Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

sabato 14 marzo 2015

Laboratorio di giornalismo civico e partecipato. Iniziano i lavori

Osservatorio Peppino Impastato Frosinone


Ieri 14 marzo 2015 è partita la nuova avventura divulgativa  dell’Osservatorio Peppino Impastato. Presso la sala  del LeBò club  di Via De Gasperi  a Frosinone, messa gentilmente a disposizione da Cristiano Bellincampi, si è svolta la presentazione dei docenti e dei partecipanti del Laboratorio di giornalismo civico e partecipato.  Fra i docenti erano presenti i giornalisti Denise Compagnoni, Alessandro Redirossi , Marzia Modesto,  il prof. Mario Saverio Morsillo ,  il prof. Tarcisio Tarquini,  Mario Catania e il sottoscritto Luciano Granieri.  La platea dei partecipanti era  variamente composta.  Al laboratorio  partecipano   liceali quattordicenni,  ma anche   persone più anziane, oltre che  studenti universitari e singoli cittadini, tutti  interessati ad intraprendere con noi la strada verso un giornalismo partecipato, i cui protagonisti   del fare informazione  sono proprio i cittadini. Dopo questo doveroso atto di presentazione si è svolta  la prima lezione tenuta dal Prof. Mario Saverio Morsillo  sulla" storia del giornalismo".   Come nello stile dell’Osservatorio, il seminario non si risolve in una semplice lezione ma è piuttosto uno scambio fra relatore e partecipanti. Un fluire bidirezionale di informazioni che trasforma l’atto divulgativo in un laboratorio partecipato. Ci riteniamo molto soddisfatti di questo inizio, anche se siamo coscienti che la platea di partecipanti così variegata per fasce di età e tipologia di studi, ci mette di fronte ad un impegno più gravoso ma sicuramente stimolante. 
Il prossimo appuntamento è fissato per sabato prossimo 21 marzo alle ore 15,00 sempre presso il LeBò club e sarà tenuta dalla D.ssa Marzia Modesto. Di seguito il programma

giorno
ora
lezione
docente/i
  
sabato 14 marzo 2015
15-18
STORIA DEL GIORNALE E DEL GIORNALISMO
Prof. Mario Morsillo


sabato 21 marzo 2015
15-18
LA NOTIZIA PRIMA MOLECOLA DEL GIORNALE
Dott.ssa Marzia Modesto

sabato 28 marzo 2015
15-18
LE GRANDI INCHIESTE: IL GIORNALISMO CHE HA FATTO STORIA E HA INCONTRATO LA STORIA
Dott. Tarcisio Tarquini

sabato 4 aprile 2015
15-18
IL GIORNALE QUOTIDIANO E I PERIODICI
Dott.ssa Marzia Modesto


sabato 11 aprile 2015
15-18
COME SI DIVENTA GIORNALISTA
Dott.ssa Denise Compagnoni
Dott. Adolfo Coletta

sabato 18 aprile 2015
15-18
 ATTIVITA' DI COMUNICAZIONE SOCIALE CHE SI SVOLGE ATTRAVERSO L'USO DEL GIORNALE
Dott.ssa Anita Mancini

sabato 9 maggio 2015
15-18
ATTIVITA’ DIDATTICA INFORMATIVA E COMUNICATIVA CHE SI SVOLGE ATTRAVERSO L’USO DEL GIORNALE E LA REDAZIONE DI UN BLOG
Luciano Granieri

sabato 16 maggio 2015
15-18
GIORNALISMO CIVICO PARTECIPATIVO
Mario Catania

sabato 23 maggio 2015
15-18
GIORNALISMO D'INCHIESTA
Dott.ssa Denise Compagnoni
Dott. Alessandro Redirossi



Istantanee dalla manifestazione Acqua-le costo

Luciano Granieri

Scatti  dal Corteo

venerdì 13 marzo 2015

Il ritrovamento archeologico del guerriero Volsco a Frosinone

Frosinone, pianeta Terra, 13 marzo 2015 Assemblea cittadini e associazioni del 12 marzo

