Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

domenica 6 settembre 2015

Frosinone. Abbelata la delibera n.40

Luciano Granieri


Ricordate il burrascoso consiglio comunale del 23 luglio scorso? Si dovevano votare delibere di carattere urbanistico ai sensi dell’art.28 bis sull’edilizia inserito nel decreto sblocca Italia. Una di queste riguardava il rilascio del titolo a costruire, su un’area vicino alla Villa Comunale, a favore della Società Nuova Immobiliare Srl.  Come è noto sotto quel terreno quasi sicuramente prosegue il sito archeologico  delle  Terme Romane.  Non esiste l’evidenza dei reperti, perché quell’area non è stata oggetto d’indagine, ma proprio questa mancanza da parte degli organi preposti, e l'estensione delle terme,   fa ritenere che li sotto qualcosa sicuramente ci sarà  .

 Per bloccare il definitivo occultamento di quei reperti, la lotta di movimenti e associazioni è stata durissima, riuscendo perfino a rimandare la discussione sulla  delibera assassina. Ma in quel maledetto 23 luglio, grazie all’opera di convincimento in puro stile berlusconiano, da parte del sindaco Ottaviani verso qualche consigliere con le doglie, la concessione a costruire, fu tranquillamente rilasciata con una sorpresa. Grazie all’impegno dell'illuminato Primo Cittadino  l’operatore (cioè la Società Nuova Immobiliare srl) si impegnava a realizzare alcuni interventi pubblici a proprie spese volti a riportare alla luce e valorizzare i reperti delle terme romane sottostanti il parcheggio a raso antistante il palazzo dell’ex Centro Pastorale. Da qui la beffarda esposizione di cartelli “Terme Romane, gli altri le abbelano, noi le riapriamo”. Restano  dubbi su come un operatore edilizio si impegni a riportare alla luce una parte di un area archeologica,  e seppellire definitivamente un’altra porzione della stessa, ma tant’è. 

Tutto quanto sopra descritto è sancito  nero su bianco nelle delibere pubblicate sull’albo pretorio.  Siamo sicuri?  In effetti  la delibera n.41 del 23/07/2015 espone un ordine del giorno nel quale fra le varie voci compare che:  “ nell’ambito dello stesso procedimento edilizio, è stata acquisita la disponibilità dell’operatore a realizzare alcuni interventi pubblici a sue spese per la valorizzazione di aree (archeologiche ndr) limitrofe al lotto dell’intervento”.  Quale sia il “procedimento edilizio” in questione la delibera lo indica all’inizio quando il Presidente rammenta   che “nel corso della discussione del punto precedente con oggetto :”Approvazione schema di convenzione tra il Comune di Frosinone e la Soc. Nuova Immobiliare s.r.l. per l’attuazione di un intervento edilizio di iniziativa privata, edificazione diretta, nell’ambito della zona “B” di PRG. Località De Mattaeis” ai sensi dell’art. 28 bis del T.U.E.” è stato presentato il seguente ordine del giorno”  Se la matematica non ci inganna il punto precedente al numero che identifica questa delibera (41) è il 40. Per cui il documento  in cui si descrive   Lo schema di convenzione tra il Comune di Frosinone e la Soc. Nuova Immobiliare s.r.l. per l’attuazione di un intervento edilizio di iniziativa privata, edificazione diretta, nell’ambito della zona “B” di PRG. Località De Mattaeis” ai sensi dell’art. 28 bis del T.U.E.  dovrebbe essere il  n.40. Provate a trovarlo? (Per eventuali tentativi cliccate QUI)  

Scorrendo l’albo pretorio nella pagina inerente le delibere del 23 luglio manca proprio  la  n.40. Dall’atto n.39 recante l’oggetto "RETTIFICA ED INTEGRAZIONE DELLA D.C.C. N.11 DEL 27 FEBBRAIO 2015",  Si passa al 41, quello  relativo all’ordine del giorno da applicarsi ad una delibera, la 40  appunto,  di fatto INESISTENTE.  La cosa interessante è che tutte le altre delibere (43-44-45-46-47-53), riguardanti concessioni edilizie ad altri operatori effettuate secondo le stesse modalità adottate per la Società Nuova Immobiliare srl,  sono presenti. Perché proprio il documento n.40 è sottratto alla consultazione dei cittadini contravvenendo ai dettami della legge 69/2009 sulla trasparenza?  Cosa c’è il dentro che non è consentito leggere? Forse che l’operatore  Nuova Immobiliare srl non ha alcuna intenzione di applicare l’ordine del giorno presente nella delibera 41,vanificando la buffonata dei cartelli esibiti dal sindaco e da alcuni consiglieri di maggioranza?  

Verrà mai pubblicata sull’albo la delibera 40? Forse quando la colata di cemento di 35000 mq sarà ormai ben salda sopra le terme e quindi sarà tardi impugnare il provvedimento con un eventuale ricorso al TAR?  Bisogna sapere infatti che a far data dal 1 gennaio 2011, hanno valore legale solo gli atti pubblicati on-line e non più in forma cartacea.   Per cui qualsiasi contestazione non può essere avanzata  fino a che il provvedimento non è sul sito. 

