di Lazio Ambiente Spa , la società guidata
proprio dalla Regione Lazio, capitanata dal vostro prossimo condottiero .
Voglio ricordare a quelli di voi che stavano in piazza a Colleferro che le mire
del vostro prossimo candidato alla presidenza regionale sono quelle di cedere
Lazio Ambiente a compagnie private che basano
il loro business proprio sugli
inceneritori. Per cui, se Zingaretti verrà rieletto, non solo le ciminiere di
Colleferro continueranno a espandere i lorovenefici effluvi, ma ad essi si affiancheranno altri impianti inquinanti
gestiti da privati.
Voi siete contro lo
Sblocca Italia di Renzi e nella campagna elettorale per le politiche,
probabilmente lo ribadirete. Voglio però ricordarvi che il renzianoSblocca Italia è stato recepito in pieno dal
vostro prossimo candidato alla presidenza della Regione Zingaretti. Tanto che costruire
un impianto di incenerimento rifiuti nel
Lazio è molto più facile, in quanto la
legge renziana, abolisce molte prescrizioni di tutela ambientale prima
necessarie perl’edificazione di queste
strutture.
L’assessore all’ambiente della giunta guidata dal prossimo vostro
candidato alla Regione è il tanto da voi vituperato Mauro Buschini. Come avete spesso ricordato, la giunta Zingaretti
non è stata in grado di redigere un piano regionale di rifiuti, e ora vi
apprestate a supportare un tizio che si è macchiato di tale inadempienza?
Mi
pare che qualcuno di voi in passato abbia condiviso il contrasto alla politica
regionale sulla sanità, basata su un atto aziendale capace di ridurre l’Asl della Provincia ad infima succursale di Tor Vergata e il commissario a
capo della sanità regionale è proprio il
vostro prossimo condottiero per il Lazio.
Infine, voglio ricordare che
Zingaretti accompagnò e supportò la
Boschi nel suo blitz referendario presso il palazzo della Provincia di Frosinone per perorare la causa della
riforma costituzionale - a cui voi stessi
pure eravate contrari - fortunatamente
rasa al suolo dalla “SOVRAN ITA’ POPOLARE”.
Ma ve lo immaginate come potrà
sentirsi un povero cristo convinto il 4 marzo di votare alle politiche per LeU, proprio in virtù del fatto che la nuova coalizione è
avversa ai programmi renziani , quando
scoprirà che gli stessi personaggi alla Regione
supportano uno che tali politiche ha realizzato a livello locale!
Se l'intento è quello di convincere gli astensionisti di sinistra a votare per voi,
sappiate che la vostra condotta è assolutamente fallimentare.Sappiate che vi siete resi responsabili della
devastazione di un percorso, quale quello avviato da Falcone e Montanari al Brancaccio , in
cui molti avevano riposto diverse speranze di cambiamento. Non so se e dove
vincerà la destra, ma se ciò avverrà un bel po’ di colpe saranno le vostre.
Credo sia ancora valida la tesi di Carlo Marx quando sosteneva che la classe degli sfruttati non può mettere le mani sulla macchina dello Stato ed usarla così com'e'... perché lo stato capitalista , non e' uno strumento neutro, ma e' costruito come forza strutturalmente finalizzata all'esercizio del dispotismo di classe... per cui i suoi modelli organizzativi, le modalità di funzionamento, l'etica, i "valori " che ne sostanziano le pratiche, sono marcati dalla finalità originaria e quindi non riformabile.
E' stato così anche in Grecia con Tsipras... quindi va rovesciato, abbattuto il dominio borghese ed assieme conquistare il potere politico ... per ciò' non basta votare... anzi molti italiani (popolo) hanno la memoria così corta che rivoteranno la destra ed il pregiudicato Berlusconi...
Il voto a LeU, al di la dei molti candidati che hanno fatto dell'opportunismo la propria scelta... , nel discorso di ieri di Grasso , non ci sono scelte economiche, sociali, di cambiamento radicale... non ho ascoltato parole che enfatizzavano la necessità di ripristinare i diritti a partire dall'art.18 , la cancellazione del JOBS ACT, e nemmeno di modificare profondamente il meccanismo pensionistico a favore degli attuali e futuri pensionati...la sua enfasi su l'abolizione delle tasse universitarie è ben poca cosa... mi riservo di leggere il loro programma ma non credo che ci saranno sorprese positive.
Per quanto riguarda "POTERE AL POPOLO" , credo che esso possa rappresentare una speranza non tanto per il risultato elettorale , che anche superando il quorum è destinato a fare testimonianza... ma per cercare di mettere assieme e fare rete tra i movimenti, associazioni, RSU, partiti di sinistra, persone ecc... dopo le elezioni, al fine di costruire uno strumento utile per sviluppare le lotte articolate e generali nel nostro Paese.
bisogna quindi lottare su un progetto di radicale cambiamento , a livello generale ed articolato nelle aziende e territori, non ci sono alternative... !
Una intima e sentita commozione, così si può descrivere il
sentimento che ha coinvolto gli intervenuti alla commemorazione
dei tre ragazzi toscani trucidati
dai fascisti il 6 gennaio del 1944, svoltasi sabato
scorso presso il monumento a loro dedicato all’interno del curvone di
Viale Mazzini.