Il ritrovamento archeologico del guerriero Volsco a De Matthaeis in Frosinone impone la necessità di una inversione di rotta nelle politiche di sviluppo urbanistico e culturale della città.
Il cittadino Volsco ha voluto manifestarsi ricordando le antiche ed importanti civiltà presenti sul territorio che il deflagrante, imponente, distruttivo, insensato sviluppo urbanistico della città ha tentato invano di nascondere e di distruggere.
L’azione di tanti operatori e, negli ultimi anni, della Consulta delle associazioni per la salvaguardia delle terme romane, ha reso viva alla cittadinanza  la ricchezza e l’importanza della propria storia, facendo rinascere un interesse per la salvaguardia delle sue ricchezze ambientali ed  archeologiche. La valorizzazione dei ritrovamenti e le opposizioni a scellerate e deturpanti scelte edilizie hanno formato una coscienza che oggi manifesta la propria forte attenzione nelle vicende che vogliono tutelare il Volsco e non secondariamente l’azione informativa, conoscitiva e pedagogica del Museo Archeologico, vero e proprio presidio e preziosa risorsa culturale presente in città che va, come il Volsco, delicatamente preservato.
In questo senso la contestuale scelta dell’Amministrazione che, dopo un chiaro programma elettorale di rilancio del Museo e, al contrario, una inerzia di tre anni, proprio in questi giorni, ha adottato la decisione di rinunciare alla esecuzione dell’opera denominata “Sistemazione Museo Archeologico” e di cancellarla dal Programma delle Opere Pubbliche della Città (Delibera di Giunta Comunale n. 93 del 25.02.2015)  pur con i soldi in cassa,  va decisamente condannata: Non esistono giustificazioni di sorta alla infausta decisione di rinunciare all’opera di ampliamento.
Le motivazioni formali, per lo più inesistenti, omettendo  il reale quadro economico dell’opera, tentano di legittimare  o quanto meno rendere credibile, l’intento di tappare buchi finanziari di altri interventi come quelli di un improbabile nuovo, replicante, inutile stadio. Si mira ad ottenere dalla Cassa Depositi e Prestiti la legittimazione allo storno di circa euro 97.000 euro, occorrenti per la copertura finanziaria dello Stadio, sottacendo due aspetti fondamentali:
  • che la  consistenza del mutuo a suo tempo contratto dall’Ente ammonta in realtà a circa 140.000 euro (e non a 97.000 euro);
  • che il mutuo è solo una parte dell’intero finanziamento a disposizione dell’Amministrazione per la realizzazione dell’opera pubblica Museo: poco meno di mezzo milione di euro, come risulta dal Piano triennale delle Opere Pubbliche, grazie al contributo finanziario della Regione Lazio di circa 330.000 euro.
Il finanziamento dell’operazione Stadio Casaleno – ma che sarebbe più corretto definire “operazione sgombero del Matusa” –  che ammonta a oltre 5 Milioni di Euro,  non più tardi di qualche mese fa aveva già incassato lo storno di altre risorse pubbliche originariamente destinate ad altri investimenti di natura sociale, culturale ed ambientale; uno su tutti – perché ha destato forte sgomento, oltre che non poche polemiche  – è quello per la struttura geodetica destinata all’UNITALSI, ma ricordiamo anche i fondi per il Parco delle Fontanelle, cui è stata riservata la medesima sorte.
Con questa operazione si perderebbero risorse ingenti e sufficienti che forse mai più saranno alla portata del Museo cittadino, impedendo di richiedere finanziamenti a quegli attori istituzionali a cui oggi si chiede di tramutarlo in altro.  Si perderebbe quella azione culturale, dove per cultura si intende la storia della comunità locale, la propria identità, le proprie linee di crescita sociale e civile, con cui Frosinone fa molta fatica a riconoscersi, e che se anche una delle pochissime realtà come il Museo dovesse spegnersi rimarrebbe null’altro che lo sviluppo senza futuro non solo urbanistico, ma anche economico e sociale.
Nella provincia tante sono le realtà istituzionali che si adoperano per la valorizzazione dei propri territori e ad intersecare le vicende attuali con i ritrovamenti per provare a ridisegnare quelle civiltà del passato, durate centinaia se non migliaia di anni, che sono state dimenticate, offese, azzerate da una storia che oggi ad appena 50 anni dalla industrializzazione come paradigma appare insufficiente e caduca alla luce della crisi attuale.
In questo senso l’Assemblea di associazioni e cittadini e cittadine chiede la revoca immediata di tutti gli atti che, morso a morso, con un sistema di scatole cinesi difficile da dipanare, hanno inteso stornare i fondi pubblici destinati all’ampliamento del Museo Archeologico fino al sacrificio finale dell’intera opera.
Il Comitato che si riunirà di nuovo il 23 marzo alle ore 21 e che ha già messo in cantiere iniziative, manifestazioni e dossier informativi, si appella alla cittadinanza, alle istituzioni, agli operatori economico, sociali e culturali per la partecipazione nella tutela del territorio e delle istituzioni come il Museo che rischia una decadenza invece che un rilancio nel suo attuale e centrale sito.

