Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

mercoledì 17 dicembre 2014

Frosinone Multiservizi: è tornato l’amore per i servizi pubblici

Lavoratori ex Multiservizi in presidio permanente dal 7 aprile sotto il Municipio di Frosinone

Oggetto: Frosinone Multiservizi: è tornato l’amore per i servizi pubblici

“ La  lontananza sai è come il vento che fa dimenticare chi non sa, è già passato un anno ed è un incendio che mi brucia l’anima! Adesso che è passato tanto tempo darei la vita per averti accanto per rivederti almeno un solo istante per dirti perdonami….
Questo finalmente è la partitura giusta del compositore Ottaviani e dei condirettori Pompeo e Morini interpretata dal coro polifonico degli ex lavoratori della Multiservizi. Un amore abbandonato e adesso ritrovato per la gestione pubblica dei servizi alla collettività.
Certo ci son volute manifestazioni, occupazioni, assemblee, presidi per arrivare a questo nuovo amore, che, pur costretti dalle vicende che si sono susseguiti e si susseguono, esprime inequivocabilmente la volontà di celebrare questo matrimonio e recuperare i figli abbandonati.
Ora, dice il ridondante accordo, bisogna affrontare qualsiasi problema giuridico e tecnico: ma non si era arrivati al percorso politico dopo aver risolto i problemi tecnici? Boh! Gli innumerevoli tavoli non hanno già dato le sufficienti garanzie?
Bisogna dare tempi certi per andare incontro alle difficoltà: Sono 20 mesi che i lavoratori sono stati licenziati e quasi 260 che sono in presidio senza che alcuno quasi se ne accorga. Quali sono i tempi tecnici: l’ultima volta sarebbe stato il 31 dicembre. Ora il 31 gennaio? Vedremo.
Coerenza con il percorso intrapreso con la normativa…. E quale coerenza è stata quella dell’affidamento alle cooperative dopo aver chiuso una società pubblica?
Verifica dei servizi affidati… In questi mesi si sono persi servizi sia  al cimune con l’affidamento alle cooperative sociai, ad Alatri con la scelta di ridurre i servizi in affidamento, alla Provincia con la scomparsa da tempo di alcune attività. Se aspettiamo ancora i servizi diminuiranno vieppiù con una conseguente diminuzione dell’occupazione.
Appunto le risorse umane…. Quanti e quali saranno i lavoratori nuovamente impiegati? Con quale salario? Quante le persone “aiutate” dalla Regione Lazio?
Insomma i problemi sono elencati e dovrebbero già essere stati superati. Non sono problemi insormontabili dalla politica. I lavoratori hanno già espresso le loro convinzioni, anche di natura tecnica. Le ripetono ancora.
Per i lavoratori, con questo documento, il dato è tratto….

