Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

lunedì 18 giugno 2012

Bari, progetto Legalattivi

Unicef Italia

I ragazzi della scuola XXIV Circolo "Clementina Perone" di Bari sono i protagonisti di questo colorato e originalissimo video sul tema del commercio equo solidale, ispirato dalle musiche originali di Daniele Sepe ("Un'altra via di uscita").
L'attività didattica è stata realizzata grazie ai fondi strutturali europei del programma PON, con il patrocinio di UNICEF, Un Solo Mondo, Regione Puglia, Provincia e Comune di Bari e VIII Circoscrizione di Bari.

sabato 16 giugno 2012

Homo Tifosus

a cura Luciano Granieri

FORZA GRECIA!!!!!! Hai visto mai che Syriza vince le elezioni in Grecia!! Anche se la cosa, pur positiva, non mi entusiasma più di tanto, sarebbe buono per dare in Saccoccia alla Merkel. Così come sarebbe ottimo che la nazionale greca, inaspettatamente qualificatasi per i quarti di finale negli Europei  di calcio, battesse la Germania in un possibile accoppiamento che vedrebbe di fronte la seconda del girone A (Grecia) contro la prima del girone B (Germania).  Io direi che tifare Grecia non sarebbe male. COSI' GIUSTO PER DARE IN SACCOCCIA ALLA MERKEL 
Di seguito il filmato con alcune tipologie di tifoso.