La vicenda della mancata pubblicazione  della delibera 40 sta  dimostrare come questa giunta faccia ampio uso di  sotterfugi,  finte dimenticanze, squallidi giochetti per portare avanti il piano di spoliazione degli interessi pubblici a vantaggio dei privati. Sindaco Ottaviani, mica siamo scemi su internet ormai ci sappiamo andare,  quindi ci risparmi questi deprimenti ed infantili espedienti per tirare avanti. Che titoli ha Lei per prenderci in giro? Come si permette! Noi, cittadini,  a differenza di qualche suo sodale,  non dormiamo da piedi e non meritiamo di essere trattati come deficienti. Lo tenga ben presente. 

sabato 5 settembre 2015

Sbloccare la Democrazia per far ripartire l’Italia

Coordinamento per la Democrazia Costituzionale

Diretta al Senato della Repubblica
Una martellante campagna rilanciata dalla grande maggioranza degli strumenti di informazione vuole convincerci che per sbloccare l’Italia c’è bisogno delle “riforme” costituzionali e istituzionali propugnate dal governo Renzi.
In realtà lo stravolgimento della Costituzione e del sistema elettorale, come della pubblica amministrazione e della scuola, non tendono a sbloccare l’Italia, ma convergono verso un unico fine, quello di “bloccare” la democrazia, mettere le ganasce agli istituti repubblicani che garantiscono l’equilibrio dei poteri e la partecipazione dei cittadini alla determinazione della politica nazionale. E per questa via restaurare una nuova forma di governo oligarchico, svincolato dal rispetto dei beni pubblici che la Costituzione ha attribuito al popolo italiano.
 La riforma elettorale, combinata con la controriforma costituzionale, che elimina il Senato come organo eletto dai cittadini e rappresentativo della sovranità popolare, che sottrae alle Regioni il governo del territorio, realizza un modello inedito di “premierato assoluto”, con un’inusitata concentrazione di potere nelle mani del Governo e del suo capo, attribuendo di fatto ad un unico partito —che potrebbe anche essere espressione di una ristretta minoranza di elettori— potere esecutivo e potere legislativo, condizionando, altresì, la nomina del Presidente della Repubblica, dei componenti della Corte Costituzionale e del Consiglio Superiore della Magistratura, organismi di garanzia fondamentali per la vita della democrazia come l'ha costruita la Costituzione nata dalla Resistenza.
 La centralità del Parlamento, posta da madri e padri Costituenti a presidio delle libertà dei cittadini, viene rovesciata. La fiducia, dopo questo stravolgimento, in realtà non andrebbe più dal Parlamento al Governo, ma dal Capo del Governo (che di fatto nomina la maggioranza dei deputati) al Parlamento. Così il Senato diventerebbe un organo del tutto posticcio, senza una reale autonomia, mentre la Camera dei Deputati sarebbe soggetta, in forza di un enorme premio di maggioranza, all’egemonia di un partito unico, nel quadro di un drastico ridimensionamento della rappresentatività popolare.
 È necessario fermare questo processo per sbloccare la democrazia, restituendo potere alle cittadine ed ai cittadini e riconducendo l’esercizio dei poteri nell’ambito della legalità repubblicana, che non prevede sedi parlamentari che non siano elette direttamente dal corpo elettorale, mentre è del tutto possibile differenziare i ruoli delle due camere, pur elette da cittadine e cittadini. Non si può consentire a un Parlamento, la cui composizione è stata giudicata illegittima dalla Corte Costituzionale perché non rispecchia la volontà espressa dagli elettori, di modificare, a colpi di una risicata maggioranza, le regole che garantiscono i diritti politici di tutti i cittadini.
 Per questo è importante che la controriforma costituzionale venga ripensata  -se non profondamente modificata-   ora nel suo passaggio al Senato che si presenta decisivo; per di più la sua bocciatura renderebbe ingestibile il nuovo sistema elettorale, concepito per un sistema monocamerale, aprendo la strada ad un reale cambiamento.
 Chiediamo a tutte le cittadine ed i cittadini che hanno a cuore la Costituzione e la democrazia di far sentire alta la loro voce di dissenso ai membri del Senato, in ogni città, in ogni collegio elettorale, chiedendo un voto per far ripartire l’Italia sbloccando la democrazia, senza cedere al ricatto dello scioglimento delle Camere , decisione che non spetta al Capo del Governo.
Roma, 3 settembre 2015
Pietro Adami, Cesare Antetomaso, Gaetano Azzariti, Francesco Baicchi, Mauro Beschi, Felice Besostri, Francesco Bilancia, Sandra Bonsanti, Aldo Bozzi, Giuseppe Bozzi, Antonio Caputo, Lorenza Carlassare, Claudio De Fiores, Enzo Di Salvatore, Anna Falcone, Antonello Falomi, Stefano Fassina, Gianni Ferrara, Tommaso Fulfaro, Domenico Gallo, Raniero La Valle, Giovanni Palombarini, Pancho Pardi, Livio Pepino, Franco Russo, Antonia Sani, Massimo Villone, Vincenzo Vita,  

“Dall’enciclica Laudato sì all’impegno per la salvaguardia della casa comune”

Comitato provinciale delle associazioni pacifiste di Frosinone , Comitato provinciale acqua pubblica Frosinone 