martedì 16 dicembre 2014

La lotta antirazzista di Lady Day

Luciano Granieri


Non c’era cotone da raccogliere tra il Leon & Eddie’s  e l’East River (locali di New York ndr), ma credetemi, da qualunque punto di vista la guardaste, era vita  da piantagione. E noi non andavamo lì per guardare; dovevamo viverci. Fraternizzare coi bianchi era proibito nel modo più assoluto : appena finito il nostro numero, ci toccava scappar via dalla porta posteriore e metterci a sedere nel vicolo fuori” Questo era lo scenario che Billie Holiday descrive della sua esperienza unica, per l’epoca, di cantante nera all’interno di un orchestra di bianchi.  Siamo nel 1938 Lady Day è la stella assoluta della Big Band di Artie Shaw. Impazza la “swing era”, il jazz è poco più che musica da ballo, non serve per pensare, né per evocare cose tristi. Ma la presenza di Billie, nera,  con la sua voce particolare  dalle sonorità evocanti un  sassofono tenore, anticipatrice del jazz che verrà, è  un cazzotto allo stomaco del perbenismo ipocrita e spensierato che aleggia nei club della 52° a New York. Nonostante fosse una gemma assoluta nel panorama vocale del jazz di tutti i tempi, Billie Holiday,  per accedere ai locali dove si esibiva con la Big Band, doveva passare dalla porta  riservata al personale di servizio, mentre i suoi colleghi entravano dagli ingressi principali. La band alloggiava nei grandi alberghi interdetti ai neri. Per lei quindi solo squallide camere in sudice pensioni di periferia. Non poteva neanche cenare con i suoi colleghe bianchi,  perché lei, non solo era nera, ma era anche donna. Unica donna dell’orchestra. Tutto questo subiva Billie,  nel mondo spensierato della “swing era”, Ma nonostante le umiliazioni e gli insulti, lei continuava forte delle sue doti canore ed espressive. Continuava per essere d’esempio, per dimostrare che se un’artista, donna e nera, riusciva a sfondare, anche altre in futuro ci sarebbero riuscite. Fu l’anno dopo nel 1939, che  Lady Day decise di mostrare la sua rabbia anche attraverso  l’esecuzione del  brano. “Strange Fruit”. Una canzone scritta da Abel Meeropol.  Un  professore  ebreo-russo del Bronx, attivista del partito comunista americano. L’insegnante rimase profondamente impressionato dalle foto del linciaggio, avvenuto a Marion  nell’Indiana, di due neri Thomas Shipp  ed Abram  Smith, trucidati ed impiccati ad un albero.  Quelli erano gli strani frutti degli alberi del sud. “Gli alberi del sud danno uno strano frutto, sangue sulle foglie e sangue sulle radici,un corpo nero dondola nella brezza del sud, strano frutto appeso agli alberi di pioppo”. Barney Johnson il proprietario del Cafè Society,locale dove in quel periodo si esibiva Billie, ascoltò il brano divenuto molto popolare negli ambienti della sinistra statunitense e decise di far conoscere ad Holiday  Abel Meeropol il quale chiese alla cantante di eseguire la sua composizione. Billie  Holiday, che aveva subito le angherie del razzismo fin dalla nascita, che dovette assistere alla morte del padre,  colpito da polmonite, perché tutti gli ospedali della zona si rifiutarono di ricoverare un nero, accettò immediatamente. Con questo brano di protesta Billy Holiday raggiunse la fama mondiale che la annovera ancora oggi fra le artiste più significative della musica jazz. Ma le difficoltà non mancarono. Durante le esibizioni negli stati del sud “Strange Fruit” non poteva essere eseguita. A Mobile, nell’Alabama,  Lady Day venne cacciata solo per aver accennato qualche nota della melodia . La Columbia Records, sua  etichetta discografica abituale, si rifiutò di produrre il brano, senza fornire alcuna spiegazione plausibile. Una piccola casa discografica ebrea di New York permise all’artista di pubblicare il pezzo, consentendo la divulgazione di una capolavoro, divenuto ormai un classico della   musica afro-americana.  Fu così che la  forte e fragile Billie Holiday oltre che una grande artista divenne un’icona nella lotta per i diritti civili del popolo afroamericano.

lunedì 15 dicembre 2014

CI VENGONO I BRIVIDI...... LA DOMANDA SORGE SPONTANEA PUO' POMPEO RISOLVERE IL PROBLEMA?

Mario Antonellis


Un presidente di un ente delegittimato, uno che fa il presidente della Provincia e rimane sindaco del Comune di Ferentino? Uno che in qualità di sindaco, non più tardi del 14 luglio ha dato già un indirizzo preciso al suo mandato, votando per gli aumenti stratosferici delle tariffe idriche ed avvallando il pacchetto ACEA?