F.to Assemblea cittadini e associazioni del 12 marzo (infonotafranc31@gmail.com)

giovedì 12 marzo 2015

Cari compagni riformisti potete stapparvi il naso.

Luciano Granieri

Cari compagni riformisti, centrosinistri di  varia estrazione e provenienza, vi ricordate quando nell’era bipolarista maggioritaria discutevamo sull’opportunità di andare a votare?  Mi torna alla mente  la dura reprimenda che ci rivolgevate  quando noi,  indefessi comunisti,  aborrivamo tanto Berlusconi   che  i suoi avversari a trazione democristiana ,   i Prodi , i Veltroni vostri condottieri . 

“Non andare a votare è un delitto-, dicevate-,  il voto è un diritto-dovere è la massima espressione democratica”. Poi il pistolotto proseguiva con fare più conciliante, “Ci rendiamo conto che Prodi, (ma il discorso equivaleva anche per gli altri candidati riformisti  avversari  di Silvio)  , non sia  il massimo, che si impone qualche compromesso, ma non è possibile far vincere Berlusconi” .  

L’argomentare proseguiva: “Piuttosto che far vincere uno i cui obbiettivi sono,   devastare la Costituzione -smembrando le prerogative parlamentari per concentrare il potere sul governo e su chi lo guida - fare una legge elettorale con un premio di maggioranza che consenta a chi vince, anche di misura, di prendersi tutto il potere,  sfregiare lo statuto dei lavoratori, smantellando la contrattazione collettiva e  abolendo l’articolo 18,  votiamo il suo avversario  anche se un po' troppo democristiano ”.  

A noi, che rifiutavamo la logica di scegliere il male minore, perché ritenevamo che un cittadino dovesse essere messo in grado di votare per un bene e non  per un male, confessavate: “Andremo a votare turandoci il naso ma la lotta di civiltà contro l’affermazione di un governo che vuole disarticolare l’impianto democratico definito nella costituzione e togliere diritti al lavoro esige questo sacrificio”  

Orbene esultate cari compagni riformisti di varia estrazione e provenienza! Perché il vostro  attuale presidente segretario Matteo Renzi e la sua corte , alle prossime elezioni, quando ci saranno, vi toglierà dall’impiccio di turarvi il naso. Il meno peggio non esiste più, esiste solo il meglio, il duce che alla vittoria conduce. 

E pazienza se la Costituzione verrà sfregiata, se la legge elettorale  in procinto di essere approvata  sembra essere peggiore del porcellum incostituzionale  e se lo statuto dei lavoratori è stato svuotato con l’abolizione dell’art .18.  Pazienza se il vostro segretario presidente Renzi sta mettendo in pratica il piano di quel signore che sempre avete tacciato di despotismo, per impedire l’affermazione del quale avete votato  con la molletta al naso .  L’importante  è che vi siate liberati di quella disgraziata molletta che vi turava le narici nella cabina elettorale.