“Dall’enciclica Laudato sì’ all’impegno per la salvaguardia della casa comune” è il titolo di un interessante convegno che si svolgerà a Ferentino sabato 12 settembre dalle ore 9.30 alle ore 14.00 nell’Aula Magna del Liceo ‘Martino Filetico’. L’evento è organizzato dal Comitato provinciale delle associazioni pacifiste di Frosinone e dal Comitato provinciale acqua pubblica Frosinone con lo scopo di coniugare la parola di Papa Francesco con l'impegno concreto presso le nostre comunità a partire – ma non solo - dalla gestione dell'acqua.
Il programma è il seguente: ore 9.30 introduzione della Preside del Liceo ospitante, prof.ssa Bianca Maria Valeri; ore 9.40: Ascoltiamo il grido dei poveri e della terra, padre Alex Zanotelli; ore 10.00: La casa comune nell’enciclica Laudato sì’, Antonio de Lellis, consigliere nazionale Pax Christi e Attac; ore 10.20:  Dal diritto all’acqua pubblica alla gestione pubblica e partecipata, Maurizio Montalto, presidente Azienda Speciale ABC di Napoli; ore 10,40: Protagonismo consapevole delle Comunità per tutelare e restituire i beni comuni, Bengasi Battisti, Sindaco di Corchiano (VT), Coordinamento nazionale enti locali per l’acqua bene comune; ore 11,00:  ATO5 e comunità locali. Una questione di civiltà, Severo Lutrario,  Comitato provinciale  acqua pubblica di Frosinone; ore 11.30 dibattito; chiusura dei lavori alle ore 14.00. Modera Luigi Tribioli, sociologo, coordinatore del Comitato provinciale della associazioni pacifiste di Frosinone.

Si invitano a partecipare tutti i cittadini e gli amministratori della provincia di Frosinone.


venerdì 4 settembre 2015

APPELLO ALLA LOTTA CONTRO L'ACCORDO VERGOGNA SULLA RAPPRESENTANZA

Coordinamento No Austerity
Sostieni anche tu la campagna!
 
DIFENDIAMO IL SINDACALISMO CONFLITTUALE E DI LOTTA PER CONTRASTARE LE POLITICHE DI AUSTERITY, RAZZISTE, DI SFRUTTAMENTO E DI REPRESSIONE!
 
DIFENDIAMO LA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE E IL DIRITTO DI SCIOPERO!
 
Il 10 gennaio 2014 i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Ugl hanno firmato, insieme con i rappresentanti di Confindustria, un accordo ("Testo unico sulla rappresentanza") che azzera la democrazia sindacale nelle aziende private, estendendo - e peggiorando - il modello Fiat-Pomigliano a tutte le aziende private. Confindustria (poi anche Confcooperative, Lega Coop e Agci), Cgil, Cisl e Uil, Ugl con questo testo hanno deciso di cancellare la democrazia sindacale nei luoghi di lavoro.
 
Cosa prevede questo accordo?
 
Soltanto i sindacati che "accettino espressamente, formalmente e integralmente i contenuti del presente accordo" e i conseguenti regolamenti elettorali possono:
a) concorrere senza veti e limitazioni alle rsu/rsa;
b) partecipare (se considerati "rappresentativi" di almeno il 5% dei lavoratori di un settore) alla contrattazione collettiva e aziendale;
c) essere riconosciuti dalle aziende come sindacati rappresentativi ed aver diritto alle trattenute in busta paga.
In cambio di questo, i sindacati firmatari del Testo Unico sulla Rappresentanza devono rinunciare al diritto di indire liberamente lo sciopero e si impegnano a moderare l'ostilità contro le aziende, rinunciando di fatto alla lotta. I sindacati firmatari, infatti, non potranno più organizzare iniziative di sciopero o di contrasto contro un contratto/accordo (aziendale o nazionale) sottoscritto dal 50% + 1 delle rsu/rsa o dai sindacati maggioritari di categoria, salvo incorrere nella soppressione dei diritti sindacali e in sanzioni economiche che possono ricadere anche sui lavoratori. Addirittura, i sindacati firmatari non potranno organizzare proteste o scioperi durante le fasi di trattativa! E' un ulteriore attacco al diritto di sciopero nel lavoro privato, che si aggiunge alle già pesanti limitazioni nel pubblico impiego, nei trasporti, nella sanità e nei cosiddetti "servizi essenziali", settori dove non è possibile organizzare scioperi prolungati e che oggi subiscono un ulteriore attacco da parte del governo.
Firmare questo accordo significa contribuire alla distruzione del sindacato come strumento di lotta a difesa dei lavoratori e delle lavoratrici!
 
Un grave attacco ai diritti dei lavoratori e delle lavoratrici
 
Il Testo Unico attacca soprattutto i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, a cui sarà negata la possibilità di scegliere liberamente i propri rappresentanti sindacali nei posti di lavoro e che, soprattutto, rischiano di dover subire in silenzio accordi al ribasso, sia sul piano salariale che dei diritti.
Si tratta di un accordo liberticida che obbliga tutti i sindacati firmatari alla concertazione, cancella la democrazia della rappresentanza e il diritto di dissenso dei lavoratori, priva lavoratori e lavoratrici dei principali strumenti a loro disposizione per respingere gli attacchi dei padroni e del governo: gli scioperi e l'azione sindacale conflittuale.
 
Troppi sindacati lo hanno firmato!
 