Il seme e la speranza

Luciano Granieri

Lo ammetto da un po’ di tempo mi rimane sempre più difficile scrivere di politica. Sono reduce da una tornata elettorale amministrativa insignificante , il cui unico elemento positivo è stato quello di aver selezionato e aggregato diversi soggetti  provenienti, sia dai transfughi di Rifondazione, sia dalla lista civica Frosinone Bene Comune,   che persevereranno  e insisteranno  nell’azione politica iniziata con la campagna elettorale e incalzeranno  la nuova giunta di destra al governo della città sulle questioni inerenti la salvaguardia dei diritti dei cittadini.  L’impegno da profondere è notevole, è necessario ricucire rapporti, ricostruire relazioni anche a livello personale. Ma la disponibilità mostrata da chi ci vuole stare è apparsa subito  incoraggiante   e dunque mi sento ottimista per il futuro di un’aggregazione politica veramente alternativa che possa operare in modo incisivo nel territorio di Frosinone. Dove francamene non vedo sbocchi è a livello nazionale, europeo, mondiale. In particolare non vedo come i semi di una politica socialista, anticapitalista,  “DI CLASSE”, che pure sono in grado di  nascere a livello locale,  possano attecchire nell’aridità di un panorama politico sociale  generale che non presenta terreni fertili in questo ambito.  Di più, mancano  proprio i campi da  seminare. Da un lato esiste un governo che si interessa esclusivamente di promuovere la speculazione finanziaria  - mi riferisco all’esecutivo dei banchieri che con la complicità della finanza internazionale ha esautorato la politica  e  in modo criminale salvaguardia la propria categoria (CLASSE) seminando devastazione sociale -  dall’altra esiste la schiatta  elettoralistica impegnata esclusivamente a salvare se stessa, le proprie prebende, complice  dei suddetti banchieri ai quali concede mano libera nell’affamare il popolo pur di mantenere inalterati i propri smisurati privilegi.  A dimostrazione di ciò è sufficiente analizzare tempi e modi relativi all’attività legislativa del governo dei banchieri e del parlamento di nominati  che lo sostiene. Per smantellare lo stato sociale: cancellazione delle pensioni, annullamento del contratto  di lavoro collettivo , eliminazione  delle tutele dell’articolo 18, si sta procedendo come un treno che travolge tutto e tutti. Invece per approvare la legge anticorruzione, che molto interessa al parlamento dei privilegiati, base di appoggio del governo dei  banchieri, sono necessarie interminabili discussioni nelle diverse commissioni. Il Parlamento dei privilegiati si sfastidia quando il governo fa finta di porre la fiducia su alcuni provvedimenti, ciurla nel manico, i privilegiati fanno muro, si assentano dall’aula, eppure una delle normative  inserite nel pacchetto anticorruzione, ovvero la direttiva che prevede il divieto di candidatura per chi è stato condannato in terzo grado di giudizio non dovrebbe neanche essere discussa. In un paese civile, l’incandidabilità  dei condannati dovrebbe essere automatica. In un paese normale APPUNTO, ma il nostro evidentemente Paese normale non è. Dunque fra il governo della finanza, che salvaguardia i propri affari ai danni dei cittadini e un parlamento che salvaguardia i propri privilegi sempre a danno dei cittadini, c’è poco da stupirsi se il comico Beppe Grillo, il quale ha il merito di denunciare certe brutture, cattura notevoli consensi. La colpa non è di Grillo che guadagna i voti  persi  dai partiti ma dei partiti  che non vogliono rinunciare ai loro odiosi privilegi perdendo credibilità. Purtroppo però un movimento come il “Cinque stelle” non è attrezzato a gestire  la cosa pubblica.  Infatti un conto è denunciare il malaffare, la corruzione, anche in modo puntale e documentato, un conto è governare. Non sappiamo ad esempio quale sia il  modello sociale  che  il  movimento cinque stelle  propone.  Quali siano le proposte relative al governo della  scuola, della  sanità, al mercato del lavoro, alle protezioni sociali, non è molto chiaro. A Parma il sindaco grillino Pizzarotti sta sudando le proverbiali sette camice per mettere insieme quel pugno di donne e uomini necessari a comporre la giunta.  Ecco allora che l’irruzione sulla scena politica nazionale e internazionale di un partito COMUNISTA e ANTICAPITALISTA VERO, sarebbe l’unica e auspicabile  soluzione a questo drammatico impasse. Un partito, ad esempio, che si battesse per una patrimoniale, non sugli IMMOBILI o almeno non su quegli IMMOBILI  residenziali unico ricovero abitativo e rifugio economico dei cittadini,  ma SUGLI STERMINATI PATRIMONI FINANZIARI CHE LE PRIVATE BANK ASSICURANO ALLA  LORO CRIMINALE CLIENTELA. E’ necessario la presenza di un partito comunista che, quando ancora non fosse in grado di procedere alla  nazionalizzazione delle banche, almeno  pretenda che i miliardi di euro stanziati dalla BCE per salvare la suddette  banche, siano destinati esclusivamente a quegli istituti di credito che utilizzano tali fondi per finanziare le imprese, il lavoro e non per alimentare la voracità della speculazione finanziaria. E’ necessaria la presenza di un partito che pretenda una tassazione almeno del 50% sui profitti da speculazione finanziaria e la defiscalizzazione dei redditi da lavoro. Sono in grado i partiti della cosiddetta sinistra radicale italiana di presentarsi alle elezioni con un programma del genere? ( Sul Pd neanche pongo la questione, la risposta è scontata).  Non credo.  Anche perché Rifondazione, Sel, mostrano di condividere pienamente il progetto della nouvelle vague sinistrorsa greca del partito SYRIZA, guidato da Alexis Tsipras, probabile  vincitore delle prossime elezioni. Il quale  evidentemente è contro il memorandum strumento  con cui  dittatura forcaiola della finanza mondiale  ha ridotto in povertà il popolo greco,  ma che comunque non si pone nettamente contro il modello neoliberista, tanto che alcuni membri del più che moderato PASOK sono entrati nelle sue fila. Se anche in Grecia, dopo la mattanza sociale operata dalla finanza, il partito di sinistra,  che ha i favori del pronostico nelle prossime elezioni, pur contrario alle imposizioni del capitalismo, non ha il coraggio di porsi in modo netto contro il sistema capitalistico, la situazione diventa irrimediabile. Allora meglio tornare a scrivere di calcio, di Zeman, della Maggica Roma, di “biscotti”, ma contemporaneamente  è utile iniziare un lavoro sotto traccia in ambito locale che possa  quantomeno partorire un primo piccolo  seme contro la dittatura del mercato. CI VEDIAMO DA LORENZO.