Prelievo dei centri prelievi


Nel centro prelievi dell’ ex “Umberto I°” di viale Mazzini a Frosinone continua l’estenuante attesa di centinaia di persone fino alle ore 12-13 di ogni giorno. Una Via Crucis, ormai permanente,  per poter effettuare un esame ematologico. La situazione è destinata a peggiorare.
Com’è noto, a breve, il centro prelievi sarà trasferito presso i locali siti al piano terra  della palazzina Q della ASL. Sembra, secondo notizie raccolte nell’ambiente della Asl, che quando saranno inaugurati i nuovi locali, verranno contemporaneamente chiusi i centri prelievi di Ferentino, Veroli, Boville, Ripi, Vallecorsa e quello di viale Mazzini a Frosinone.
Le persone che dovranno fare gli esami saranno costrette a confluire a Frosinone con aggravio di spese e di tempo e con grande disagio, in particolar modo  per  i cittadini parzialmente inabili, per coloro che  non sono  automuniti, per e soprattutto per chi vive  con risorse economiche scarse.
Per i cittadini di Frosinone le difficoltà non saranno minori in quanto non esistono collegamenti rapidi e comodi tra la Asl e il resto della nostra città.
Ci meraviglia che nessuno dei sindaci dei comuni  citati faccia sentire la propria voce.
I centri di prelievo menzionati non solo è possibile mantenerli ma potrebbero anche essere potenziati  a costi irrisori. Volendo,  e se ne potrebbero  aprire degli altri. Sarebbe sufficiente che i sindaci mettessero a disposizione i locali organizzando il servizio con la collaborazione di associazioni e di personale sanitario volontario.

Frosinone 12 marzo 2015

Francesco Notarcola – Presidente della Consulta delle associazioni della città di Frosinone e  Presidente dell’Osservatorio Peppino Impastato aderenti al Coordinamente provinciale della sanità.

Se i centri di prelievo pubblici saranno chiusi, il privato convenzionato sarà servito!!

Sanità ciociara, cronaca di una morte annunciata, atto finale

Luciano Granieri


Con gli ultimi tre video, che proponiamo di seguito, si chiude il documentario “Sanità ciociara, cronaca di una morte annunciata”. Una documentazione filmata, lo ricordiamo, proiettata  in occasione dell’evento “Difendiamo la sanità pubblica” tenutosi sabato 28 febbraio e domenica primo marzo presso l’auditorium Colapietro  Frosinone. 

In questa ultima parte si affrontano le tematiche legate all’atto aziendale e al comportamento che i sindaci hanno tenuto rispetto alla sua approvazione.  Come è noto il documento programmatico è stato approvato dalla  minoranza  più numerosa di primi cittadini, perché la stragrande maggioranza dei loro colleghi, o lo ha rigettato, o, quel  che è paggio, non lo ha neanche considerato. Ciò dovrebbe far riflettere sul reale interesse di certi sindaci alla salute dei propri cittadini. Un atteggiamento  che gli stessi cittadini dovranno ricordare quando arriverà il momento di eleggere i propri amministratori.  

Al momento in cui scriviamo queste note, l’atto è al vaglio della commissione regionale per essere poi votato definitivamente .  L’audizione della manager Mastrobuono  deve essere ancora programmata, presumibilmente avverrà dopo il 15 marzo.  Nel frattempo il Coordinamento provinciale per la Sanità  sta già  pianificando ulteriori attività, non più legate ad un fase propositiva in relazione ad un atto ormai immodificabile, ma inerenti alla denuncia presso i cittadini di amministratori e politici locali che tale scempio hanno permesso e avvallato.  

Per concludere vorrei aggiungere qualche riflessione generale. La redazione di un documentario che ripercorresse la storia della devastazione cui è stata sottoposta la sanità pubblica ciociara, è stata complessa, ma anche istruttiva. La storia che si dipana nel corso dell’ora e 14 minuti di filmato  in alcuni frangenti mostra delle inesattezze,   dovute ad una verifica poco certosina delle fonti soprattutto in relazione agli accadimenti meno recenti, (aspetto sicuramente da migliorare),  spesso rivela un atteggiamento politicamente ed ideologicamente di parte  (aspetto non migliorabile),  ma mette insieme uno in fila all’altro i fatti. E i fatti ci riportano una evidenza inconfutabile . 