Purtroppo, dopo una forte iniziale mobilitazione unitaria contro il Testo Unico - che ha coinvolto numerosi sindacati, dalla Fiom ai sindacati di base - e nonostante il successo della campagna contro la firma dell'accordo vergogna, promossa dal Coordinamento No Austerity e sostenuta da varie sigle sindacali e comitati di lotta, persino alcuni sindacati conflittuali hanno deciso di firmare il testo unico.
La Fiom si sta presentando nella maggioranza delle elezioni rsu e rsa sottoscrivendo i contenuti dell'accordo, dopo che la direzione nazionale Fiom ha abbandonato la battaglia contro la firma all'interno della Cgil. Persino le direzioni nazionali di Cobas Lavoro Privato, Snater, Orsa e recentemente di Usb hanno deciso di cedere al ricatto padronale, firmando questo accordo vergognoso.
Noi pensiamo che quanti più sindacati firmano questo accordo vergognoso tanto più si indebolisce la lotta contro il Jobs Act, contro i licenziamenti, contro il razzismo e contro tutte le misure governative di austerity e privatizzazione. I dirigenti sindacali che firmano l'accordo rinunciano di fatto a lottare per respingerlo e aprono la strada a una nuova legge contro il diritto di sciopero, di rappresentanza e di libera espressione: una legge già annunciata dal governo, che, come dimostrano le sempre più frequenti dichiarazioni di ministri e parlamentari, tenterà di cancellare ogni minimale diritto di dissenso.
 
Rilanciamo la campagna contro l'accordo della vergogna e per la difesa del diritto di sciopero!
 
Contro lo sfruttamento di padroni e governo i lavoratori devono organizzarsi autonomamente attraverso rappresentanti che siano espressione delle lotte e non con finti delegati, servi dei diktat aziendali, con le mani legate e privi di concreti strumenti di opposizione sindacale.
E' necessario e urgente rilanciare la battaglia contro l'accordo della vergogna sulla rappresentanza, parallelamente alla campagna contro la repressione delle lotte e del dissenso. Difendere il sindacalismo conflittuale e il diritto di sciopero è un primo fondamentale passo per una mobilitazione unitaria e coordinata contro le politiche di austerity imposte dal governo (tra cui il Jobs Act) e contro la privatizzazione di Sanità, Trasporti, Scuola (la cosiddetta "Buona scuola"), che speculano sul costo del lavoro e dismettono i servizi pubblici essenziali.
Mobilitiamoci a difesa dei diritti democratici e delle lotte antifasciste e solidali, contro il razzismo e contro il maschilismo!
 
Il nostro appello: firmalo anche tu!
 
I sottoscrittori di questo appello:
1) Chiedono a tutti i lavoratori e alle organizzazioni sindacali di lotta di mobilitarsi per la democrazia della rappresentanza e per il diritto di sciopero, combattendo l'accordo vergogna sulla rappresentanza e tutte le misure antisciopero.
2) Chiedono ai gruppi dirigenti nazionali di Fiom, Cobas Lavoro Privato, Usb, Snater, Orsa, di ritirare la firma al Testo unico sulla rappresentanza in qualsiasi istanza (nazionale, di categoria, aziendale) e agli attivisti sindacali delle organizzazioni sindacali firmatarie di non riconoscere nelle singole realtà aziendali la legittimità di elezioni rsu/rsa conformi all'accordo vergogna.
3) Sostengono e diffondono unitariamente tutte le iniziative, anche interne alle organizzazioni sindacali, contro l'accordo della vergogna, dando la disponibilità a costruire momenti di informazione per i lavoratori nei luoghi di lavoro e nei territori.
4) Rilanciano la battaglia contro il Jobs Act e contro tutte le politiche di austerity, razziste e autoritarie del governo Renzi!
 
 
Prime adesioni collettive all'appello:
 
No Austerity - Coordinamento delle Lotte
Confederazione sindacale USI
Cub Toscana
Cub Piemonte
Coordinamento Operai Cub Pirelli (Bollate)
Alp-Cub (Associazione Lavoratori Pinerolesi aderente alla Cub)
Flmuniti-Cub Ferrari
Cub Sur Modena
Coordinamento provinciale Flmu-Cub Frosinone
Cub Sanità Salerno dell'AOU Ruggi d'Aragona
Flmuniti Cub Parma
Allca-Cub Bolzano
Cub Caltanissetta
Cub Sanità Cremona
Rsu Cub Istituti Ospedalieri di Cremona
Attivisti Cub Vicenza
Slai Cobas Tpl Toscana
Slai Cobas - Coordinamento provinciale di Chieti
Slai Cobas - Coordinamento provinciale Termoli-Campobasso
Rsa Fiom Ferrari
Rsu Fiom OM Carrelli Bari
Il sindacato è un'altra cosa Opposizione Cgil (Cremona)
Rsa Fisac-Cgil Equitalia Nord - Cremona
Rsu Fiom La protec di S.Giovanni in croce
Operai Fiat Irisbus Resistenza Operaia
Si.Cobas Esselunga di Pioltello
Lavoratori delle cooperative in lotta
Usb P.I. Vimodrone
Coordinamento Pugliese Lavoratori in Lotta
Precari della scuola in lotta
Coordinamento Migranti di Verona
Operaie Jabil-Nokia di Cassina de' Pecchi
Rete di sostegno attivo Jabil-Nokia-Siemens
Associazione Mariano Ferreyra
Donne in Lotta di No Austerity
Associazione Terra Nuestra (Donne Immigrate)
Rsu 47 personale di bordo Firenze, Trenitalia
CUB Rail
 
Manda la tua adesione a questo appello scrivendo a
info@coordinamentonoausterity.org
 indicando nome, cognome, città, eventuale sindacato o incarico sindacale
o organizzazione di appartenenza.
E' particolarmente importante mandare adesioni collettive
(sindacali, di lotta, politiche, associazioni, ecc).
 
