La linea
autoritaria assunta dal governo Renzi è sancita da alcuni provvedimenti chiari,
quali la modifica del senato, non più elettivo ma di fatto nominato; la
rinuncia all’inserimento delle preferenze nella nuova legge elettorale; il
nuovo limite di firme stabilito a quota 100.000 come numero minimo per poter
istituire un referendum abrogativo e le 250.000 firme necessarie per poter
avanzare una proposta di legge di iniziativa popolare, obiettivo per il quale
quindi non saranno più sufficienti le 50.000 firme previste dal vecchio disegno
di legge. Tutto questo porta ad un indebolimento della democrazia e un
allontanamento dei cittadini dalla vita pubblica a danno della democrazia. Possiamo
affermare quindi con determinazione che si sta affermando una democrazia
autoritaria con l’avvallo del presidente Napolitano ed il nulla osta di
Berlusconi e Verdini, due distinti, onesti ed integri esponenti della politica
italiana. L’Italicum, in tema di legge elettorale, presenta uno sbarramento
talmente alto che mette a serio rischio la democrazia rappresentativa. Uno
sbarramento del genere è possibile riscontrarlo soltanto in Turchia. Persino la
Legge Acerbo voluta da Mussolini riuscì a determinare un minimo di
rappresentanza, permettendo al Partito Comunista di eleggere con il 3,7% dei
voti 3 deputati, tra questi c’era Antonio Gramsci. Quanto accade oggi ha il
solo risultato di rafforzare i poteri del governo a scapito della dialettica
politica. Occorre una mobilitazione per costruire una opposizione a questo
disegno liberticidadi Renzi e Berlusconi. Facciamo appello a tutti coloro che
vogliono costruire un’opposizione di sinistra affinché aderiscano ad un vasto
movimento nella nostra provincia. Tutti gli interessati possono comunicare la
loro adesione all’indirizzo di posta elettronica oreste36@alice.it oppure telefonando al numero
380.7025764.
Le rovine
"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"
Buenaventura Durruti
mercoledì 23 luglio 2014
Per una opposizione di sinistra in difesa della democrazia
Oreste della Posta segretario provinciale Comunisti italiani
martedì 22 luglio 2014
Le vittime che contano e quelle dimenticate
Maha Bader
Il rappresentante delle
cosiddetta ONU la burla, in una conferenza tenutasi a Tel Aviv non ha
menzionato gli oltre 600 palestinesi uccisi dall’esercito israeliano, mentre ha
espresso la sua solidarietà alle vittime di
Israele ( 25 soldati). I soldati Sionisti israeliani sono
criminali, mentre le nostre perdite sono
civili, più della metà dei quali son bambini. Le nostre perdite sono intere
famiglie spazzate via dalla faccia della terra come se non fossero mai
esistite. Le nostre perdite sono distruzione e morte ovunque, distruzione di
infrastrutture, acqua sudicia, mancanza di elettricità. Ban Ki Moon sta
piangendo per 25 nazisti sionisti criminali israeliani, perché nessuna
solidarietà per bambini ed umani…?
Traduzione di Luciano Granieri
Traduzione di Luciano Granieri
Stop armi a Israele
Appello
Premi Nobel, artisti e intellettuali chiedono un immediato embargo militare ad Israele
"All’instaurarsi di un rapporto di oppressione, la violenza ha già avuto inizio. Mai nella storia la violenza è partita dagli oppressi. ... Non ci sarebbero gli oppressi se non ci fosse stata prima una violenza per stabilire la loro sottomissione." Paulo Freire
Israele ha ancora una volta scatenato tutta la forza del suo esercito contro la popolazione palestinese imprigionata, in particolare nella Striscia di Gaza assediata, in un disumano e illegale atto di aggressione militare. L’assalto in corso di Israele su Gaza ha finora ucciso decine di civili palestinesi, ne ha ferito centinaia e ha devastato le infrastrutture civili, compreso quelle del settore sanitario che sta affrontando gravi carenze.
La capacità di Israele di lanciare impunemente attacchi così devastanti deriva in gran parte dalla vasta cooperazione militare e compravendita internazionale di armi che Israele intrattiene con governi complici di tutto il mondo.
