Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

mercoledì 23 luglio 2014

Per una opposizione di sinistra in difesa della democrazia

Oreste della Posta segretario provinciale Comunisti italiani

La linea autoritaria assunta dal governo Renzi è sancita da alcuni provvedimenti chiari, quali la modifica del senato, non più elettivo ma di fatto nominato; la rinuncia all’inserimento delle preferenze nella nuova legge elettorale; il nuovo limite di firme stabilito a quota 100.000 come numero minimo per poter istituire un referendum abrogativo e le 250.000 firme necessarie per poter avanzare una proposta di legge di iniziativa popolare, obiettivo per il quale quindi non saranno più sufficienti le 50.000 firme previste dal vecchio disegno di legge. Tutto questo porta ad un indebolimento della democrazia e un allontanamento dei cittadini dalla vita pubblica a danno della democrazia. Possiamo affermare quindi con determinazione che si sta affermando una democrazia autoritaria con l’avvallo del presidente Napolitano ed il nulla osta di Berlusconi e Verdini, due distinti, onesti ed integri esponenti della politica italiana. L’Italicum, in tema di legge elettorale, presenta uno sbarramento talmente alto che mette a serio rischio la democrazia rappresentativa. Uno sbarramento del genere è possibile riscontrarlo soltanto in Turchia. Persino la Legge Acerbo voluta da Mussolini riuscì a determinare un minimo di rappresentanza, permettendo al Partito Comunista di eleggere con il 3,7% dei voti 3 deputati, tra questi c’era Antonio Gramsci. Quanto accade oggi ha il solo risultato di rafforzare i poteri del governo a scapito della dialettica politica. Occorre una mobilitazione per costruire una opposizione a questo disegno liberticidadi Renzi e Berlusconi. Facciamo appello a tutti coloro che vogliono costruire un’opposizione di sinistra affinché aderiscano ad un vasto movimento nella nostra provincia. Tutti gli interessati possono comunicare la loro adesione all’indirizzo di posta elettronica oreste36@alice.it oppure telefonando al numero 380.7025764.

martedì 22 luglio 2014

Le vittime che contano e quelle dimenticate

Maha Bader


Il rappresentante delle  cosiddetta ONU la burla, in una conferenza tenutasi a Tel Aviv non ha menzionato gli oltre 600 palestinesi uccisi dall’esercito israeliano, mentre ha espresso la sua solidarietà alle vittime di  Israele ( 25 soldati). I soldati Sionisti israeliani sono criminali, mentre  le nostre perdite sono civili, più della metà dei quali son bambini. Le nostre perdite sono intere famiglie spazzate via dalla faccia della terra come se non fossero mai esistite. Le nostre perdite sono distruzione e morte ovunque, distruzione di infrastrutture, acqua sudicia, mancanza di elettricità. Ban Ki Moon sta piangendo per 25 nazisti sionisti criminali israeliani, perché nessuna solidarietà  per bambini ed umani…?