Proprio davanti alla
stele posta in memoria di Giorgio Grassi, Pierluigi Bianchi e Luciano
Lavacchini, scolpita dal Maestro Alberto Spaziani, gente comune, membri dell’ANPI provinciale di
Frosinone, delle sezioni ANPI cittadine di
Frosinone e Ceccano, esponenti dell’associazionismo locale e di partito (era
presente l’Osservatorio Peppino Impastato, una delegazione del Partito Socialista, di Possibile
e del Partito Comunista Italiano)
si sono riuniti, come ogni 6 gennaio, per
commemorare i tre ragazzi trucidati dalla crudele mano fascista .
Il momento di riflessione sulla violenza nazifascista e sui risvolti
storico-sociali conseguenti -che l’associazione
Tre Martiri Toscani invita tutti a
condividere ogni 6 gennaio - è diventato un evento istituzionale estremamente significativo.
Anche quest’anno ha presenziato il sindaco Nicola Ottaviani, con la partecipazione della banda cittadina “Romagnoli”.
La cerimonia ha visto il puntuale intervento del Primo Cittadino, e i contributi
di Giovanni Morsillo, presidente dell’ANPI
provinciale, di Simone Campioni presidente
della sezione di Frosinone. A seguire sono intervenuti membri di associazione e
partiti. La banda Romagnoli, oltre ad eseguire l’Inno d’Italia, il Silenzio militare d’ordinanza , ha
suonato la Canzone
del Piave.
Proprio gli interventi della banda mi hanno indotto ad alcune riflessioni. La
Canzone del Piave, il Silenzio militare d’ordinanza - eseguito
da un trombettista solitario quando il sindaco Ottaviani ha deposto, insieme al
presidente provinciale dell’ANPI Giovanni Morsillo, una corona d’alloro davanti
al monumento -sono brani di guerra. Ma Giorgio Grassi, Pierluigi Bianchi, Luciano Lavacchini non erano
militari. Non volevano combattere. Furono costretti ad arruolarsi altrimenti i
loro genitori sarebbero stati arrestati dai fascisti.
Ma prima di raggiungere Cassino, sulla linea Gustav decisero che nessuna guerra avrebbe potuto toglierli la gioia di passare le feste con i
propri cari, nessuna difesa di linee strategiche avrebbe potuto devastare
in modo così profondo la loro vita. Per cui ad Aquino tentarono la fuga ma furono catturati. Non fu
un atto di guerra , ma un moto di
ribellione verso chi voleva togliere loro la possibilità di una vita normalmente
dignitosa in nome di una folle ubriacatura di sopraffazione, razzismo e crudeltà .
A pensarci ben neanche
i Partigiani furono contenti di prendere il fucile. Avrebbero tutti preferito
continuare la propria vita, fatta di lavoro, rapporti sociali,
familiari, normali . Ma la protervia , il delirio nazifascista li
costrinse a combattere, a difendere la libertà di vivere e progredire in pacifica
convivenza. Non erano soldati i Partigiani, a parte gli sbandati provenienti
dall’esercito in disfacimento dopo l’8 settembre. Furono costretti a diventare combattenti.
Purtroppo
quella libertà di condurre una vita
normale, dignitosa, serena, ancora oggi
non è conquistata. Quante persone vessate da un'esistenza precaria stanno patendo la stessa disperazione dei
ragazzi toscani per non poter passare le feste di fine d’anno in serenità!
Quante persone combattono per conquistare la possibilità di tirare avanti ogni
mese, cercando un lavoro, o resistendo contro lo spettro di un licenziamento! Non sono soldati, ma anche loro sono costretti
a combattere.
Sono i nuovi partigiani in lotta per la librazione da un invisibile giogo che tiranneggia
i "diversi", per censo, genere ed etnia.
Il guaio è che la maggior parte di questi nuovi partigiani non sanno come si condivide una lotta di liberazione. Ognuno vede nel suo compagno
di montagna un potenziale nemico. Non vuole dividere con lui il magro pasto
procurato dalla staffetta. Una dittatura
eterea che usa altre armi,oltre a quelle da fuoco, è riuscita ad insinuare il germe della guerra
fratricida fra Partigiani i quali non
sono consapevoli di stare dalla stessa
parte .
Ecco allora che lo stringersi attorno al monumento dei tre martiri
toscani, condividere l’indignazione la
costernazione per la barbarie fascista, può indurre la riflessione per cui
il compito dei Partigiani, vecchi e nuovi non è finito. Abbiamo bisogno ancora
di combattenti come Tarzan, Riccio,
Sparviero, Saetta, Ulisse, Tom , Enrico Giannetti, Vitaliano Corsi, Sergio Collalti, che insegnino
ai nuovI Partigiani l’importanza della condivisione della lotta.
Quelli di
allora non ci sono più. E allora tocca a chi ancora non ha perso la
consapevolezza dell’identità del nemico, prendersi la responsabilità di aiutare
i nuovi Partigiani nell' indirizzare la
loro lotta. L’incombenza tocca anche a noi che ogni 6 gennaio ci riuniamo per commemorare tre ragazzi ventenni caduti
sotto la mannaia nazifascista.