Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

domenica 8 maggio 2011

Il vero video di OSAMA BIN LADEN VIVO

a cura di Luciano Granieri

Anche a noi, piccolo blog popolare di quartiere , ogni tanto riescono degli scoop di rilevanza mondiale. Grazie ad alcuni nostri inviati , dei quali mai riveleremmo il nome , infiltratisi segretamente  in  alCIAida (si avete letto bene non al queda ma alCIAida) e  nelle cellule massoniche degli  "ILLUMINATI"  siamo riusciti ad entrare in contatto con l'agente Abdullah 1408Hariri (nome in codice)  che ci ha fornito il video che segue.  Si vede Osama ancora vivo e vegeto  che farnetica di una possibile terza guerra mondiale che avverrà in estate. Dunque risulta evidente che la notizia dell'uccisione dello sceicco del terrore è UNA BUFALA COLOSSALE un False Flag, come si dice in gergo. 
L'Agente Abdullah 1408Hariri accompagna il video con una breve descrizione. STRABUZZATE GLI OCCHI. E APPIZZATE LE ORECCHIE.
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Cari compagni , Osama Bin Laden è ancora vivo e vegeto e si è rivoltato verso  gli Illuminati e alCIAida.  Raccomanda all’opinione pubblica americana  di prepararsi per un attacco depistante  (attacco false flag):  la terza guerra mondiale imminente di questa estate! Osama dice fare scorta di cibo, acqua e beni di prima necessità! Osama è stanco di essere incolpato per la strage dell’ 11 settembre  ... Dice che 9/11 è stato un complotto di  alCIAda organizzato da Bush, Cheney e Rumsfeld, e non dai poveri  uomini arabi che pascolano    capre e pecore in Medio Oriente. Osama farà ulteriori dichiarazioni in futuro ... rimanete sintonizzati.  









Traduzione:


Salve amici miei, qui è Osama Bin. Sono qui per informarvi  che non lavoro più per alCIAida . Sono ancora vivo e vorrei farvi sapere che è necessario fare scorta di cibo e acqua perchè dovremmo sferrare  un devastante  attacco di depistaggio  (false flag attack) a breve termine . Potreste  chiedermi perche  sto rivelando queste cose?  Perchè gli illuminati non mi considerano più. Mi hanno  già ucciso nove volte e mi sto strancando di vedere mie  foto false   sui giornali . Quindi miei cari amici americani non credete a nulla di ciò che il governo americano vi dice sull’11 settembre. Quello fu un complotto in cui io non c’entro nulla. alCIAida  mi ha promesso soldi per organizzare un attentato ferroviario ma sono malato e stanco....e non mi va di seguire il delirio degli americani


sabato 7 maggio 2011

Frosinone contro il nucleare

Luciano Granieri

Sabato 7 maggio presso i locali della Cia (Confederazione Italiana Agricolturi), si è svolta la conferenza di presentazione alla stampa del “Comitato territoriale di Frosinone, fermiamo il nucleare”. Il comitato si pone l’obbiettivo di promuovere il referendum contro la politica nucleare scelta dal governo che si terrà il 12 e 13 giugno insieme ai quesiti sull’acqua pubblica e sul legittimo impedimento . Questo è un  movimento  nato spontaneamente integrando  partiti, associazioni, ma soprattutto liberi cittadini che consapevoli dei rischi che la scelta energetica del nucleare comporta in termini di attentato alla salute umana, e al territorio, hanno deciso di unire le loro forze per scongiurare tale sciagura. La difficoltà di promuovere le ragioni del SI all’abrogazione del nucleare risulta ingigantita dalla recente politica anti-democratica del governo. Solo ieri Il consiglio di vigilanza Rai ha approvato il regolamento di divulgazione dei temi legati al referendum, lasciando un vuoto informativo enorme che sta a tutti noi riempire.  Un altro obbiettivo del “Comitato Territoriale di Frosinone, fermiamo il nucleare” si è aggiunto nello sviluppo della vicenda referendum,  quello di non farsi scippare il referendum da un governo impaurito che sta tentando con un decreto approssimativo non rispondente allo spirito dei promotori referendari, di disinnescare una bomba che è contro il nucleare, ed è una bomba di civiltà.  “Nonostante sia in atto una campagna  di oscuramento e disinformazione sul nucleare senza precedenti” ha dichiarato  il portavoce del comitato Marco Campagna ”non è assolutamente vero che il Governo ha rinunciato alla costruzione di Centrali Nucleari nel nostro Paese. Infattii “prosegue il portavoce” l’unico obiettivo dell’Esecutivo è quello di impedire agli italiani, che secondo i sondaggi più recenti sono contrari per il 75% al nucleare , di esprimersi sul futuro energetico del proprio Paese. Ma ciò non avverrà, visto che un eventuale annullamento del referendum risulta ormai impossibile. Esistono troppe verità che continuano ad essere sottaciute contro gli interessi, la salute ed il futuro dei nostri concittadini, e noi del Comitato “Fermiamo il nucleare” vogliamo contribuire a squarciare questo velo di silenzi e falsità”conclude il portavoce Marco Campagna.  Di seguito riportiamo le interviste di  Marco Campagna e dell’assessore all’ambiente del Comune di Frosinone Prof. Francesco Raffa, il quale tiene a sottolineare come l’amministrazione cittadina rifiuti ogni tipo di politica energetica legata al nucleare.