CI VENGONO I BRIVIDI SOLO A SENTIR PARLARE DI "ANNOSO" PROBLEMA, di "DIFFICILE SOLUZIONE", di "TAVOLI DI CONCILIAZIONE" con L'ESATTORE etc.etc.etc. CI VENGONO I BRIVIDI PERCHE' RIECHEGGIANO NELLE NOSTRE ORECCHIE I FANTASMI DEL PASSATO QUANDO IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA ERA un certo FRANCESCO SCALIA, cioè il maggior sponsor politico di POMPEO. Per carità basta, la CONSULTA dei SINDACI, la STO e i sindaci IGNAVI IN GENERE devono sapere che ormai i cittadini utenti sono su un'altra lunghezza d'onda. Ammettiamo il beneficio dell'ignoranza, ma dopo aver capito le ragioni inconfutabili che si celano dietro lo scandalo delle risorse IDRICHE in provincia di Frosinone che con la divulgazione del DOSSIER CO.CI.D.A. sta sconvolgendo le coscienze, la soluzione a questa TRUFFA è chiara, semplice e limpida come l'acqua. Inviamo già da adesso POMPEO all'evento che si terrà domani sera ad ALATRI alle ore 18, o a quello che si terrà domenica a CORENO AUSONIO, o se dovesse avere impegni, ci faccia capire quale è la data utile per un EVENTO A FERENTINO. INTANTO LA RIVOLTA POPOLARE SI ALLARGA A MACCHIA D'OLIO e molti amministratori hanno dovuto rivedere le proprie posizioni. Non torneremo indietro sia ben chiaro, e chi di dovere stabilirà le responsabilità specifiche di coloro che hanno materialmente consentito che questa sciagura proliferasse...

Lettera aperta ai giornali:

La fine della doppia morale occidentale, il rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani
e civili dei Palestinesi sono la via da seguire per la pace tra Palestinesi ed Ebrei israeliani

di Ireo Bono

Sig. Direttore,
le tre operazioni militari israeliane (Piombo fuso, Pilastro di difesa, Margine di difesa), unitamente alla continuazione della colonizzazione, alle condizioni irrinunciabili poste dal governo Netanyahu per trattare la pace, cioé l'annessione delle colonie, della Valle del Giordano, dell'intera città di Gerusalemme, come capitale dello Stato d'Israele, la negazione del diritto al ritorno dei profughi, con la proposta, già approvata dalla Knesset, del riconoscimento dello Stato israeliano come Stato della Nazione del Popolo ebraico, ossia la legalizzazione di quanto esiste già di fatto, pongono una pietra tombale sull'opzione "Due Stati per due popoli".
Il messaggio che il governo Netanyahu invia ai Palestinesi, sembra con l'appoggio della maggioranza della popolazione ebraica, é che possono scegliere tra resistere ed essere uccisi, andarsene, oppure rimanere come cittadini di seconda categoria ed in celle-enclavi che non hanno nulla a che vedere con uno Stato.
Durante l'attacco 'Margine di difesa' , i Palestinesi hanno dimostrato, con la loro resistenza alle forze soverchianti dell'esercito israeliano, grande coraggio e dignità di Popolo ma con un costo altissimo, e la situazione é più grave di prima : Gaza é sempre sotto assedio, con 2200 morti in prevalenza civili, fra i quali 530 bambini, oltre 10.000 feriti e 100.000 senza tetto mentre continua l'occupazione e l'oppressione in Cisgiordania, la discriminazione in Israele e la colonizzazione a Gerusalemme-Est e nell'area della città.
