Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

martedì 2 agosto 2011

FILETTINO JAZZ POP ROCK CLASSIC 4-5-6 agosto 2011 CONCORSO Nazionale I ed

Mauro Bottini


......Inizia Il 1° Concorso Nazionale jazz, pop, rock, Classic di Filettino (FR), Il Sindaco Dott. Luca Sellari e il Direttore Artistico M°Mauro Bottini augurano a tutti buona MUSICA... Vinca il migliore......

lunedì 1 agosto 2011

Hanno Ucciso mia nonna

Simonetta Zandiri



2 agosto 1980 ore 10:25. Hanno ucciso mia nonna.
Un giorno davvero caldo, per me che mi trovavo con la famiglia in una località di mare della costa calabra. Un giorno che divenne caldissimo quando, intorno alle 11:00, arrivò la notizia di un attentato alla stazione di Bologna. Mia madre fu sul punto di svenire, gli amici ci aiutarono a tranquillizzarla. Io avevo 13 anni, l'estate per me era il momento di massimo divertimento, mi godevo lunghe nuotate, serate con gli amici intorno al falò sulla spiaggia. Ma quel giorno, quando vidi mia madre barcollare e seppi dell'attentato a Bologna, capii che avevano ucciso mia nonna.Era partita da Torino per raggiungerci e trascorrere con noi le vacanze per il mese di agosto. La mia nonna speciale, quella a cui tenevo di più (non si dovrebbe dire, ma tutti abbiamo avuto o abbiamo la fortuna di avere ancora una nonna speciale), finalmente sarebbe venuta con me a fare qualche bella nuotata. Già mi pregustavo le sue coccole... Le prime notizie erano angoscianti, riuscimmo a captarle tramite un amico che aveva in spiaggia la radiolina, si parlava, inizialmente, di più di 50 morti e quasi 200 feriti. Poi i morti salirono a più di 80. Noi sapevamo che a quell'ora doveva essere più o meno a Bologna, forse addirittura cambiare treno proprio a Bologna. Ricordo la sensazione di terrore... e di orrore alle prime immagini trasmesse dal TG, frugavo tra quei frammenti di video alla ricerca di un suo oggetto, di quella valigia dalla quale non si separava mai, qualcosa di suo, sperando di NON trovarlo. I cellulari non c'erano ancora. Non era possibile avere alcuna notizia. Il telegiornale aveva lanciato un numero al quale si potevano chiedere informazioni, ma era troppo presto per avere i nomi delle vittime, non erano ancora state identificate. Non si sapevano neanche i nomi dei feriti. Mia madre ormai era in lacrime da ore, io mi sentivo completamente persa, disorientata, spaventata. Non riuscivo a credere che fosse vero. Osservavo quelle immagini in tv con distacco, come se fossero state realizzate con effetti scenici ben studiati, come se non fossero reali. In fondo erano dentro una scatola, la realtà era diversa, era quello che potevo vedere con i miei occhi. Questo distacco mi aiutò a non cedere al dolore, all'ansia, alla paura. Restai lucida. Avevano ucciso mia nonna. Non sapevo chi l'avesse fatto, non sapevo perché. Non c'era nessun perché che potesse giustificare un'azione così vile e crudele. Nel tardo pomeriggio, finalmente, riuscimmo a contattare mia zia, la sorella di mia madre, che aveva appena ricevuto una telefonata da mia nonna. Aveva perso il treno. Mia nonna doveva ancora partire da Torino.Era una donna puntuale, estremamente precisa. Ma quel giorno perse il treno. Un caso unico in tutta la sua vita.E furono lacrime di gioia, finalmente, per mia madre. Per me no. Passata la tensione fu il momento delle lacrime vere. Perché tra quegli oltre 80 morti e quei 200 feriti la mia nonna non c'era, ma c'era la nonna di qualcuno, il padre di qualcuno, la madre, la moglie, i figli di qualcuno. Ora potevo accettare che fosse reale. Come il dolore che iniziai a sentire. 2 agosto 2011. Ancora oggi non sappiamo CHI e perché ha ucciso mia nonna. Perché ogni donna anziana morta in quella strage è 
mia nonna.

Un Pensiero per Gioele

Giovanni Morsillo



Apprendo ora della scomparsa di Gioele Fuligno. Senza retorica, come faceva lui, piango davvero un compagno fraterno che non conosceva la falsità, e procedeva in un mondo che non gli somigliava per nulla come si trovasse proprio dove voleva essere. Aveva fede, Gioele, ed io non credente lo chiamavo scherzosamente "peccatore". Questo nomignolo, con cui affettuosamente mi rivolgevo a lui ogni volta che parlavamo, era un modo intimo di comunicargli la mia ammirazione, oltre la stima.
Sì, mi sono spesso soffermato anche da solo a riflettere sulle cose che ci dicevamo, e ho sempre visto la staordinarietà di quel suo riuscire ad essere senza concedere nulla all'apparire, che non gli apparteneva.
Ho trovato Gioele per caso (o no?) quando per un po' cercammo di fare qualcosa di comunista, e lo accompagnai nel suo giro elettorale quando accettò la candidatura alle europee per il PdCI. Imparai delle cose da lui, cose che non dimentico. Mi onoro di averlo conosciuto, e in sua memoria parlerò ai miei figli di quello che è stato per me incontrarlo.
Il male che lo ha corroso non può nulla contro la dignità che ha seminato.
Uomini come Gioele danno ancora, nonostante tutto, un senso alla nostra ricerca di una dimensione giusta in cui coesistere.
 