"Svolgere subito il congresso per ripartire"

Ermisio Mazzocchi, membro della segreteria provinciale del Pd. Fonte : http://unoetre.it

Linee per un programma del congresso straordinario della Federazione di Frosinone del PD
«Una nuova dimensione umana di bisogni e di valori emerge dalla crisi. Le risposte debbono comporre un progetto politico credibile per una nuova vita sociale di reale equità e rispetto di diritti umani ed economici. Occorre dispiegare un'iniziativa politica che garantisca un concreto raggiungimento di libertà umane dei singoli e di nuove conquiste di democrazia nella partecipazione e nelle decisioni.»
«Il PD deve porsi come forza essenziale per aprire il campo a uno schieramento di forze progressiste, di associazioni, movimenti per costruire un'alternativa al governo del paese e di questa provincia ormai tutta in mano al centrodestra che nel resto del Paese risulta screditato e minoritario. È indispensabile ritrovare una chiara identità e una sicura attendibilità del PD provinciale fortemente mortificate dai risultati del voto amministrativo di Frosinone e Ceccano, che ha sancito una definitiva perdita della sua credibilità, usurata nel tempo dalle inerzie, dalle inadeguatezze e dagli errori. Il PD è stato incapace di diventare forza trainante del sistema politico, schiacciato da diatribe interne, da un elettoralismo sfrenato, da convenienze personali e di parte che ne hanno fiaccato la capacità di svolgere una convincente azione di governo e, dove necessario, una vigorosa iniziativa d'opposizione. Queste disfunzioni hanno impedito di individuare obiettivi che fossero in grado di tradursi e svilupparsi in politiche utili alla società, al territorio e all'economia provinciali. È necessaria una nuova direzione politica che assicuri discontinuità nei comportamenti politici sin qui tenuti, individuando un programma essenziale per qualificare una nuova stagione di iniziative.»
«Il PD ciociaro, i suoi organismi dirigenti devono sollecitare e guidare un processo di partecipazione a un progetto delineato nei suoi contenuti programmatici e aperto a proposte integrative in alternativa al degrado socio-economico provocato da governi di centrodestra nazionali e regionali e provinciali, capace di suscitare un'ampia partecipazione di soggetti del mondo del lavoro e dell'impresa e che, allo stesso tempo, sia in grado di affermarsi nelle istituzioni. La condizione economica provinciale è grave in un quadro di crisi nazionale già assai difficile e richiede una tempestiva ed energica azione per affrontare la complessità dei problemi.»
«La disoccupazione è all'11,5% (circa 1,5 % in più della media nazionale); gli iscritti all'ufficio del lavoro sono 85.000; i giovani disoccupati fino a 35 anni sono il 40% (in Italia la media è al 35%); una donna su due in età lavorativa è disoccupata; il 60% delle imprese è interessata dalla C.I.G.; nei primi quattro mesi dell'anno 2012 la C.I.G. è al 44,3% e nello stesso periodo si sono avute 5 milioni di C.I.G. (di cui il 75% nel settore manifatturiero). Per altro non ci sono nuove richieste d'insediamento industriale. Il comparto delle costruzioni ha una contrazione del 36% rispetto al valore del 2007 con una scomparsa di 130 aziende e la perdita di lavoro di oltre 700 edili. Altri settori come agricoltura, artigianato, commercio sono ridimensionati nelle loro capacità produttive con conseguente riduzione di occupati.»