Nel periodo 2008-2019, gli Stati Uniti forniranno ad Israele aiuti militari per un totale di 30 miliardi di dollari, mentre le esportazioni militari israeliane verso il mondo hanno raggiunto la somma di miliardi di dollari all’anno. Negli ultimi anni, i paesi europei hanno esportato in Israele miliardi di euro in armi e l'Unione europea ha concesso alle imprese militari e alle università israeliane fondi per la ricerca militare del valore di centinaia di milioni di euro.
Le economie emergenti come India, Brasile e Cile stanno rapidamente aumentando il commercio e la cooperazione militari con Israele, nonostante il loro sostegno dichiarato per i diritti palestinesi.
Con l'importazione da e l'esportazione verso Israele di armi, insieme al sostegno allo sviluppo di tecnologie militari israeliane, i governi del mondo stanno effettivamente inviando un chiaro messaggio di approvazione per l'aggressione militare di Israele, compresi i suoi crimini di guerra e possibili crimini contro l'umanità.
Israele è uno dei principali produttori ed esportatori mondiali di droni militarizzati. La tecnologia militare di Israele, sviluppata per mantenere decenni di oppressione, è commercializzata quale "collaudata sul campo" ed esportata in tutto il mondo.
La compravendita di armi e i progetti congiunti di ricerca militare con Israele incoraggiano l’impunità israeliana nel commettere gravi violazioni del diritto internazionale e facilitano il radicamento del sistema israeliano di occupazione, colonizzazione e negazione sistematica dei diritti dei palestinesi.
Facciamo appello alle Nazioni Unite e ai governi di tutto il mondo ad adottare misure immediate per attuare un embargo militare totale e giuridicamente vincolante verso Israele, simile a quello imposto al Sud Africa durante l'apartheid.
I governi che esprimono solidarietà con il popolo palestinese a Gaza, il quale subisce il peso del militarismo, delle atrocità e dell'impunità israeliani, devono cominciare con l’interrompere tutti i rapporti militari con Israele. I palestinesi hanno bisogno oggi di solidarietà efficace, non di carità.
Firmata:
Adolfo Peres Esquivel, Nobel Peace Laureate, Argentina Ahdaf Soueif , Author, Egypt/UK Ahmed Abbas, Academic, France Aki Olavi Kaurismäki , film director, Finland Alexi Sayle, Comedian, UK Alice Walker, Writer, US
Alison Phipps, Academic, Scotland Andrew Ross, Academic, US Andrew Smith, Academic, Scotland Arch. Desmond Tutu, Nobel Peace Laureate, South Africa Ascanio Celestini, actor and author, Italy Betty Williams, Nobel Peace Laureate, Northern Ireland Boots Riley, Rapper, poet, arts producer, US Brian Eno, Composer/musician, UK
Brigid Keenan, Author, UK Caryl Churchill, playwright, UK China Mieville, Writer, UK Chris Hedges, Journalist, Pulitzer Prize 2002, US Christiane Hessel, France Cynthia McKinney, Politician, activist, US David Graeber, Academic, UK David Palumbo-Liu, Academic, US Eleni Varikas, Academic, France Eliza Robertson, Author
Elwira Grossman, Academic, Scotland Etienne Balibar, philosopher, France Federico Mayor Zaragoza, Former UNESCO Director General, Spain Felim Egan, Painter, Ireland Frei Betto, Liberation theologian, Brazil Gerard Toulouse, Academic, France Ghada Karmi, Academic, Palestine Gillian Slovo, Writer, Former president of PEN (UK), UK/South Africa Githa Hariharan, Writer, India Giulio Marcon, MP (SEL), Italy Hilary Rose, Academic, UK
Ian Shaw, Academic, Scotland Ilan Pappe, Historian, author, Israel Ismail Coovadia, former South African Ambassador to Israel Ivar Ekeland, Academic, France James Kelman, Writer, Scotland Janne Teller, Writer, Denmark Jeremy Corbyn, MP (Labour), UK Joanna Rajkowska, Artist, Poland Joao Felicio, President of ITUC, Brazil
Jody Williams, Nobel Peace Laureate, US John Berger, artist, UK John Dugard, Former ICJ judge, South Africa
John McDonnell, MP (Labour), UK John Pilger, journalist and filmmaker, Australia Judith Butler, Academic, philosopher, US Juliane House, Academic, Germany Karma Nabulsi, Oxford University, UK/Palestine