A Gioele vada la mia umilissima ma fraterna e profonda commozione. Ai suoi familiari, ai suoi confratelli, a chi gli ha voluto bene ed a chi ne ha ascoltato le parole, il cordoglio e l'augurio di riuscire a seguirne i passi ancora per tanto.
 
Giovanni Morsillo
 

Il tilt Camp di Sinistra Ecologia e Libertà

Danni fatti da Luciano Granieri e Fausta l'insognata Dumano


Un vero e proprio villaggio della politica e della partecipazione.





Ascolto, presa di parola, confronto e, soprattutto, socialità e divertimento. L'appuntamento è in un camping sul mare, con piscina, campo da tennis e di calcetto. Con bungalow da quattro e cinque posti letto (due stanze doppie), con servizi igienici e cucina. A un prezzo di 25 euro al giorno compresa la cena (95 euro per tutto il soggiorno).
Vi aspettiamo.
Tilt - Conquistiamoci il nostro giro!

Anti bufala, sito di agenzia interinale

INDYMEDIA ITALIA


Assunto un gallinaccio comunista per la rivoluzione greca

Da poco on line è presente una "la prima agenzia interinale dedicata al mondo dell'attivismo" activ@rmi http://www.activarmy.org
Sia ben chiaro E' UNA BUFALA CREATA AD HOC DA UNA AGENZIA DI VIRAL MARKETING.
Una cosa simile è già avvenuta nel 2004 con "espropri proletari"
sito che organizzava spese proletarie "organizzate". A tal proposito consiglio questo articolo http://www.digicult.it/digimag/article.asp?id=68
Non è ospitata da autistici inventati.
Non esistono agenzie interinali che mettono in contatto aspiranti "attivisti" con gruppi già organizzati, e mai esisteranno.
I gruppi "militanti" presenti nel sito sono inventati, così come i comunicati (annunciano addirittura una manifestazione studentesca il 29 luglio!!!!)

domenica 31 luglio 2011

Frosinone: Un Aeroporto che non può decollare

Rete per la tutela della valle del Sacco (ReTuVaSa) e  Centro per i diritti del cittadino (CODICI)  
presentano il dossier
“Frosinone, un aeroporto che non può decollare”
se ne parlerà in conferenza stampa
martedì, 2 agosto 2011 ore 11.00
presso Sportello Consumatori
III circoscrizione  via Mascagni
Frosinone
Interverranno:
Prof. Francesco Bearzi, Responsabile Provinciale Ambiente Codici e Coordinatore Provinciale Re.Tu.Va.Sa.
Avv. Carmine Laurenzano, Responsabile Nazionale Ufficio Legale Codici
Dott. Luigi Gabriele, Segretario Provinciale Codici
Frosinone, 29 luglio 2011
 Per informazioni:
Alessandra De Giorgi
Dipartimento Comunicazione CODICI
tel. 0655301808 cell. 3498692186



Comunicato sulla marcia di Ieri

Comitato No Tav Condove


Oggi la Valle di Susa ha scritto un'altra importante pagina di storia. 10-15 mila persone hanno sfilato per circa 4 ore ininterrottamente da Giaglione a Chiomonte lambendo le recinzioni del fortino. (non del cantiere, che ancora non esiste)
Due i dati importanti:
è il movimento e la gente della Valle a determinare le situazioni: se deve essere assedio assedio è, oggi doveva essere una marcia e così è stato. A scegliere tempi e modi non sono nè frange violente nè black-block. La manifestazione di oggi è stata la dimostrazione della forza di un movimento ormai da anni maturo e capace di dare risposte calibrate in ogni frangente. Vedere bambini, genitori, nonni arrampicarsi per i boschi e sfilare sfiorando il filo spinato con all'interno un vero schieramento da guerra ci fa capire che nulla potrà fermare una popolazione così determinata.
In Valle di Susa la paura non è di casa: nonostante gli appelli di rimanere a casa, lanciati dal ministro degli interni Maroni fino ad arrivare giù giù al sindaco di S.Antonino Ferrentino, la gente non ha ascolatato ed è salita per i sentieri. Importante la presenza poi di moltissimi amministatori di ogni paese e dei sindaci di S.Didero, di Villarfocchiardo, di S.Ambrogio, di Vaie e di Venaus, quest'ultimo del pd e disobbediente ai diktac del partito che da giorni ha chiesto ai suoi amministratori di non partecipare alla marcia.
Nessuna paura perchè a decidere cosa e come fare siamo noi che la Valle la abitiamo, noi che, innamorati di questa terra, non indietreggiamo, nonostante i vili attacchi che da mesi subiamo sia fisicamente, da parte delle forze dell'ordine, sia politicamente e mediaticamente da politici e giornali.
Oggi abbiamo dimostrato una volta in più che al nostro futuro non rinunceremo!