Traduzione di Luciano Granieri

Stop armi a Israele

Appello

Premi Nobel, artisti e intellettuali chiedono un immediato embargo militare ad Israele
"All’instaurarsi di un rapporto di oppressione, la violenza ha già avuto inizio. Mai nella storia la violenza è partita dagli oppressi. ... Non ci sarebbero gli oppressi se non ci fosse stata prima una violenza per stabilire la loro sottomissione." Paulo Freire
Israele ha ancora una volta scatenato tutta la forza del suo esercito contro la popolazione palestinese imprigionata, in particolare nella Striscia di Gaza assediata, in un disumano e illegale atto di aggressione militare. L’assalto in corso di Israele su Gaza ha finora ucciso decine di civili palestinesi, ne ha ferito centinaia e ha devastato le infrastrutture civili, compreso quelle del settore sanitario che sta affrontando gravi carenze.
La capacità di Israele di lanciare impunemente attacchi così devastanti deriva in gran parte dalla vasta cooperazione militare e compravendita internazionale di armi che Israele intrattiene con governi complici di tutto il mondo.
Nel periodo 2008-2019, gli Stati Uniti forniranno ad Israele aiuti militari per un totale di 30 miliardi di dollari, mentre le esportazioni militari israeliane verso il mondo hanno raggiunto la somma di miliardi di dollari all’anno. Negli ultimi anni, i paesi europei hanno esportato in Israele miliardi di euro in armi e l'Unione europea ha concesso alle imprese militari e alle università israeliane fondi per la ricerca militare del valore di centinaia di milioni di euro.
Le economie emergenti come India, Brasile e Cile stanno rapidamente aumentando il commercio e la cooperazione militari con Israele, nonostante il loro sostegno dichiarato per i diritti palestinesi.
Con l'importazione da e l'esportazione verso Israele di armi, insieme al sostegno allo sviluppo di tecnologie militari israeliane, i governi del mondo stanno effettivamente inviando un chiaro messaggio di approvazione per l'aggressione militare di Israele, compresi i suoi crimini di guerra e possibili crimini contro l'umanità.
Israele è uno dei principali produttori ed esportatori mondiali di droni militarizzati. La tecnologia militare di Israele, sviluppata per mantenere decenni di oppressione, è commercializzata quale "collaudata sul campo" ed esportata in tutto il mondo.
La compravendita di armi e i progetti congiunti di ricerca militare con Israele incoraggiano l’impunità israeliana nel commettere gravi violazioni del diritto internazionale e facilitano il radicamento del sistema israeliano di occupazione, colonizzazione e negazione sistematica dei diritti dei palestinesi.
Facciamo appello alle Nazioni Unite e ai governi di tutto il mondo ad adottare misure immediate per attuare un embargo militare totale e giuridicamente vincolante verso Israele, simile a quello imposto al Sud Africa durante l'apartheid.
I governi che esprimono solidarietà con il popolo palestinese a Gaza, il quale subisce il peso del militarismo, delle atrocità e dell'impunità israeliani, devono cominciare con l’interrompere tutti i rapporti militari con Israele. I palestinesi hanno bisogno oggi di solidarietà efficace, non di carità.
 Firmata:
Adolfo Peres Esquivel, Nobel Peace Laureate, Argentina Ahdaf Soueif , Author, Egypt/UK Ahmed Abbas, Academic, France Aki Olavi Kaurismäki , film director, Finland Alexi Sayle, Comedian, UK Alice Walker, Writer, US
Alison Phipps, Academic, Scotland Andrew Ross, Academic, US Andrew Smith, Academic, Scotland Arch. Desmond Tutu, Nobel Peace Laureate, South Africa Ascanio Celestini, actor and author, Italy Betty Williams, Nobel Peace Laureate, Northern Ireland Boots Riley, Rapper, poet, arts producer, US Brian Eno, Composer/musician, UK
Brigid Keenan, Author, UK Caryl Churchill, playwright, UK China Mieville, Writer, UK Chris Hedges, Journalist, Pulitzer Prize 2002, US Christiane Hessel, France Cynthia McKinney, Politician, activist, US David Graeber, Academic, UK David Palumbo-Liu, Academic, US Eleni Varikas, Academic, France Eliza Robertson, Author
Elwira Grossman, Academic, Scotland Etienne Balibar, philosopher, France Federico Mayor Zaragoza, Former UNESCO Director General, Spain Felim Egan, Painter, Ireland Frei Betto, Liberation theologian, Brazil Gerard Toulouse, Academic, France Ghada Karmi, Academic, Palestine Gillian Slovo, Writer, Former president of PEN (UK), UK/South Africa Githa Hariharan, Writer, India Giulio Marcon, MP (SEL), Italy Hilary Rose, Academic, UK
Ian Shaw, Academic, Scotland Ilan Pappe, Historian, author, Israel Ismail Coovadia, former South African Ambassador to Israel Ivar Ekeland, Academic, France James Kelman, Writer, Scotland Janne Teller, Writer, Denmark Jeremy Corbyn, MP (Labour), UK Joanna Rajkowska, Artist, Poland Joao Felicio, President of ITUC, Brazil
Jody Williams, Nobel Peace Laureate, US John Berger, artist, UK John Dugard, Former ICJ judge, South Africa
John McDonnell, MP (Labour), UK John Pilger, journalist and filmmaker, Australia Judith Butler, Academic, philosopher, US Juliane House, Academic, Germany Karma Nabulsi, Oxford University, UK/Palestine
Keith Hammond, Academic, Scotland Ken Loach, Filmmaker, UK Kool A.D. (Victor Vazquez), Musician, US
Liz Lochhead, national poet for Scotland, UKLiz Spalding, Author Luisa Morgantini, former vice president of the European Parliament, Italy Mairead Maguire, Nobel Peace Laureate, Ireland Marcia Lynx Qualey, Blogger and Critic, US Michael Lowy, Academic, France Michael Mansfield, Barrister, UK Michael Ondaatje, Author, Canada/Sri Lanka Mike Leigh, writer and director, UK Mira Nair, filmmaker, India Monika Strzępka, theatre director, Poland
Naomi Wallace, Playwright, screenwriter, poet, US Nathan Hamilton, Poet Noam Chomsky, Academic, author, US
Nur Masalha, Academic, UK/Palestine Nurit Peled, Academic, Israel Paola Bacchetta, Academic, US Phyllis Bennis, Policy analyst, commentator, US Prabhat Patnaik, Economist, India Przemyslaw Wielgosz, Chief editor of Le Monde Diplomatique, Polish edition, Poland Rachel Holmes, Author, UK Raja Shehadeh, Author and Lawyer, Palestine Rashid Khalidi, Academic, author, Palestine/US Rebecca Kay, Academic, Scotland Richard Falk, Former UN Special Rapporteur on Occupied Palestinian Territories, US Rigoberta Menchú, Nobel Peace Laureate, Guatemala Robin D.G. Kelley, Academic, US Roger Waters, Musician, UK Robin Yassin-Kassab, Writer, UK
Roman Kurkiewicz, journalist, Poland Ronnie Kasrils, Former minister in Mandela’s gov’t, South Africa Rose Fenton, Director, the Free Word Centre, UK Sabrina Mahfouz, Author, UK Saleh Bakri, Actor, Palestine Selma Dabbagh, Author, UK/Palestine Sir Geoffrey Bindman, Lawyer, UK Slavoj Zizek, Philosopher, author, Slovenia
Sonia Dayan-Herzbrun, Academic, France Steven Rose, Academic, UK Tom Leonard, Writer, Scotland Tunde Adebimpe, Musician, US Victoria Brittain, Playwright and journalist, UK Willie van Peer, Academic, Germany
Zwelinzima Vavi, Secretary General of Cosatu, South Africa