Keith Hammond, Academic, Scotland Ken Loach, Filmmaker, UK Kool A.D. (Victor Vazquez), Musician, US
Liz Lochhead, national poet for Scotland, UKLiz Spalding, Author Luisa Morgantini, former vice president of the European Parliament, Italy Mairead Maguire, Nobel Peace Laureate, Ireland Marcia Lynx Qualey, Blogger and Critic, US Michael Lowy, Academic, France Michael Mansfield, Barrister, UK Michael Ondaatje, Author, Canada/Sri Lanka Mike Leigh, writer and director, UK Mira Nair, filmmaker, India Monika Strzępka, theatre director, Poland
Naomi Wallace, Playwright, screenwriter, poet, US Nathan Hamilton, Poet Noam Chomsky, Academic, author, US
Nur Masalha, Academic, UK/Palestine Nurit Peled, Academic, Israel Paola Bacchetta, Academic, US Phyllis Bennis, Policy analyst, commentator, US Prabhat Patnaik, Economist, India Przemyslaw Wielgosz, Chief editor of Le Monde Diplomatique, Polish edition, Poland Rachel Holmes, Author, UK Raja Shehadeh, Author and Lawyer, Palestine Rashid Khalidi, Academic, author, Palestine/US Rebecca Kay, Academic, Scotland Richard Falk, Former UN Special Rapporteur on Occupied Palestinian Territories, US Rigoberta Menchú, Nobel Peace Laureate, Guatemala Robin D.G. Kelley, Academic, US Roger Waters, Musician, UK Robin Yassin-Kassab, Writer, UK
Roman Kurkiewicz, journalist, Poland Ronnie Kasrils, Former minister in Mandela’s gov’t, South Africa Rose Fenton, Director, the Free Word Centre, UK Sabrina Mahfouz, Author, UK Saleh Bakri, Actor, Palestine Selma Dabbagh, Author, UK/Palestine Sir Geoffrey Bindman, Lawyer, UK Slavoj Zizek, Philosopher, author, Slovenia
Sonia Dayan-Herzbrun, Academic, France Steven Rose, Academic, UK Tom Leonard, Writer, Scotland Tunde Adebimpe, Musician, US Victoria Brittain, Playwright and journalist, UK Willie van Peer, Academic, Germany
Zwelinzima Vavi, Secretary General of Cosatu, South Africa
Staniamoli
Luciano Granieri
Secondo alcune anticipazioni riferite dal sito on line del
quotidiano locale l’Inchiesta, (di seguito i link:link 1 e link2) la riunione della commissione sanità svoltasi oggi in
regione alla presenza dei sindaci della Provincia di Frosinone, del direttore generale della Asl Isabella
Mastrobuono e della cabina di regia
della sanità regionale guidata da Alessio D’Amato, ha avuto uno svolgimento quantomeno
burrascoso, peraltro documentato da alcune registrazioni effettuate dal
consigliere del M5S Barillari.
Da un lato, mentre giungono segnali sinistri dal
fronte della sopravvivenza di alcune importanti strutture sanitarie, il direttore generale a confermare, anche con
piglio risoluto, che non chiuderà più
alcun presidio sanitario in provincia, dall’altro Alessio D’Amato, a capo della cabina di regia
della sanità regional,e a smentire lo stesso manager asl in relazione all’attribuzione
di Dea di II livello all’Ospedale Spaziani di
Frosinone e di Dea di I livello all’ospedale
di Sora. Secondo il segretario della cabina di regia della sanità regionale, le
condizioni per realizzare ulteriori strutture ospedaliere Dea di II e I livello in
regione sono ampiamente presenti, ma per una
migliore dislocazione territoriale il Dea di II livello verrà realizzato
a Latina, a sud, quello di I livello a nord, Belcolle in provincia di Viterbo.
Nella stessa commissione, secondo Barillari, i
sindaci Morini di Alatri e Tersigni di Sora avrebbero attaccato duramente il
presidente Zingaretti, accusandolo di
non mantenere la promesse. Dopo la manifestazione della settimana scorsa,
promossa dal coordinamento per la sanità provinciale, con la marcia fin sotto
la palazzina della direzione generale della Asl, il cerchio si sta
stringendo. Pur nelle sue pecche
organizzative, di comunicazione e di partecipazioni indesiderate, la marcia
della salute, irrompendo in una
situazione di ira e perdita della pazienza da parte dei cittadini mortificati
dalle continue espropriazioni del proprio diritti ad una sanità decente , ha scoperchiato il vaso di Pandora.