«La drammaticità della situazione richiede una politica economica con scelte orientate a dare uno sbocco positivo alle esigenze di lavoro dei cittadini e delle imprese. Un progetto organico e omogeneo per evitare squilibri nel territorio provinciale. I soggetti della ricostruzione devono essere quelle forze sociali ed economiche disponibili a ricercare soluzioni idonee a garantire una ripresa dell'economia provinciale in un quadro regionale e nazionale. Questo progetto non può fare a meno del sostegno e della partecipazione delle donne a tutti i livelli come parte fondamentale di un percorso di rinnovamento e crescita. I giovani di questa provincia in questa politica debbono poter trovare motivi di speranze per il loro futuro e debbono anche avere la certezza che nel PD c'è bisogno di loro per progettare e decidere. Per assumere responsabilità di direzione provinciale e locale. Il PD non deve dare risposte a esigenze individuali ma deve saper indicare prospettive e percorsi per realizzarli e raggiungerli nell'interesse di larghe masse. Prospettive e percorsi saranno il risultato del lavoro congiunto delle strutture di partito e del suo legame con la società e le sue categorie, con il territorio e i luoghi di lavoro. Oppure non saranno.»
«Vogliamo costruire un partito aperto alla ricerca di soluzioni che siano il risultato di un coinvolgimento di tutti coloro che vogliono partecipare alla creazione di un nuovo edificio della politica e della democrazia. Questo compito si potrà svolgere solo sulla base di un costante coinvolgimento delle diverse articolazioni della società. La speranza di un futuro migliore e più sicuro può trasformarsi in certezza se la politica saprà svolgere la sua missione di rinascita del Paese e di questa provincia e le forze responsabili sapranno dispiegare le proprie energie verso nuovi obiettivi di crescita sociale ed economica. Alcune incombenze attendono come la ridefinizione della funzione di istituti di ricerca e di programmazione, la creazione di assi di concertazione nelle aree di Frosinone, Cassino, Anagni, Sora e l'individuazione di forme di partenariato pubblico-privato che coinvolga le diverse espressioni della comunità sociale. Sono pochi passi iniziali che costituiscono l'avvio verso l'edificazione di un progetto che coaguli tutte le energie interessate a un cambio delle attuali condizioni e a dare una risposta alla crisi.»
«Formiamo un cantiere delle idee e abituiamoci all'ascolto delle proposte per definire i contenuti fondativi di una qualità delle attività produttive e di una nuova frontiera dell'innovazione. Cooperiamo per una ricostruzione economica e civile della provincia con politiche di sviluppo giuste e sostenibili. Impegniamoci in una grande iniziativa di battaglia d'opposizione democratica determinata ed intransigente, sul territorio e nelle istituzioni, alla gestione burocratica ed inerte dei governi di centrodestra in tutto il territorio provinciale. Dobbiamo saper assicurare la rappresentanza politica alle esigenze poste dai movimenti presenti nella società e in primo luogo a quelle poste dal movimento sindacale.»
«Il PD in questa realtà si proietterà senza risparmio in una difficile opera di iniziative politiche e sociali come forza motrice capace, per volontà e determinazione, di trasformare speranze oggi deluse in realtà concrete. Su questa base il Partito Democratico della provincia di Frosinone deve costruire una grande forza organizzata di donne e di uomini di tutte le età che vogliano impegnarsi in una grande opera di salvezza e di rinnovamento attraverso un programma da completare con un confronto aperto, che sia di impulso ad una larghissima partecipazione e alla formulazione di proposte e di modelli di sviluppo che abbiano come priorità il lavoro in tutte le sue manifestazioni.»
«Il PD della provincia di Frosinone per affrontare questa nuova stagione della sua formazione decide di svolgere il proprio congresso straordinario, d'intesa con i suoi organi dirigenti regionali e nazionali, il prima possibile, in un arco di tempo che consenta di rilanciare compiutamente l'attività già nel prossimo autunno.»
«Sono questi gli orizzonti verso cui la Federazione di Frosinone del PD vuole muoversi e rivolge un appello alle forze di centrosinistra e a quanti sono disponibili ad affrontare, in questo rinnovato slancio, un cammino unitario per rimettere in piedi la provincia di Frosinone nello sforzo generale di ricostruzione del Paese.»
Ermisio Mazzocchi