 
I DIRITTI SINDACALI NON SI SVENDONO!

Trattando come invasori i rifugiati bisognosi di aiuto rischiamo di perdere la nostra umanità

Robert Fisk
La Grande muraglia cinese, le mura di Roma e di ogni città medievale, la linea Sigfrido, la linea Maginot, il Muro Atlantico; nazioni, imperi, dittature, democrazie, hanno usato ogni catena di montagne o fiume per non fare entrare   gli eserciti stranieri. E adesso noi europei trattiamo le masse povere e accalcate, i perfetti innocenti di Siria e Iraq, di Afghanistan ed Etiopia, come  se fossero invasori stranieri decisi a saccheggiare e a soggiogare la nostra sovranità, la nostra patria verde a gradevole.
Fili spinati lungo il confine ungherese. Fili spinati a Calais. Abbiamo perduto l’unica vittoria che gli europei hanno appreso dalla Seconda Guerra Mondiale – la compassione?
Dato che il nostro cliché è di dire al mondo che la “crisi” dei rifugiati è la più grande dalla fine della guerra, mi sono ricordato del modo in cui Winston Churchill reagì alle colonne di profughi tedeschi in fuga attraverso le nevi dell’Europa orientale nel 1945 prima dell’avanzata dell’Armata Rossa vendicatrice. Questi, ricordatevi, erano i civili del Terzo Reich – coloro che avevano portato al potere Hitler, che si erano rallegrati per i barbari genocidi della Germania e delle vittorie militari su nazioni pacifiche. Erano le persone di una nazione colpevole che si trascinava verso l’Anno Zero. Sono passati anni da quando lessi la lettera che Churchill scrisse a sua moglie Clementine, mentre stava andando alla conferenza di Yalta nel febbraio del 1945.
Ma questo fine settimana l’ho cercata, ed ecco la parte cruciale: “Sono libero di confessarti che il mio cuore è rattristato dai racconti delle masse di donne e bambini tedeschi che fuggono verso ovest lungo le strade di qualsiasi luogo, in colonne lunghe 65 chilometri, davanti agli eserciti che avanzano. Sono chiaramente convinto che se lo meritano, ma questo non  rimuove la situazione dal proprio sguardo. L’infelicità dell’intero mondo mi sconvolge e temo sempre di più che possano nascere nuove lotte da quelle cui stiamo ponendo fine con successo.” Churchill avrebbe chiamato il suo sentimento “magnanimità”. Era compassione.
Incredibilmente, è la Germania – la nazione dalla quale decine di migliaia di profughi scapparono davanti alla Seconda Guerra mondiale, e davanti ai cui eserciti sarebbero fuggiti a milioni dopo l’inizio del conflitto – che è ora la destinazione prescelta per le centinaia di migliaia di masse  accalcate che attraversano a piedi l’Europa. La generosità della Germania brilla come un faro accanto alla reazione del PR (Public Relation)  Dave [Cameron]  e dei suoi amici. Il nostro Primo Ministro non ha  mai letto Churchill? Oppure ha letto troppo Tennyson? Gli piace citare un verso dell’Ulisse di Tennyson:
“Lottare, cercare, trovare e non cedere” che era scritto sul muro del villaggio degli atleti alle Olimpiadi di Londra del 2102. Mi chiedo se gli sia piaciuto anche il sonetto preferito dello stesso Tennyson, in cui il nostro Poeta di Corte dell’epoca vittoriana gioisce per i “guerrieri montenegrini che respingono lo sciame/dell’Islam turco…” Una bella parola “sciame”. “Un buon inizio ma è una brutta etichetta,“  come lo stesso Churchill aveva avvertito in un messaggio scritto prima della guerra a Hitler riguardo al disprezzo del  Führer  per un altro popolo ignorante.
Più di 30 anni fa ho incontrato a Gerusalemme quel principe dei giornalisti, James Cameron. Aveva difeso i miei servizi sull’Irlanda del Nord e così era un mio eroe – ma anch’egli, come Churchill, era un uomo di grande compassione. Ho pensato a lui non molto tempo fa quando mi lamentavo di un altro gruppo di ragazzi siriani profughi, “selvatici” che mi avevano inseguito lungo una strada di Beirut. Quasi 40 anni fa Cameron  riferiva per la BBC di un’altra massa di profughi che cercavano la salvezza su imbarcazioni non adatte a navigare.
“E’ stato un compromesso giornalistico disonesto chiamate i profughi vietnamiti “the ‘boat people’,” (https://it.wikipedia.org/wiki/Boat_people), ha scritto nel suo articolo, “che ha un suono quasi rassicurante, come se si trattasse di persone che fanno una vacanza in  crociera. I profughi…sono fuggiaschi, fuggitivi, vittime, i perduti e i soli… Profughi ebrei, profughi arabi, profughi tedeschi, profughi indiani, profughi pachistani, profughi russi, profughi del Bangladesh, profughi coreani.” Cameron ricordava gli Ugonotti del 17° secolo che erano fuggiti in Gran Bretagna, gli ebrei perseguitati che erano fuggiti dall’America nel 1900.
E poi Cameron è arrivato vicino a un momento da  “PR Dave”. “In quei giorni il mondo era un luogo piuttosto vuoto; c’era spazio dovunque per lo straniero senzatetto. In qualsiasi posto in cui uno straniero potrebbe desiderare rifugiarsi, è ora sovrappopolato e ha già problemi suoi.” “E alcuni profughi sono avari, alcuni si stanno salvando la pelle, altri sono su un  carrozzone.  Devo però ancora incontrare un profugo bambino che abbia lasciato la patria per un motivo diverso da quello che era costretto a  farlo. ”Non c’era alcuna “ingiunzione divina”, asseriva Cameron, “che dica che si deve restare dove si è nati.”
I seguaci di Mosé non erano profughi, come lo sarebbero stati per 2000 anni, “fino a quando hanno sostituito il loro esodo con quello di qualcun altro?”
Un’ironia unica della nostra tragedia di oggi è che una nave della marina irlandese ha salvato la vita di migliaia di migranti naufragati a poche miglia dalla costa libica. Un secolo e mezzo fa, l’esodo causato dalla carestia in Irlanda aveva trascinato i profughi sulla costa del Canada; le navi erano piene di uomini, donne e bambini che stavano morendo o erano morti di tifo, ricevuti con compassione, ma anche con la paura che l’epidemia avrebbe contagiato la gente delle Province Marittime del Canada orientale.
E’ toccato a Pól Ó Muirí, il direttore dell’Irish Times in lingua inglese [quotidiano irlandese, n.d.t.), il cui stesso padre era stato un operaio edile emigrato in Gran Bretagna, farci notare, la settimana scorsa, quanti irlandesi avevano contribuito a costruire il tunnel della Manica, e di come oggi “i migranti stanno dall’altra parte, cercando di attraversarlo.”
Sì, “qualcosa andrebbe fatto” riguardo ai profughi,  ha detto Pól Ó Muirí in modo retorico dichiarandosi d’accordo.  Ma allora, e dal momento che mi piace l’ottima scrittura, dovete avere pazienza con me – ha aggiunto: “Tutta la faccenda è un poco spaventosa, non è vero, tutte quelle persone che si lanciano contro le recinzioni all’imboccatura del tunnel che la gente [della contea irlandese ] di Donegal ha contribuito a costruire…E’ stato quando la telecamera è arretrata per fare una panoramica di uomini che stavano in piedi e osservavano, con tutta la dignità che potevano mettere insieme, che improvvisamente mi sono reso conto che stavo vedendo… mio padre in Inghilterra… Anche voi vedete nelle loro facce la vostra famiglia? Guardate un po’ più da vicino. Non abbiate paura.”
Come si dice: la necessità non conosce alcuna legge. E neanche la compassione.