L'imbroglio del processo di pace continua come prima e non porterà alcuna pace : i governi occidentali, Stati Uniti in testa, hanno giustificato, secondo copione, l'attacco israeliano 'Margine di difesa' come reazione di uno Stato all'uccisione di suoi cittadini ed al lancio di razzi Qassam, dimenticando il particolare dell'occupazione, i paesi donatori passano i soldi per la ricostruzione all'attuale Presidente dell'Anp, Abu Mazen, la cui carica é scaduta dal 2009, ma mantiene l'ordine in Cisgiordania per conto d'Israele e quindi rimane al suo posto con il sostegno di Stati Uniti ed Unione europea, lo Stato d'Israele controlla a suo piacimento, d'accordo con il dittatore egiziano al-Sisi, tutto ciò che può entrare od uscire da Gaza, Hamas é mantenuto nella lista delle organizzazioni terroriste, l'occupazione continua e i governi occidentali, mediatori di pace, insistono nell'imporre trattative impossibili tra la potenza occupante ed il popolo privato della libertà.
Anche il riconoscimento da parte dei governi europei dello Stato di Palestina, per ora avvenuto solo da parte del governo svedese, può essere utile alla pace in quanto riconoscimento ai Palestinesi della loro dignità di popolo, dei loro diritti umani e civili ma non deve essere un impedimento alla realizzazione di uno Stato unico israelo-palestinese.
A me sembra che il riconoscimento dello Stato di Palestina da parte dei Parlamenti europei, in linea con l'appello degli ottocento intellettuali israeliani capeggiati dagli scrittori David Grossman, Amos Oz, Abraham Yehoshua, sia più che altro volto a proseguire le finte trattative sulla nascita di uno Stato palestinese, ormai impossibile, come già scriveva 4 anni fa il negoziatore palestinese, Ziyad Clot, nel libro "Non ci sarà uno Stato palestinese", escludendo invece la soluzione più giusta e più fattibile, consistente nel rispetto dei diritti umani e civili del Popolo palestinese, quale é quella che porta ad uno Stato unico, laico, democratico, con uguali diritti per tutti i cittadini.
La società civile mondiale che sostiene la Campagna BDS, la maggior parte del Popolo palestinese e tanti intellettuali palestinesi ed ebrei israeliani e la parte migliore della società ebraica, come si può leggere nel libro "Un Etat commun" di Heric Hazan ed Eyal Sivan, a differenza dei governi occidentali e di quello israeliano, indicano nella fine della doppia morale occidentale, quella che giustifica l'occupazione, le stragi, il genocidio palestinese da parte d'Israele, e nell'uguaglianza dei diritti, la via principale per una pacifica convivenza tra persone di ogni etnia e religione in Israele-Palestina.
Cordiali saluti