Il primo
risultato ottenuto è la presenza, domani mercoledì 23 luglio, di Zingaretti ospite
negli studi di Teleuniverso. Mai il presidente della Regione aveva partecipato
ad una trasmissione televisiva presso un emittente locale della nostra
Provincia per rispondere alle domande dei cittadini, soprattutto in materia di
sanità.
L’onda dilagante della protesta
è stata, con più o meno secondi fini, cavalcata da molti sindaci di varia estrazione politica, deputati,
consiglieri regionali. Nel polverone sollevato
si trova di tutto. Dalle promesse disattese della Mastrobuono , alle accuse di romano-centrismo mosse all’amministrazione Zingaretti, dalla denuncia degli sprechi e
della corruzione, all’abuso dell’utilizzo di medici in prestazione straordinaria. Ma l’unica
causa comune , evidenziata da tutti (sindaci, amministratori, consiglieri regionali,
persino al presidente Zingaretti e la sua diretta esecutrice
Mastrobuono) è l’entità dei tagli alla sanità regionale, il divieto di
effettuare spese a causa del commissariamento della sanità Laziale, con
conseguente messa in opera di un piano di rientro micidiale che vede, nell’impossibilità
di assumere medici e nel ridimensionamento
delle strutture, le sue devastanti linee
guida .
Se una buon programma di aggregazione consiste nel partire dai punti condivisi,
allora partiamo da qui. Tutti quanti insieme, sindaci, consiglieri, Zingaretti
e la Mastrobuono:
1) Richiesta di scorporare il trasferimento di fondi che lo
Stato centrale effettua verso le regioni
per sostenere il sistema sanitario, dal computo del pareggio di
bilancio, quando non addirittura l’eliminazione del pareggio di bilancio dalla
costituzione.
2) Pretesa da parte della Regione Lazio di una moratoria
sul piano di rientro del debito, fino a quando in tutta la Regione e in particolare
nella nostra Provincia, non siano raggiunti
i livelli essenziali di assistenza
previsti per legge.
3) Costituzione di una commissione d’inchiesta regionale
per identificare i colpevoli della drammatica situazione debitoria della
sanità laziale, così come proposto dal M5S.
4) Rivalutazione del rapporto fra sanità pubblica e
sanità privata, ridistribuendo le risorse dalla prima alla secondo così come
Costituzione comanda.
5) Affiancamento al management della Asl di una commissione
composta da esperti e movimenti di cittadini con potere deliberativo e
prescrittivo, per controllare gli investimenti e le allocazione delle risorse
nell’ambito dell’azienda, in modo da prevenire sprechi e regalie a tutela dell’interesse
dei cittadini.
Queste linee programmatiche,
a sentire le varie lamentazione, dovrebbero essere comuni a tutti.
Allora invitiamo istituzioni regionali, presidente Zingaretti, manager
Mastrobuono, sindaci di varia natura e colore a supportare un tale programma. Se veramente l’obbiettivo
è quello di raggiungere una sanità che assicuri i livelli essenziali definiti
per legge , nessuno dovrebbe tirarsi
indietro. In caso contrario, sospetti e
dietrologie verrebbero drammaticamente confermati. Basta con le chiacchiere
dunque, proviamo a stanarla questa gente, proviamo a capire chi sta con chi
altrimenti l’enorme massa e ondata di protesta che si è levata sarà destinata
ad arenarsi. Come sempre.
lunedì 21 luglio 2014
Considerazioni di una ragazza palestinese
Maha Bader
Una risposta a quelli che non vogliono che i palestinesi
resistano in ogni modo possibile. Israele uccide i palestinesi sia che resistano
o meno.
Ho sentito molte
persone affermare che i Palestinesi sono stupidi nel perseverare a sparare i razzi, perché ciò fornisce la
scusa ad Israele a continuare l’indicibile carneficina. Mi piacerebbe
rispondere.