giovedì 3 settembre 2015

Se il lavoro è senza contratti

Rossana Rossanda. Fonte http://www.sbilanciamoci.info/

Bisogna riconoscere che nel zigazagare di Renzi fra un annuncio e l’altro c’è una stella polare che indica una rotta costante: ridurre per l’impresa il costo del lavoro, costringere per legge i salariati ad accettarlo. Non è bastato il Jobs Act? Adesso senza il nome inglese c’è il tentativo di far fuori la contrattazione nazionale riducendo l’orizzonte del negoziato all’impresa. Insomma di far fuori finalmente il contratto nazionale.
Dei ritorni al passato è l’esempio più clamoroso: un lavoratore di Brescia e uno che faccia lo stesso lavoro a Catania saranno pagati diversamente, e già la stampa aggiunge che è giusto perché mille euro al nord valgono meno che al sud, o almeno così si dice. Siamo al ritorno delle vecchie gabbie salariali che un governo diretto dal Pd ripropone. È la risposta a Saviano e ai dati pubblicati dalla Svimez: al sud i padroni potranno pagare di meno. Perché non riconoscere per legge il caporalato? Anzi la schiavitù? Non ci sarebbe nulla di più flessibile. Anzi le stesse gabbie salariali possono non essere troppo rigide, meglio che la contrattazione del lavoro e relativi rapporti di forza diventino variabili in campagna e in città, dove il sindacato è forte e dove è debole. E le donne, alcune leader delle quali lo propongono in nome della differenza femminile, si mettono alla testa di questo ulteriore passo in avanti nella modernizzazione dei rapporti sociali.
Il Jobs Act ha dimostrato che la sinistra non sa più neanche leggere, e del resto era scritto in modo ingarbugliato; questa misura sarà invece più semplice e del resto nella mente dei proletari è diventato corrente il pensiero che gli operai non esistano più; e nemmeno l’insistenza a pagarli di meno del governo Renzi dimostra che non siano puri fantasmi di una passata ideologia.

Non puoi odiare le radici senza odiare l’albero II parte

Wu Ming, tratto dal libro "New Thing" Einaudi editore

per la prima parte clicca  QUI


Entra nel centro del suono spontaneo che vibra di sé stesso come nel suono continuo di una cascata oppure, mettendo le dita nelle orecchie, intendi il suono dei suoni e raggiungi Brahman, l’immensità.

Vijnanabhairava Tantra, 38


IL DIRETTORE Gli omicidi del Figlio di Whiteman. Se ne occupò Sonia, Sonia Langmut. Nel ‘67 aveva ventitre o ventiquattro anni. Non saprei dirti come rintracciarla. Non so nemmeno se è viva. Quell'estate si licenziò dal giornale e partì verso l’Ovest. Non la rividi mai più. Un anno dopo, un nostro inviato alla Convention dei Democratici a Chicago disse di averla vista in un picchetto di donne di fronte all’Hilton, e poi in mezzo agli scontri di fianco a Abbie Hoffman, Jerry Rubin e altri leader della protesta. Ma forse è meglio cominciare dall’inizio.