NUOVOGIORNO: Un rebus quotidiano

Comitato di Lotta Frosinone


Il quotidiano Nuovogiorno intigna. Primo rebus:  Ma cosa vuole dire e a nome di chi parla? Non manca occasione evidentemente di amplificare la voce del padrone per ostacolare il delicato, lungo, decisivo riassetto di una società pubblica e di 240 posti di lavoro, i quali, nonostante i tempi, sembrano dei privilegi piuttosto che dei diritti . Altri evidentemente pensano che le soluzioni sufficienti siano le mense caritatevoli e i pacchi alimentari!
RIBADIAMO QUANTO SCRITTO GIA’ ALCUNI GIORNI ORSONO
Secondo rebus:  il Comune di Frosinone continua la sua linea sulla esternalizzazione dei servizi nonostante gli impegni della Commissione consiliare, nonostante gli accordi con gli altri enti, nonostante l’intervento della Regione Lazio, nonostante i dubbi amministrativi. L’ente ha provveduto all’affidamento dei servizi di supporto alla gestione funzionale degli impianti sportivi e agli eventi culturali e di spettacolo e i servizi del museo e biblioteca per la durata di anni cinque alla cooperativa SolCO, servizi già in essere nella Frosinone Multiservizi. Infatti essi sono stati stralciati dalla redazione del piano industriale che i tecnici nei prossimi giorni dovrebbero presentare alla politica per la riquadratura finale dei conti e per il definitivo placet.
Terzo rebus. Fronte della spesa: a Frosinone oggi, con le cooperative e a causa proprio dello spacchettamento, i servizi costano di più, sono inevitabilmente peggio organizzati e i lavoratori hanno salari bassissimi. Con il subentro della newco con le stesse quote e con una economia di scala non si entra nel paradiso ma si esce almeno dall’inferno. Ad Alatri si spendono soldi per soluzioni, sempre spacchettate e ancor più precarie, e la stessa Amministrazione si auspica il ritorno di uno strumento pubblico e più controllabile. In Provincia i servizi sono stati impropriamente interrotti (e alcuni dati in appalto al doppio del costo!): la viabilità che la Regione Lazio accorderà alla newco consentirà di tornare a fare manutenzione all’intero sistema viario provinciale: la newco permetterà che in arrivino 2 milioni di euro regionali in altra maniera bloccati a Roma.
Quarto rebus: alcuna legge né nel 2013 né successivamente impedisce agli enti locali di scegliere le migliori forme organizzative, anzi si specifica che è possibile e utile ricorrere all’affidamento diretto in tutti i casi, come la gestione dei servizi pubblici della newco, in cui non sia possibile dimostrare, in base ad un’analisi di mercato, e all’esperienza frusinate vecchia di più di un anno, che la libera iniziativa economica privata risulti non idonea a garantire un servizio rispondente ai bisogni della comunità. - Dare un’occhiata alla relazione della Corte dei Conti Sezione delle autonomie - “Gli organismi partecipati dagli enti territoriali” - del 6 giugno 2014 nel quale sono contenuti elementi di chiarificazione nell’operato delle società in house e quindi suggerimenti utili anche nella costituzione di una newco.
Stiano sereni al quotidiano Nuovogiorno, il  Programma di razionalizzazione delle partecipate locali, detto decreto Cottarelli, propone, non dispone, una strategia basata su quattro cardini:
• Circoscrivere il campo di azione delle partecipate entro lo stretto perimetro dei compiti istituzionali dell’ente partecipante, rafforzando quanto previsto in proposito dalla legge finanziaria del 2008;
• Introdurre vincoli diretti su varie forme di partecipazioni;
• Fare ampio ricorso alla trasparenza e alla pressione dell’opinione pubblica adeguatamente informata come strumento di controllo;
• Promuovere l’efficienza delle partecipate che rimarranno operative, attraverso l’uso diffuso dei costi standard, e l’aggregazione tra partecipate che offrono servizi simili per sfruttare al meglio le economie di scala.
Vi è sicuramente un auspicio alla forte riduzione delle partecipate e alla privatizzazione dei servizi ma riguarda essenzialmente i cinque tradizionali servizi pubblici di rilevanza economica a rete (elettricità, acqua, gas, rifiuti, trasporto pubblico locale - TPL). La riduzione delle partecipate riguarda soprattutto quelle inutili, create solo per far mangiare i consigli d’amministrazione, quelle che anche a Frosinone ci sono state e ci sono e di cui la stampa dovrebbe sottolineare. Le attività della newco di cui si attende la nascita prevedono servizi pubblici privi di rilevanza economica: le partecipate in questo settore forniscono servizi alla cittadinanza in settori in cui la finalità di lucro non è presente e si finanziano principalmente attraverso la fiscalità generale (condividendo questa caratteristica con le strumentali) a fronte di un interesse generale alla fornitura di certi servizi.
Quinto rebus: sul passaggio dei lavoratori alla newco: “Le limitazioni poste alle società con affidamenti in house, in materia di personale, sono state rimodulate dalla legge di stabilità 2014.” Le disposizioni vigenti non prevedono per il reclutamento del personale nelle società in house il concorso pubblico, così come inteso nella pubblica amministrazione, ma disposizioni di “propri provvedimenti di  individuazione di criteri e modalità per il reclutamento del personale”. Per qualsiasi chiarimento telefonare al già Prefetto di Frosinone Soldà che con un elementare esempio teorizzò su come vengono svolti i concorsi - mentre altri fanno molta pratica…
Soluzione dei rebus. Maggiore attenzione sulle vicende di Mafia Capitale e dei rapporti della politica con le società cooperative e delle relative esternalizzazioni. Anche a Frosinone non tutto sembra rose e fiori: dai personaggi che ruotano attorno ai progetti della Amministrazione, alle vicende amministrative delle coop sociali a quelle degli affidamenti diretti… I lavoratori sanno che la strada è ancora in salita. Per questo sono in presidio dal 7 aprile, duecentocinquatatre giorni, con la pioggia, con il freddo, con il vento. Sono consapevoli di stare a difendere l’unica soluzione possibile per il diritto al lavoro, per la dignità, per i servizi pubblici della città e, non per ultimo, della possibile infiltrazione della illegalità nella loro gestione. 