Staniamoli

Luciano Granieri


Secondo alcune anticipazioni riferite dal sito on line del quotidiano locale l’Inchiesta, (di seguito i link:link 1 e link2) la riunione della commissione sanità svoltasi  oggi in regione alla presenza dei sindaci della Provincia di Frosinone,  del direttore generale della Asl Isabella Mastrobuono e della  cabina di regia della sanità regionale guidata da Alessio D’Amato,  ha avuto uno svolgimento quantomeno burrascoso, peraltro documentato da alcune registrazioni effettuate dal consigliere del M5S Barillari. 

Da un lato, mentre giungono segnali sinistri dal fronte della sopravvivenza di alcune importanti strutture sanitarie,  il direttore generale a confermare, anche con piglio risoluto,   che non chiuderà più alcun presidio sanitario in provincia, dall’altro  Alessio D’Amato, a capo della cabina di regia della sanità regional,e a smentire lo stesso manager asl in relazione all’attribuzione  di  Dea di II livello all’Ospedale Spaziani di Frosinone e di  Dea di I livello all’ospedale di Sora. Secondo il segretario della cabina di regia della sanità regionale, le condizioni per realizzare ulteriori  strutture ospedaliere Dea di II e I livello in regione sono ampiamente presenti, ma per una   migliore dislocazione territoriale il Dea di II livello verrà realizzato a Latina, a sud, quello di I livello a nord, Belcolle in provincia di  Viterbo.  

Nella stessa commissione, secondo Barillari, i sindaci Morini di Alatri e Tersigni di Sora avrebbero attaccato duramente il presidente Zingaretti, accusandolo  di non mantenere la promesse. Dopo la manifestazione della settimana scorsa, promossa dal coordinamento per la sanità provinciale, con la marcia fin sotto la palazzina della direzione generale della Asl, il cerchio si sta stringendo.  Pur nelle sue pecche organizzative, di comunicazione e di partecipazioni indesiderate, la marcia della salute,  irrompendo in una situazione di ira e perdita della pazienza da parte dei cittadini mortificati dalle continue espropriazioni del  proprio  diritti ad una sanità decente ,  ha scoperchiato il vaso di Pandora. 