GREEN MAN Il giardinaggio è sempre stato la mia passione, sono cresciuto con l’amore per le piante, conosco ogni foglia del Brooklyn Botanic Garden, ci porto sempre i parenti in visita dalla Georgia. Tra i jazzisti e jazzofili neri il mio era un lavoro strano, ma per me jazz e giardinaggio erano un tutt’uno, perfetta armonia. Al Prospect Park, vicino allo zoo, sentivo richiami d'ogni specie d’uccello e mammifero. Orchestrazioni in forma libera, improvvisazioni collettive di amadriadi macachi fringuelli pellicani, vento tra le foglie e zac! di cesoie, voci di pic-nic e traffico lontano. Cercavo di isolare ogni suono e ricondurlo alla fonte. Avevo l’orecchio fino, se diventavo ingegnere del suono non avevo niente da invidiare a Van Gelder. Più avanti negli anni, quando tipi come Albert Ayler dicevano di voler andare oltre le note per concentrarsi sui suoni, capivo bene cosa intendevano. Ayler e la sua donna, alla fine degli anni Sessanta, andavano a suonare al Prospect Park. Un pomeriggio la polizia li fece smettere perché facevano troppo baccano. Per poco non li arrestavano. Io la scena non la vidi, all’epoca ero già in prigione.


BLOOD WILL TELL Sonia Langmut? Certo, la conoscevo.

ROWDY-DOW Pensa a quello che succedeva intorno, pensa al Potere Nero, a Malcolm, Muhammad Ali, Stokely Carmichael, Huey P. Newton e le Pantere. Eravamo come loro, dissotterravamo asce di guerra di secoli prima, asce di guerra timbriche, tonali e ritmiche. Se il Potere nero avesse vinto, se sbirri e federali non avessero ammazzato i fratelli uno per uno, e se i ragazzi dei ghetti non fossero stati rimpinzati di eroina…

BLOOD WILL TELL Sonia era una ragazzona bianca di upstate New York, cresciuta dalle parti di Albany. Genitori tedeschi scappati dal nazismo. Socialisti, mi pare. Non l'avresti definita “bella”, ma aveva capelli rossi e occhi verde scuro. Lentiggini dappertutto. Insomma, la notavi. Scriveva di musica sul Brooklynite, rimbalzava da un club all’altro ed era immersa nella new thing. Quando mi intervistava, faceva domande tipo: - Che rapporto c’è tra il tuo modo di improvvisare e la scrittura automatica dei surrealisti francesi? - o altre che cominciavano così: - Nei Manoscritti economico-filosofici del 1844, il giovane Marx scrive che... - Però era molto simpatica e aveva un gran cervello. L’ultima volta la vidi al funerale di Trane. Quell'estate lasciò la città.
Da più di trent’anni, ogni tanto incontro qualcuno che ha incontrato qualcun altro che all’epoca l'ha vista nella tale o nella tal’altra comune, o a una famosa manifestazione. In ogni caso, non so dov'è adesso. Non so neanche dirti se è viva. Temo dovrai spostarti parecchio a Ovest se vuoi tentare di rintracciarla.

ROWDY-DOW Ci si misero tutti a soffocare la nuova musica prima che potesse diventare altro. Fred Hampton delle Pantere di Chicago fu ammazzato nel suo letto, gli sbirri gli spararono mentre dormiva. Ricordo una foto della stanza: per terra c’era la copertina di un LP imbrattata di sangue e materia grigia. Out To Lunch di Eric Dolphy. Pensai: le Pantere ascoltano la nostra musica. Siamo tutti una cosa sola. La cosa nuova.

IL DIRETTORE Sonia la incontrai nel ‘64, proprio a una serata del quartetto di Trane. Non ricordo se era il Birdland o il Vanguard. Non poteva non attirare l’attenzione: una ragazza sola in un locale alle ore piccole, non bellissima, aria un po’ hippie, seduta accanto alla batteria di Elvin Jones con in grembo un registratore a bobine, marca europea...

BLOOD WILL TELL Butoba MT5, fabbricazione tedesca. Il famoso Butoba di Sonia Langmut.

IL DIRETTORE Batteva il ritmo col piede, canticchiava le note dell’assolo di Trane una frazione di secondo dopo che uscivano dal sax. Era uno di quei pezzi “Trane & Elvin”, solo sax e batteria. Trane non la sentiva, perso nell'assolo. Credo che nessun altro la sentisse, a parte me e Jimmy Garrison, che ogni tanto la guardava, sorrideva e scuoteva la testa. Chiacchierammo un po’ al bar e le diedi il mio biglietto da visita.
Qualche tempo dopo, quando già lavorava per il giornale, mi fece ascoltare quel nastro. Si sentiva quasi solo Elvin che spargeva olio di gomito, e Sonia che canticchiava gli assoli. Che te ne pare di una che va ai concerti del John Coltrane Quartet per registrare se stessa? E non sbagliava una nota! 