Per una "d" al posto sbagliato

Andrea Cristofaro


Verrebbe da dire: ma in tutti questi anni nessuno ci aveva mai pensato, possibile? Fior di marxisti, leninisti, militanti e dirigenti, filosofi e studiosi: possibile mai che a nessuno di loro sia mai venuta in mente una soluzione così  geniale ma al tempo stesso di una semplicità così disarmante? E’ proprio vero che i veri geni non sono coloro che hanno la testa piena di trattati enciclopedici, o coloro che si inventano le cose più inimmaginabili; i veri geni sono coloro che vedono nella realtà le cose che le persone normali non vedono pur avendole sotto gli occhi. Così l’idea di spostare quella “d” del nome del Pdci, da prima a dopo la “c”, un’azione semplicissima, ha risolto agli occhi di molti il problema della mancanza di un grande partito comunista  che finalmente torni ad essere punto di riferimento politico del popolo italiano. Ho assistito su invito di un compagno, ad una delle assemblee che si stanno organizzando in diverse località, con argomento: “ricostruiamo il partito comunista italiano”. La saletta era piena di compagni (in realtà quasi tutti tesserati del Pdci), e questo nei tempi che corrono non è un elemento secondario: il tema evidentemente interessa. Ho rivisto facce che da quando non ho la tessera del Prc non avevo più visto: certe facce se si esce dalle sale di partito è difficile incontrarle. Nelle ultime occasioni in cui le avevo viste mi ero scontrato con loro insieme ai miei compagni di circolo perche insistevano nel voler per forza accordarsi con il partito democratico alle comunali di Frosinone, e non essendo riusciti a spuntarla avevano pensato bene di farlo comunque l’accordo, a nostra insaputa, per il ballottaggio. Ma questa è un’altra storia. Qualche momento simpatico, involontariamente comico, si è avuto quando il segretario provinciale del Prc ha avuto un lapsus, e parlando dello scioglimento del Pdci  ha detto fallimento del Pdci, “tanto ci siamo capiti”, si è corretto fra gli sguardi esterrefatti dei dirigenti nazionali del Pdci. Tranquillo, segretario, non si sono sciolti, hanno solo cambiato nome: ora il loro partito si chiama Partito Comunista d’Italia, lo statuto e il simbolo esistono già e sono già da un notaio. Un po’ stonato invece il fatto che lui vorrebbe che il Prc si sciogliesse: questa cosa detta da un segretario provinciale mi sembra un’affermazione anomala: quest’idea è maggioritaria nel Prc di Frosinone?. A già, ma lui ha anche firmato il documento di sinistra e lavoro, che gli addetti ai lavori indicano come un soggetto che dal Prc punta dritto verso Sel, e allora forse le cose si spiegano.
Che dire dell’assemblea? I compagni in sala hanno fatto diversi interventi, dai quali traspariva la voglia di rivedere finalmente un partito di massa che difenda i lavoratori, dia speranza ai disoccupati, ridia fiato alla società: tutti interventi appassionati e pieni di rabbia e speranza. E i relatori? I relatori erano tutti dirigenti locali e nazionali del Pdci e del Prc. Era presente anche il portavoce della FGCI locale, su posizioni decisamente più moderate rispetto a alcuni interventi della platea, ma in piena sintonia con le posizioni dei dirigenti più anziani. Abbiamo sentito parlare di tante cose: l’internazionalismo, l’opposizione al Pd di Renzi, il successo dello sciopero generale, la mancanza del Pci, la Bolognina, qualche frecciatina a Bertinotti, qualcun’altra a Ferrero, i sondaggi, Tsipras, le elezioni; ma poi? Sul tema delle alleanze elettorali la contrapposizione al Pd di Renzi non è poi così scontata, visto che localmente la maggioranza dei relatori, FGCI compresa, sarebbe disposta anche a valutare alleanze con il Pd: d’altronde alle ultime regionali in Calabria il Pdci era appunto alleato del Pd. Si guarda anche a Sel e, anche se nessuno lo ha mai citato, una voce, simile a quella di Robin Williams quando sussurrava “carpeee……. diem” ai suoi studenti davanti alle foto dei vecchi studenti del college nell’ “attimo fuggente”, sembrava sussurrare alle orecchie di tutti i presenti “Civaaatiiiiii……….. Civaaatiiiii…….. Civaaatiiiii…..”.                                       Davvero geniale la trovata della “d” spostata, ma a parte questo, io personalmente non sono riuscito a carpire nient’altro dalle relazioni. Nessun accenno di autocritica: nessun accenno alla necessità di radicamento nelle lotte, nei luoghi di lavoro, nei  territori; tanti accenni invece a percentuali e tattiche elettorali. Tanti accenni con tono di rimprovero ai compagni che votano Grillo, a quelli dei “cespugli”, ai settarismi, ma nessun accenno al partito degli assessori, al partito dei voti a favore dei bombardamenti, al partito che ha tradito il movimento no global in cambio di una presidenza, di un ministero e di qualche sottosegretariato, al partito che partecipa imperterrito alle primarie del centrosinistra. Le forti discussioni degli ultimi anni, i contrasti, le critiche, i voltagabbana, gli opportunismi….tutto ciò che è successo fra i comunisti in Italia non conta più, l’autocritica, come ho già detto, è un optional di cui si può fare a meno: un forte partito di massa e comunista è necessario, solo questo conta. Loro hanno spostato la D e sono andati dal notaio, il resto verrà da sé…..secondo loro; basta farsi trovare pronti da Civati, quando e se prenderà la decisione tanto agognata a sinistra…..aggiungo, malpensante come al solito, io. Sel, Sinistra e lavoro, lista Tsipras, P.C.d’I. …..Onorevole Civati, aspettano tutti a te, e tu cosa aspetti?
P.S.: naturalmente si tratta di mie impressioni, che probabilmente saranno smentite dai fatti. Non voglio fare l’uccello del malaugurio, quindi faccio tanti auguri ai compagni impegnati in quest’impresa.