Il primo risultato ottenuto è la presenza, domani mercoledì 23 luglio, di Zingaretti ospite negli studi di Teleuniverso. Mai il presidente della Regione aveva partecipato ad una trasmissione televisiva presso un emittente locale della nostra Provincia per rispondere alle domande dei cittadini, soprattutto in materia di sanità.  

L’onda dilagante della protesta è stata, con più o meno secondi fini, cavalcata da molti  sindaci di varia estrazione politica, deputati, consiglieri regionali.  Nel polverone sollevato si trova di tutto. Dalle promesse disattese della Mastrobuono , alle accuse di romano-centrismo mosse all’amministrazione Zingaretti, dalla denuncia degli sprechi e della corruzione, all’abuso dell’utilizzo di  medici in prestazione straordinaria. Ma l’unica causa comune , evidenziata da tutti (sindaci, amministratori, consiglieri regionali, persino  al presidente  Zingaretti e la sua diretta esecutrice Mastrobuono) è l’entità  dei tagli alla sanità regionale,  il divieto di effettuare spese a causa del commissariamento della sanità Laziale, con conseguente messa in opera di un piano di rientro micidiale che vede, nell’impossibilità di assumere medici  e nel ridimensionamento delle strutture,  le sue devastanti linee guida . 

Se una buon programma di aggregazione  consiste nel partire dai punti condivisi, allora partiamo da qui. Tutti quanti insieme, sindaci, consiglieri, Zingaretti e la Mastrobuono:

1) Richiesta di scorporare il trasferimento di fondi che lo Stato centrale effettua verso le regioni  per sostenere il sistema sanitario, dal computo del pareggio di bilancio, quando non addirittura l’eliminazione del pareggio di bilancio dalla costituzione.
2) Pretesa  da parte della Regione Lazio di una moratoria sul piano di rientro del debito, fino a quando in tutta la Regione e in particolare nella nostra Provincia, non siano  raggiunti   i livelli essenziali di assistenza previsti per legge.
3) Costituzione  di una commissione d’inchiesta regionale per   identificare  i colpevoli  della drammatica situazione debitoria della sanità laziale, così come proposto dal M5S.
4) Rivalutazione  del rapporto fra sanità pubblica e sanità privata, ridistribuendo le risorse dalla prima alla secondo così come Costituzione comanda. 
5) Affiancamento al management della Asl di una commissione composta da esperti e movimenti di cittadini con potere deliberativo e prescrittivo, per controllare gli investimenti e le allocazione delle risorse nell’ambito dell’azienda, in modo da prevenire sprechi e regalie a tutela dell’interesse dei cittadini. 


Queste linee programmatiche,  a sentire le varie lamentazione, dovrebbero essere comuni a tutti. Allora invitiamo istituzioni regionali, presidente Zingaretti, manager Mastrobuono, sindaci di varia natura e colore a  supportare un tale programma. Se veramente l’obbiettivo è quello di raggiungere una sanità che assicuri i livelli essenziali definiti per legge ,  nessuno dovrebbe tirarsi indietro.  In caso contrario, sospetti e dietrologie verrebbero drammaticamente confermati. Basta con le chiacchiere dunque, proviamo a stanarla questa gente, proviamo a capire chi sta con chi altrimenti l’enorme massa e ondata di protesta che si è levata sarà destinata ad arenarsi. Come sempre. 

lunedì 21 luglio 2014

Considerazioni di una ragazza palestinese

Maha Bader

Una risposta a quelli che non vogliono che i palestinesi resistano in ogni modo possibile. Israele uccide i palestinesi sia che resistano  o meno.
    