Bruxelles 28 giugno, ultima fermata

fonte: http://www.sbilanciamoci.info


"Un'altra strada per l'Europa" è il forum internazionale che si terrà al Parlamento europeo il 28 giugno, in parallelo al Consiglio d'Europa: reti di movimenti, esperti e associazioni presenteranno proposte concrete per cambiare rotta ed evitare il collasso dell'Europa
Domenica il voto in Grecia, lunedì il G20 in Messico, poi il vertice europeo del 28 giugno a Bruxelles. In questi dieci giorni di fuoco si gioca il futuro dell’Europa e dei rapporti tra economia e politica: il potere della Germania, lo strapotere della finanza, il significato della democrazia. Iniziamo da dove questa è stata inventata, Atene. Dopo quattro anni di crisi devastante, c’è l’occasione per un voto democratico che spezzi la logica dell’austerità, mantenendo la Grecia nell’euro e nell’Europa. È la scommessa della sinistra di Syriza, che chiede a Bruxelles di rispettare la sovranità popolare e adattare le regole dell’economia ai valori della democrazia. Il ricatto dei potenti d’Europa è la minaccia di cacciata non solo dall’euro, ma anche dall’Unione europea.
Al G20, la Germania di Angela Merkel ha annunciato che non si smuoverà di un passo, chiedendo più rigore e un’Unione fiscale con i tratti di un protettorato tedesco sul continente. Gli altri europei vanno in ordine sparso, senza coraggio e con troppo affanno. Intanto ogni giorno la finanza alza il livello della speculazione: ora ha iniziato a chiedere rendimenti più alti sui titoli di stato tedeschi, non si fida neanche più di Berlino. Ma al G20 non ci sono intenzioni di andare a uno scontro con la finanza – imponendo tasse e restrizioni, banche private da lasciar fallire e controlli sui movimenti di capitali – che potrebbe arginare la crisi e ridare fiato a tutti i paesi.
Eppure si potrebbe fare: ridimensionare la finanza, e poi rilanciare l’economia, difendere il lavoro, ridurre le disuguaglianze, proteggere l’ambiente e la pace, praticare la democrazia. Sono questi i punti chiave di un’altra strada per l’Europa che sta emergendo nel mezzo della crisi. Sbilanciamoci! e il manifesto e hanno lanciato un anno fa la discussione sulla “rotta d’Europa” aperta da Rossana Rossanda (ora in due e-book scaricabili gratis), hanno riunito 800 persone a Firenze il 9 dicembre all’incontro su “La via d’uscita”, dove è partito un appello europeo che disegna un’alternativa concreta.
Le reti europee di movimenti, esperti e associazioni si sono intrecciate e tutto questo è diventato ora un Forum internazionale, “Un’altra strada per l’Europa”, che si terrà il 28 giugno al Parlamento europeo (il programma è qui sotto). Con noi ci saranno Attac e gli “economisti sgomenti” francesi, verdi tedeschi e radical inglesi, movimenti greci e spagnoli, la Fiom e i sindacati europei. Insieme presenteremo le proposte per cambiare rotta a parlamentari e politici democratici, verdi e della sinistra. Quasi un controvertice, il giorno di apertura del Consiglio europeo in cui si prenderanno decisioni chiave. L’ultima occasione, forse, per evitare il collasso dell’Europa. Bisognerà farsi sentire, tutti insieme.
Le informazioni in cinque lingue sono su www.anotherroadforeurope.org.

venerdì 15 giugno 2012

SPEDIZIONE PUNITIVA nei confronti del personale servizio scuolabus.