domenica 14 dicembre 2014

Cari compagni. Non ci siamo!

Luciano Granieri


Comunisti italiani e Rifondazione Comunista ci riprovano. La necessità di ricostituire un partito comunista unitario è diventata, secondo le segreterie dei due partiti,  impellente.  Dunque si è dato il via alla scomposizione delle singole  organizzazioni e la confluenza dentro     un soggetto politico unitario che abbia al centro gli strumenti ideologici comunisti. 

La declinazione nel nostro territorio di questo progetto ha visto un’ incontro,  tenutosi a Frosinone il 13 dicembre scorso, in cui esponenti locali e nazionali del PdCi e del Prc hanno illustrato ai convenuti l’appello alla costituzione del Partito Comunista d’Italia. In effetti il deserto di rappresentanza in cui vagano le classi subalterne offre uno spazio di agibilità politica enorme, ed è questo vuoto che il nuovo soggetto vorrebbe riempire con una proposta che sia fondata su solide basi comuniste. Fondamenta programmatiche  in cui l’anticapitalismo, l’antimperialismo, l’internazionalismo, siano le parole d’ordine dalle quali non si può  prescindere per progettare un modello di società realmente comunista.  

Detta così la cosa potrebbe essere interessante, ma le analisi di fattibilità di un progetto simile indicano un percorso estremamente lungo e difficile. Anche se lo spazio politico potenziale è enorme, occuparlo secondo una declinazione comunista della società è estremamente complesso. Un partito comunista dovrebbe ricostruirsi sui militanti, sugli attivisti che oggi sono completamente assenti. 

Prima del progetto politico è necessario mettere in atto un processo di ricostruzione dei rapporti sociali che un tempo costituivano la linfa vitale dei  movimenti comunisti. Non si può parlare di anticapitalismo ad un blocco sociale che ha smarrito i valori  di solidarietà, di condivisione, della propria condizione di classe, di consapevolezza di chi sia realmente il nemico da sconfiggere. 

Generazioni stordite e permeate   per  decenni dalle sirene della scuola di Chicago, dai cattivi maestri friedmaniani, si sono arrese al mercato come supremo regolatore della vita quotidiana. La consegna incondizionata dei partiti socialisti e riformisti all’ineluttabilità delle regole neoliberiste basate sulla competitività, in luogo della cooperazione, sull’individualismo in luogo della solidarietà, sull’autostima incardinata sull’avere e non sull’essere, hanno frantumato il terreno dove la pianta comunista avrebbe potuto ancorare  saldamente le sue radici.