                                           
Ho sentito  molte persone affermare che i Palestinesi sono stupidi nel perseverare  a sparare i razzi, perché ciò fornisce la scusa ad Israele a continuare l’indicibile carneficina. Mi piacerebbe rispondere.
1)      Questa affermazione  che tende a dimostrare  come  Israele non avrebbe ucciso senza il lancio dei razzi  palestinesi è palesemente falsa. La storia lo ha ciclicamente  dimostrato. Le ripetute violazioni delle varie tregue e le spese folli per uccisioni arbitrarie avvengono, quando gli israeliani  hanno  bisogno di aumentare la vendita di hardware militari (basta osservare e considerare l’immediato aumento di esportazioni militari che sta avvenendo oggi , proprio come ogni altra volta che hanno violentato Gaza)
2)      Questi razzi  sono per lo più dei petardi che non hanno ferito nessuno e spararli ha perfettamente senso. Se questa intrusione minima nella tranquillità della vita d’Israele è tutto ciò che possiamo fare allora è necessario  farlo. Se la maggior parte dei Palestinesi può rendere difficoltoso ad  una coppia israeliana godersi una giornata in spiaggia, o andare in palestra, o fare shopping, mentre loro dilaniano i corpi dei nostri figlie, è giusto che ciò venga fatto.
3)      E’ un’affermazione radicale quanto simbolica che evidenzia  la ferma  volontà di un popolo indigeno di vivere con dignità nella propria patria ancestrale.
4)      Sono minime azioni di autodifesa di un popolo contro il quale crimini indicibili non hanno mai cessato di abbattersi da 60 anni a questa parte.
5)      Affermare che Hamas sta costringendo Israele ad uccidere il popolo palestinese è come dire che una donna, solo perché vestita con abiti succinti, invogli un uomo a rapirla.
Questa storia di incolpare la vittima è propaganda sionista che non trova posto nei nostri discorsi

Traduzione di Luciano Granieri


La carica dei mille: la festa della raccolta firme

Le associazioni e i Cittadini della campagna Rifiutiamoci

Colleferro-
Sabato 19 è stata una giornata calda! Non parliamo solo della temperatura.
La mattinata è iniziata con un'azione dimostrativa da parte dei consiglieri di minoranza, che hanno calato uno striscione dal tetto del comune. Un innocuo striscione con la scritta “Basta Monnezza”, ha causato l'intervento delle forze dell'ordine, dei vigili e dei carabinieri, che hanno posto fine alla dimostrazione conducendo i consiglieri in commissariato. Un gesto pacifico e dimostrativo ha richiesto l'intervento delle forze dell'ordine; la semplice manifestazione delle proprie posizioni sembra sufficiente per passare una mattinata in commissariato.
Come realtà ambientaliste, impegnate da anni, per la difesa del territorio e per il rispetto della legalità all'interno degli edifici delle nostre istituzioni ci chiediamo se abbia senso perseguire chi lotta per la salute della propria città o se sia meglio rivolgere l'attenzione verso chi consapevolmente fa affari sulla pelle dei cittadini avallando politiche scellerate di gestione della cosa pubblica. Invitiamo le forze dell'ordine, nel pieno e legittimo esercizio delle proprie funzioni, a guardare cosa succede dentro il comune di Colleferro: un fiume di striscioni vi indicherà la strada.

A Largo San Francesco nel pomeriggio sale ulteriormente la temperatura.
Dalle 16:30 associazioni e cittadini che fanno parte della campagna RIFIUTIAMOCI continuano la raccolta firme per un referendum che ha un chiaro obiettivo: dire no all'impianto TMB di Colle Fagiolara. La partecipazione è massiccia da subito: alcuni cittadini si presentano prima dell'arrivo degli organizzatori, lì già dalle 16:00, sotto il sole sono già pronti a fare la loro parte con una firma. Una firma che è un gesto semplice ma ricco di significato, ognuna è il risultato dell'impegno delle associazioni e delle persone che ogni giorno si battono per un futuro migliore per la Valle del Sacco, a partire da Colleferro e passando per i paesi vicini. Passare l'intero pomeriggio a raccogliere delle firme ci fa capire ancora meglio cosa è che preoccupa i nostri concittadini e perché sono venuti a firmare.

L'idea di uno sviluppo sensato ed attento alle tematiche ambientali: ci si rende subito conto che qualcosa non va nel modo in cui i nostri rifiuti vengono gestiti: la seconda discarica più grande nel Lazio dopo Malagrotta sorge tra il Monumento Naturale della Selva di Paliano e l'Istituto Professionale per l'Industria e l'Artigianato “Paolo Parodi Delfino”, una scuola superiore; l'inceneritore di Colleferro, costruito a meno di 200 metri dal centro abitato e col parere negativo della ASL, ha contribuito al peggioramento della qualità di vita generale di uomini, donne e, soprattutto, bambini ( fonte: http://www.eraslazio.it/impianti/colle-sughero-colleferro ). E' contro questa logica che si firma un referendum per abrogare tutte le delibere che consentirebbero ad un impianto di alimentare discarica ed inceneritori in un unico ciclo perverso dei rifiuti.