Marisa Cianfrano


I  dipendenti FROSINONE MULTISERVIZI S.P.A, le lavoratrici del servizio scuolabus con una nota informano i responsabili di servizio e del personale che al termine dell’ anno scolastico,  in assenza di programmazione estiva avrebbero preso servizio in altro ambito  come ormai da consuetudine in attesa di ordine di lavoro. Con quanto sopra specificato (TRAGEDIAAAA)  abbiamo messo il dito in un vespaio .L’APE REGINA SI é SENTITA SCAVALCATA , LO STAFFF SI é SENTITO UMILIATO, TUTTO L’AMBARADAM CHE RUOTA INTORNO ALLA DESTINAZIONE DI 10 LAVORATRICI ONESTE RESPONSABILI PROFESSIONALI, IN PRIMIS DONNE MADRI  LAVORATRICI..CON UNA PROPRIA DIGNITA' E DIRITTI INTOCCABILI, HA REAGITO.  OGGI CI SIAMO TROVATE DAVANTI AD UNA SPEDIZIONE PUNITIVA . La società ha necessità di personale al servizio ...verde ...è bastato cosi poco per mettere in luce il pensiero di destra ... o ha dato fastidio l’ iniziativa delle lavoratrici che hanno presentato la nota in società?  Non abbiamo paura di prestare servizio al verde ma si mette in risalto la necessità di  una corretta ,equa, senza alcuna forma di discriminazione, gestione del personale COSA CHE A UN PASSO DALLA CHIUSURA DELLA STESSA NON AVVIENE 

Comunicato stampa: Gaza Ministero per gli Affari dei detenuti
20 bambini prigionieri ad "Hasharon" hanno iniziato un sciopero della fame
a tempo indeterminato
Secondo fonti private del Ministero per gli Affari dei detenuti a Gaza, 20 bambini detenuti nel carcere di "Hasharon",  martedì 12 giugno hanno iniziato uno sciopero della fame ad oltranza per protestare contro le difficili condizioni in cui vivono e la mancanza di risposta dalla direzione carceraria alle loro richieste.
17 anni, Ahmed Lafi ha annunciato che 20 prigionieri hanno iniziato la sciopero della fame per protestare contro le condizioni incontrate dai detenuti in questa prigione per i minori e il deterioramento delle loro condizioni di vita. I membri della famiglia non sono autorizzati alle visite, non è permesso loro di studiare, non c'è la lavanderia cosicché debbano  lavare i panni a mano.
Ha spiegato che l'amministrazione penitenziaria persiste nella tortura e umiliazione dei prigionieri bambini anche dopo la firma dell'accordo fra il Comitato Supremo del direttivo dello sciopero e il servizio carcerario per terminare la Battaglia delle pance vuote, aggiungendo che l'amministrazione penitenziaria mette in  isolamento qualsiasi prigioniero che cerchi di rivendicare i propri diritt. Ha anche detto che le celle sono nei sotterranei, i bagni senza porte e vi è mancanza di cibo con una sola ciotola di riso per otto giovani. Inoltre, i prigionieri sono sottoposti a ispezioni e provocazioni effettuate dalla intelligence israeliana.
Il Dipartimento delle Prigioni ha anche usato orribili metodi di tortura per estorcere confessioni da questi giovani, violando brutalmente tutte le convenzioni internazionali che proteggono i diritti dei bambini.
Le autorità di occupazione israeliane hanno ancora in mano circa 190 bambini sotto i 18 anni di età nelle loro carceri e campi di detenzione, in circostanze analoghe a quelle in cui sono tenuti prigionieri adulti, in termini di trattamento dello spazio, crudeltà, malnutrizione e mancanza di assistenza sanitaria, tale che non vi è distinzione  tra il maltrattamento e la crudeltà  sui minori e adulti.
Gaza Ministero per gli Affari dei detenuti