1)
Questa affermazione che tende a dimostrare come Israele non avrebbe ucciso senza il lancio dei
razzi palestinesi è palesemente falsa. La storia lo ha ciclicamente dimostrato. Le ripetute violazioni delle varie
tregue e le spese folli per uccisioni arbitrarie avvengono, quando gli
israeliani hanno bisogno di aumentare la vendita di hardware
militari (basta osservare e considerare l’immediato aumento di esportazioni
militari che sta avvenendo oggi , proprio come ogni altra volta che hanno
violentato Gaza)
2)
Questi razzi sono per lo più dei petardi che non hanno
ferito nessuno e spararli ha perfettamente senso. Se questa intrusione minima
nella tranquillità della vita d’Israele è tutto ciò che possiamo fare allora è
necessario farlo. Se la maggior parte
dei Palestinesi può rendere difficoltoso ad una coppia israeliana godersi una giornata in
spiaggia, o andare in palestra, o fare shopping, mentre loro dilaniano i corpi
dei nostri figlie, è giusto che ciò venga fatto.
3)
E’ un’affermazione radicale quanto simbolica che
evidenzia la ferma volontà di un popolo indigeno di vivere con
dignità nella propria patria ancestrale.
4)
Sono minime azioni di autodifesa di un popolo
contro il quale crimini indicibili non hanno mai cessato di abbattersi da 60
anni a questa parte.
5)
Affermare che Hamas sta costringendo Israele ad
uccidere il popolo palestinese è come dire che una donna, solo perché vestita
con abiti succinti, invogli un uomo a rapirla.
Questa storia di incolpare la
vittima è propaganda sionista che non trova posto nei nostri discorsi
Traduzione di Luciano Granieri
La carica dei mille: la festa della raccolta firme
Le associazioni e i Cittadini della campagna Rifiutiamoci
Colleferro-
Sabato 19 è stata una giornata calda! Non parliamo solo della temperatura.
La mattinata è iniziata con un'azione dimostrativa da parte dei consiglieri di minoranza, che hanno calato uno striscione dal tetto del comune. Un innocuo striscione con la scritta “Basta Monnezza”, ha causato l'intervento delle forze dell'ordine, dei vigili e dei carabinieri, che hanno posto fine alla dimostrazione conducendo i consiglieri in commissariato. Un gesto pacifico e dimostrativo ha richiesto l'intervento delle forze dell'ordine; la semplice manifestazione delle proprie posizioni sembra sufficiente per passare una mattinata in commissariato.
Come realtà ambientaliste, impegnate da anni, per la difesa del territorio e per il rispetto della legalità all'interno degli edifici delle nostre istituzioni ci chiediamo se abbia senso perseguire chi lotta per la salute della propria città o se sia meglio rivolgere l'attenzione verso chi consapevolmente fa affari sulla pelle dei cittadini avallando politiche scellerate di gestione della cosa pubblica. Invitiamo le forze dell'ordine, nel pieno e legittimo esercizio delle proprie funzioni, a guardare cosa succede dentro il comune di Colleferro: un fiume di striscioni vi indicherà la strada.
A Largo San Francesco nel pomeriggio sale ulteriormente la temperatura.
Dalle 16:30 associazioni e cittadini che fanno parte della campagna RIFIUTIAMOCI continuano la raccolta firme per un referendum che ha un chiaro obiettivo: dire no all'impianto TMB di Colle Fagiolara. La partecipazione è massiccia da subito: alcuni cittadini si presentano prima dell'arrivo degli organizzatori, lì già dalle 16:00, sotto il sole sono già pronti a fare la loro parte con una firma. Una firma che è un gesto semplice ma ricco di significato, ognuna è il risultato dell'impegno delle associazioni e delle persone che ogni giorno si battono per un futuro migliore per la Valle del Sacco, a partire da Colleferro e passando per i paesi vicini. Passare l'intero pomeriggio a raccogliere delle firme ci fa capire ancora meglio cosa è che preoccupa i nostri concittadini e perché sono venuti a firmare.
L'idea di uno sviluppo sensato ed attento alle tematiche ambientali: ci si rende subito conto che qualcosa non va nel modo in cui i nostri rifiuti vengono gestiti: la seconda discarica più grande nel Lazio dopo Malagrotta sorge tra il Monumento Naturale della Selva di Paliano e l'Istituto Professionale per l'Industria e l'Artigianato “Paolo Parodi Delfino”, una scuola superiore; l'inceneritore di Colleferro, costruito a meno di 200 metri dal centro abitato e col parere negativo della ASL, ha contribuito al peggioramento della qualità di vita generale di uomini, donne e, soprattutto, bambini ( fonte: http://www.eraslazio.it/impianti/colle-sughero-colleferro ). E' contro questa logica che si firma un referendum per abrogare tutte le delibere che consentirebbero ad un impianto di alimentare discarica ed inceneritori in un unico ciclo perverso dei rifiuti.