Oggi firmo perché a Colleferro non si deve più morire così” - Queste le parole di una persona che evidentemente ha sperimentato cosa significa essere vittime del luogo in cui si vive e in cui un giorno si avranno dei figli che vedremo crescere con la preoccupazione che l'aria che respirano e l'acqua che bevono gli possa fare male.

Firmo perché se non cambia questa città me ne andrò via” - Non ci si può sentire a casa se il luogo in cui vivi ti allontana. Cresce il numero di persone che sentono il disagio di vivere in una terra massacrata dove l'idea di sviluppo che domina è quella dell'economia della monnezza!

A fine serata la conta delle firme raccolte fornisce l'idea della partecipazione che c'è stata: in un solo pomeriggio 800 firme di cittadini residenti a Colleferro e se aggiungiamo anche la presenza consistente di persone dei paesi limitrofi arriviamo a un migliaio di persone in piazza che hanno scelto di unirsi perché stanche di dover barattare la loro salute con il profitto e gli interessi di chi gestisce un sistema al collasso.

Ci teniamo a ringraziare i consiglieri di opposizione per aver avanzato in consiglio comunale la proposta di Referendum cittadino sulla questione TMB e un grazie speciale va a tutti i cittadini che hanno partecipato e parteciperanno alla raccolta firme.
Il nostro impegno sarà sempre massimo e malgrado le difficoltà che ogni giorno incontriamo durante questa faticosa lotta, giornate come quella di sabato ci danno la forza e lo stimolo di andare avanti!

Vi invitiamo ai prossimi appuntamenti per raccogliere le firme:
Mercoledì 23 luglio, dalle ore 18:00 su Corso Filippo Turati
Giovedì 24 Luglio, dalle ore 17:00 sul Corso Filippo Turati

domenica 20 luglio 2014

INSIEME PER UNA SINISTRA DI OPPOSIZIONE

Il segretario provinciale del PdCI

Oreste Della Posta         

Ormai è chiaro a tutti che le politiche neoliberiste  che i governi hanno portato avanti, Berlusconi prima, Monti in modo scientifico poi, hanno  solo prodotto risultati negativi , basta citare alcuni dati:
il PIL 2007-2013 8,7%;                                
Ricchezza nazionale  persi 843 miliardi di euro  -9%
Produzione industriale 2007-2013 -25,5%
Numero aziende chiuse 2007-2013 120.000
Imprese artigiane 75000 chiuse;
Disoccupazione 2007-2013 dal 6%  al 12,7%;
Disoccupazione giovanile dal 20,3% al 43%
Salari media 21734 euro 23° posto paesi OCSE;
Debito pubblico che continua a galoppare 2007-2013 dal 103% al 132,9% nonostante che a pagare sono stati solo i lavoratori dipendenti, pensionati , precari,  piccoli artigiani e la piccola e media impresa mentre evasori-speculatori continuano a dormire sogni tranquilli.
Nella nostra Provincia, poi, questi dati sono ancora più drammatici, aggravati ulteriormente da una crisi industriale irreversibile che sta facendo assumere dal punto di vista degli indicatori economici-sociali i caratteri di una provincia del profondo sud..
Basti indicare che da noi la disoccupazione è salita  al 50% mentre nel resto della nazione si attesta al 43%.
In questo quadro riteniamo indispensabile costruire una sinistra unita ed un vasto movimento di opposizione a queste politiche neoliberiste di attacco allo stato sociale ai salari e alle pensioni, che stanno distruggendo e affamando il nostro Paese facendo scivolare nella povertà milioni di cittadini e famiglie, come ha ricordato l’ISTAT nel suo ultimo rapporto annuale.
Tutti coloro i quali condividono questo appello possono inviare una email di adesione al seguente indirizzo : oreste36@alice.it  cell. 3807025764.
Già sono arrivate le prime adesioni!