 Dalla fine degli anni ’70, stagione alter-mondista a parte, anche i partiti comunisti,  soprattutto in Italia, hanno abdicato. Anziché rinsaldare e innovare  il rapporto con il blocco sociale di riferimento hanno preferito concentrarsi sul come diventare comitato elettorale. Da qui è iniziato un processo di de-ideologizzazione  necessario per diventare parte del gioco della spartizione delle poltrone, degli incarichi e soprattutto dei finanziamenti. Da qui si è iniziato, senza pudore, e spesso addolcendo o rinnegando certi principi fondanti,  a pianificare alleanze ideologicamente improponibili, ma utili per acquisire posizioni di privilegio. Da qui è iniziato il processo di omologazione alla bieca trattativa per il potere che poi, agli occhi della gente, ha assimilato i partiti comunisti alle altre congreghe elettorali che in termini di illegalità ben peggio hanno operato. 

Di tutto questo credevo si iniziasse a ragionare  nell’incontro di sabato scorso. Invece, a parte qualche accenno all’educazione dei giovani e all’organizzazione militante fatto da Laura Marzola del comitato provinciale del PdCI, si sono ascoltate le solite analisi sulla compatibilità di certe alleanze, pestifere, all’inizio del discorso, ma possibili alla fine del ragionamento, necesarie per acquisire visibilità. 

Ci siamo sentiti dire che ormai un’alleanza con il Pd non è praticabile. Ma che scoperta interessante!  Ancora siamo al punto di valutare se e quando allearsi con un partito ultraliberista?  Su  Sel, poi,  si è possibilisti. Come se il partito di Vendola non fosse nella  maggioranza di alcuni consigli locali   che, come nel caso del Lazio, sono  in prima linea nello smembramento dei servizi di pubblica utilità, per svenderli alle lobby private. 

La questione della sanità nella nostra Provincia è emblematica. Abbiamo assistito  alla   totale vendita, in saldo,  al privato dei  laboratori di analisi e delle strutture riabilitative , alla  reiterazione di accordi con istituti privati indagati e condannati per truffa verso la regione. Questo è l’anticapitalismo di Sel?  No compagni non ci siamo.  

Quale partito comunista si vuole costruire se non ci sono militanti, se non ci sono i giovani. L’altra sera, a parte gli esponenti di partito, la platea, pur numerosa, era formata da anziani, i più teneri d’età si attestavano sulla cinquantina. Queste sono le masse? Dov’erano le falci e martello nelle proteste contro lo smembramento della sanità pubblica provinciale? Quella piazza è stata lasciata a CasaPound e al M5S. Non ci sono falci e martello vicino alla tenda dei lavoratori della ex Multiservizi in lotta per riacquistare  il proprio posto di lavoro.  Sulle nefandezze di Acea si registrano flebili segnali, quando la lotta per la ripubblicizzazione dell’acqua dovrebbe vedere in prima fila un movimento anticapitalista!  

Li bisogna stare per riacquisire un minimo di credibilità, anche prendendosi degli insulti. Il popolo non è con noi, e dobbiamo riconquistarlo riacquistando coerenza e rigore ideologico, altro che progettare alleanze per ipotetiche campagne elettorali. In verità   non  ho assistito a tutto il convegno. Sono andato via un po’ nauseato dopo  certe stucchevoli elucubrazioni. Ho ascoltato gli interventi dei dirigenti di partito, Oreste Della Posta (PdCI) Giacomo Marchioni (P.R.C.), Laura Marzola (PdCI), Massimo Palombi (P.R.C.)  e il giovane (vivaddio) Davide Parente (FGCI) e mi è bastato. Ignoro  se i relatori successivi si siano misurati sulle  problematiche citate , ma un fatto e certo,   l’inizio di questa esperienza sa  tanto di minestra riscaldata.