THUMBTACK Hai presente Fear and Loathing in Las Vegas, la parte della conferenza federale sulle droghe? A un certo punto c’è una pausa, il Dr. Duke e il suo avvocato prendono in mezzo uno sbirro di provincia, uno dell’Est, gli raccontano quant’è dura per le forze dell’ordine a Los Angeles e gli propinano una storia di crimini satanici, gente che beve sangue umano come fosse latte. Gli spiegano che l’unico modo per contrastare le sette di pazzoidi è decapitare i prigionieri, la polizia di L.A. ha cominciato a farlo ufficiosamente. Lo sbirro dell'Est è sempre più sconvolto, il Dr. Duke racconta dell’irruzione nella fattoria di Manson nella Death Valley: degli adepti sono riusciti a fuggire e sono scomparsi fra le dune, nudi come vermi e armati fino ai denti. Prima o poi si rifaranno vivi. Lo sbirro di provincia commenta: - Non pensavo che le cose fossero tanto sfuggite di mano in questo Paese...
Ecco, anni prima di leggere quelle righe di Hunter S. Thompson,  noi già lo pensavamo. Il governo, o chi per loro, decapitava ufficiosamente. E’ quello che successe al Black Panther Party, e non solo a loro.

HEAVY LEGS Dopo un po’ vennero fuori, a New York e Chicago, musicisti neri che volevano compiacere i critici bianchi, nelle interviste citavano Stockhausen, Webern, Varése, Schoenberg e altri crucchi che non mi ricordo il nome. Anche Ornette, tutte le sue chiacchiere incomprensibili, la “musica armolodica”, pure lui ha composto sinfonie, sonate, quella roba là. Voleva essere preso “sul serio”.  Se c’è gente che ha suonato per gli intellettuali bianchi, sono proprio quelli del free. Un bel po' di quella roba era merda, a un certo punto tutti pensavano di poter improvvisare per ore, niente beat, niente linea di basso, niente saper suonare, e si sentivano dei grandi, davvero radicali, come i bimbi che petano e ruttano per fare arrabbiare la mamma. Quella roba ha dato una mazzata al jazz. Gli impresari non volevano più saperne e i fratelli quei dischi non li compravano, perché avrebbero dovuto? Se vuoi sentire gente che s’incazza e strombazza, puoi metterti alla finestra all’ora di punta.
A Boston le sommosse dopo l’omicidio del dottor King scemarono perché i fratelli volevano vedere James Brown alla tivù. Avessero trasmesso Cecil Taylor, chi l’avrebbe cagato?

THUMBTACK Nel settembre del '69 J. Edgar Hoover dichiara al New York Times che le Pantere Nere sono “la più grande minaccia alla sicurezza interna del Paese”. Già da un anno l’Fbi ha sguinzagliato i cani del "Cointelpro" nella guerra psicologica contro il movimento nero. “Cointelpro” vuol dire “Counterintelligence Program”, l'avevano messo su negli anni ‘50 per neutralizzare il partito comunista, poi l'hanno usato contro la Nuova Sinistra e il movimento per i diritti civili.
Gli uomini del Cointelpro usano ogni sporco trucco per sabotare, screditare e distruggere il Black Panther Party e altre organizzazioni afroamericane: provocano, infiltrano agenti, producono falsi volantini e falsi giornali, inventano calunnie sui leader delle Pantere, amplificano ogni scazzo interno, addirittura ammazzano o fanno ammazzare membri del partito. Mica me l'invento io: tutto nero su bianco, si sa da trent'anni. 


W.CH. Non c’era solo il Cointelpro: ogni dipartimento di polizia aveva il suo ramo operazioni speciali, che infiltrava e sabotava in collaborazione, in concorrenza o all’insaputa dei federali. La sezione newyorkese delle Pantere era infiltrata dal Boss, il Bureau of Special Services del Nypd.

THUMBTACK Nel '71 la stampa mette le mani su documenti trafugati in una sede Fbi della Pennsylvania, e scopre l’esistenza del Cointelpro. Nel '76 una commissione d’inchiesta del Senato conclude che l'Fbi ha impiegato, cito pari pari, “tecniche intollerabili in una società libera”, si è “impegnato in tattiche illegali" e ha “risposto a problemi sociali che hanno radici profonde fomentando la violenza e il conflitto”. Bene, e adesso? Hoover sta già marcendo all'inferno ma qualche funzionario pagherà, no? Qualcuno verrà incriminato, c'è chi darà le dimissioni, insomma, sanzioni di qualche tipo, no?
Per un cazzo. Non succede niente. Tutti i culi sono salvi e restano dov'erano, Dio benedica l'America.
Pensiamo a quanto si è scritto e si continua a scrivere su una minchiata come il Watergate. In fin dei conti, cazzo aveva fatto lo staff di Nixon? Aveva spiato i Democratici e scherzato un po' in campagna elettorale. Robetta, rispetto a quel che ha fatto il governo ai dissidenti. L’Fbi ha reso pubblica solo una piccola parte del materiale, il resto è ancora top secret per “questioni di sicurezza nazionale”. Su tutte le porcherie un rapporto completo non l'avremo mai, ma quello che si sa fa già venire il vomito. Chi può dire che dietro gli omicidi del Figlio di Whiteman non ci fosse la longa manus del Cointelpro, degli sbirri o di qualche altro ramo dell’intelligence? 
Oggi in America c’è un Cointelpro dietro ogni angolo, sanno anche il coloro della tua merda, quella di ieri e quella di stamattina.
Questa storia va ben oltre il free jazz.

scelta dei video a cura di Luciano Granieri