Cioè lo scempio della sanità pubblica è stato uno dei principali obbiettivi da perseguire sia per  gli amministratori di centro destra che di centro sinistra. Anche le modalità, le motivazioni pretestuose con cui si sta portando avanti questo progetto sono le stesse. 

Alcuni esempi. La necessità di implementare  la  medicina territoriale, il maggiore coinvolgimento dei medici di  base, allo scopo di sgravare  i pronto soccorso e gli ospedali da ricoveri impropri,  sono stati, e sono,  obbiettivi comuni sia del commissario Polverini che del commissario Zingaretti. Ma se da un lato i presidi ospedalieri venivano chiusi o svuotati dei servizi, dall’altro programmi di potenziamento delle strutture territoriali non sono mai partiti, o sono insufficienti e lungi dall’essere completati (vedi case della salute). Stesso ragionamento per il Dea di II livello. La promessa di questa qualifica per l’ospedale Spaziani di Frosinone ha accompagnato la  struttura dalla posa della prima pietra ad oggi.  Ma oggi come allora essa è destinata a rimanere una promessa  se non una chimera.  

La cronaca di una morte annunciata, così come è squadernata nel documentario, potrebbe far desistere fortemente dal battersi per una sanità pubblica decente così come prescrive l’art.32 della Costituzione, ma vista l’inconcludenza e il palese contrasto delle classi dirigenti con questo progetto, dovrebbe instillare nell’opinione pubblica la consapevolezza che è necessario lottare tutti insieme se si vuole evitare il disastro di una sanità all'esclusivo servizio dei più ricchi   in mano alle voraci mire di profitto delle lobby private. La salute è un diritto, non un privilegio.






Clicca QUI per vedere in sequenza i tre post che racchiudono tutti i video del filmato.

mercoledì 11 marzo 2015

Inizia il laboratorio di giornalismo civico e partecipato


L’Osservatorio Peppino Impastato di Frosinone, ha il piacere di annunciare l’inizio del Laboratorio di Giornalismo d’Inchiesta Civico e Partecipativo. Gli incontri si terranno a partire dalle ore 15,00 di sabato 14 marzo, e per ogni sabato successivo fino al 23 maggio, presso la sala del LeBo’ club in via Alcide De Gasperi, 22 a Frosinone. La partecipazione nell’individuazione delle informazioni e la loro diffusione presso la collettività può costituire un’attività fondamentale nella costruzione di una società dai forti legami sociali e culturali. E’ questo il principale obbiettivo che si pone Il nostro Laboratorio di Giornalismo d’Inchiesta Civico e Partecipativo.

Partendo dallo studio del mondo giornalistico tradizionale, il laboratorio sviluppa un percorso didattico che passa attraverso l’apprendimento delle evoluzioni storiche del giornalismo, la conoscenza di alcune grandi inchieste che hanno fatto la storia, le modalità di composizione di articoli e redazionali, come si realizza un’intervista, come si conduce un’inchiesta e ci si approccia ai nuovi social media. Il tutto per giungere alla costruzione di un’informazione fatta dall’impegno dei cittadini. Un flusso informativo, scevro da pregiudizi e contaminazioni, proprio perché alimentato dalla forza stessa della comunità. Un’informazione vera non distorta e deteriorata da obbiettivi diversi dal racconto della realtà. Un’attività che, attraverso la partecipazione della comunità alla genesi dell’informazione, possa tentare di attivare nuove e più salde forme di convivenza sociale.

Siamo riusciti a realizzare questo Laboratorio, a cui si sono iscritte più di 30 persone che provengono da varie parti della provincia, studenti, giovani e adulti, dicevamo siamo riusciti a realizzarlo grazie all’adesione e all’impegno volontario delle dott.sse Denise Compagnoni, Marzia Modesto, Anita Mancini, del Prof. Mario Morsillo, dei Dott.ri Tarcisio Tarquini, Adolfo Coletta e Alessandro Redirossi. Rigraziamo altresì il proprietario del LeBo’  Club, sig. Bellincampi, che gentilmente ci ha concesso i locali dove poter svolgere il Laboratorio di Giornalismo.
Cordiali Saluti
Osservatorio Peppino Impastato Frosinone