“Oggi firmo perché a Colleferro non si deve più morire così” - Queste le parole di una persona che evidentemente ha sperimentato cosa significa essere vittime del luogo in cui si vive e in cui un giorno si avranno dei figli che vedremo crescere con la preoccupazione che l'aria che respirano e l'acqua che bevono gli possa fare male.
“Firmo perché se non cambia questa città me ne andrò via” - Non ci si può sentire a casa se il luogo in cui vivi ti allontana. Cresce il numero di persone che sentono il disagio di vivere in una terra massacrata dove l'idea di sviluppo che domina è quella dell'economia della monnezza!
A fine serata la conta delle firme raccolte fornisce l'idea della partecipazione che c'è stata: in un solo pomeriggio 800 firme di cittadini residenti a Colleferro e se aggiungiamo anche la presenza consistente di persone dei paesi limitrofi arriviamo a un migliaio di persone in piazza che hanno scelto di unirsi perché stanche di dover barattare la loro salute con il profitto e gli interessi di chi gestisce un sistema al collasso.
Ci teniamo a ringraziare i consiglieri di opposizione per aver avanzato in consiglio comunale la proposta di Referendum cittadino sulla questione TMB e un grazie speciale va a tutti i cittadini che hanno partecipato e parteciperanno alla raccolta firme.
Il nostro impegno sarà sempre massimo e malgrado le difficoltà che ogni giorno incontriamo durante questa faticosa lotta, giornate come quella di sabato ci danno la forza e lo stimolo di andare avanti!
Vi invitiamo ai prossimi appuntamenti per raccogliere le firme:
Mercoledì 23 luglio, dalle ore 18:00 su Corso Filippo Turati
Giovedì 24 Luglio, dalle ore 17:00 sul Corso Filippo Turati
domenica 20 luglio 2014
INSIEME PER UNA SINISTRA DI OPPOSIZIONE
Il segretario provinciale del PdCI
Oreste Della Posta
Ormai è chiaro a tutti che le politiche neoliberiste che i governi hanno portato avanti,
Berlusconi prima, Monti in modo scientifico poi, hanno solo prodotto risultati negativi , basta
citare alcuni dati:
il PIL 2007-2013 8,7%;
Ricchezza nazionale
persi 843 miliardi di euro -9%
Produzione industriale 2007-2013 -25,5%
Numero aziende chiuse 2007-2013 120.000
Imprese artigiane 75000 chiuse;
Disoccupazione 2007-2013 dal 6% al 12,7%;
Disoccupazione giovanile dal 20,3% al 43%
Salari media 21734 euro 23° posto paesi OCSE;
Debito pubblico che continua a galoppare 2007-2013 dal 103%
al 132,9% nonostante che a pagare sono stati solo i lavoratori dipendenti,
pensionati , precari, piccoli artigiani
e la piccola e media impresa mentre evasori-speculatori continuano a dormire
sogni tranquilli.
Nella nostra Provincia, poi, questi dati sono ancora più
drammatici, aggravati ulteriormente da una crisi industriale irreversibile che
sta facendo assumere dal punto di vista degli indicatori economici-sociali i
caratteri di una provincia del profondo sud..
Basti indicare che da noi la disoccupazione è salita al 50% mentre nel resto della nazione si
attesta al 43%.
In questo quadro riteniamo indispensabile costruire una
sinistra unita ed un vasto movimento di opposizione a queste politiche
neoliberiste di attacco allo stato sociale ai salari e alle pensioni, che
stanno distruggendo e affamando il nostro Paese facendo scivolare nella povertà
milioni di cittadini e famiglie, come ha ricordato l’ISTAT nel suo ultimo
rapporto annuale.
Tutti coloro i quali condividono questo appello possono
inviare una email di adesione al seguente indirizzo : oreste36@alice.it cell. 3807025764.
Già sono arrivate le prime adesioni!
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