Sciopero e story telling

Luciano Granieri


The day after lo sciopero del 6 maggio a Frosinone merita oltre che il contributo fotografico-musicale alcune riflessioni. E’ bastato il timido stormir di fronda della Cgil,  che è riuscita dopo lungo travaglio  ad indire uno sciopero generale di sole quattro ore, per risvegliare le masse ciociare  sopite da una vita  medio- borghese, popolata  dal  gratta e vinci, e cambiali, ma povera di certezze nel futuro. La grande partecipazione alla manifestazione del 6 maggio dimostra quindi che sotto la cenere del “tutto va bene madama la marchesa”  cova un brace più che bollente, pronta a eruttare e a travolgere tutto. Ciò  è naturale se si considera la transizione, indotta dalla globalizzazione,  del nostro territorio da comparto agricolo a zona altamente industrializzata. Grazie alle prebende che vari governi, nazionali e locali,  hanno elargito  a industrie e multinazionali , i contadini ciociari sono  diventati operai entrando  nella moltitudine  fabbriche che hanno invaso il territorio.   Hanno lasciato i loro campi che venivano inesorabilmente distrutti dalla cementificazione selvaggia. Quindi  la legge brutale del capitale ha prodotto la delocalizzazione delle imprese verso altri lidi.  Questi manager illuminati, dopo aver investito gli ingenti   fondi pubblici in  speculazioni finanziarie, pieni di soldi scippati alla comunità,  hanno smantellato baracca e burattini, sono scappati via secondo la logica del “PRENDI I SOLDI E SCAPPA”. L’operaio, ex contadino, ciociaro si è ritrovato  senza fabbrica, senza terra, con enormi ecomostri carichi di amianto da smaltire. L’insoddisfazione latente  è stata soffocata da un quindicennio di story telling berlusconiano, per cui bastava essere intraprendenti, anche delinquenti se necessario, per raggiungere il successo. Qualcuno  ci ha creduto e  si ritrova indebitato fino al collo, quando non vessato dagli usurai, qualcun’altro ha preferito rimanere a stipendio subendo anno dopo anno il deperimento del proprio salario contro l’accresciuto orario di lavoro. Ed in quindici anni si è ritrovato a lavorare tutto il giorno e tutta la notte con una retribuzione che non gli consente di campare, qualora non fosse incappato nel perverso ingranaggio del licenziamento. Il progressivo deperimento delle condizioni di vita sta sempre più soffocando lo story telling del Cavaliere. E un minimo di condivisone sta coinvolgendo i poveri di oggi. Questi cominciano a capire che non è il caso di farsi la guerra reciprocamente ma di combattere la causa  vera della loro disperazione. Ecco dunque che  in Ciociaria  e in tutta Italia, lo sciopero di quattro ore diventa di otto. Le maestranze della Videocon, della Siap Man made,  della Fraschetti e di molte altre aziende del territorio, cominciano a comprendere  quanto sia  fondamentale trasferire in piazza le rivendicazioni , a loro si uniscono studenti, insegnanti , ma anche piccoli imprenditori. Vedere tanta variegata gente in piazza dovrebbe convincere, i movimenti di opposizione ad operare finalmente in favore dei loro rappresentati e dovrebbe spingere i sindacati a tutelare i lavoratori invece di fare i passacarte del governo e di confindustria. In mancanza di questa presa  di coscienza il rappresentato senza rappresentanza si rappresenta da solo e non sempre in modo pacifico.




Foto: Fausta Dumano
Editing: Luc Girello
Musica: Por el Suelo, Por donde Salda el Sol,  Welcome to Tijuana,  Mala Vida 
            di Manu Chao

venerdì 6 maggio 2011

Dobbiamo pubblicizzare noi i REFERENDUM

Mariachiara Alberton





Ciao a tutti,  
confermo la necessità di questo passaparola, aggiungendo che si tratta di  informazione per riaffermare i diritti costituzionalmente garantiti . Il  dramma è che sembra la maggior parte della popolazione non sia consapevole di  quanto sta avvenendo.
Quello che Vi porto è solo un piccolo esempio. Sono una ricercatrice, mi  occupo di diritto ambientale e di risorse idriche. Ieri mattina dovevo  intervenire ad un programma RADIO RAI (programmato ormai da due settimane) per  parlare del referendum sulla privatizzazione dell'acqua e chiarirne meglio le  implicazioni giuridiche. 
'E arrivata una circolare interna RAI alle 8 di ieri mattina che ha vietato  con effetti immediati a qualunque programma della RAI di toccare l'argomento  fino a giugno (12-13 giugno quando si terrà il referendum), quindi il programma  è saltato e il mio intervento pure.
Questo è un piccolo esempio delle modalità con cui "il servizio pubblico"  viene messo a tacere e di come si boicotti pesantemente la possibilità dei  cittadini di essere informati e di intervenire (secondo gli strumenti garantiti  dalla Costituzione) nella gestione della res publica. Di fronte a questa  ennesima manifestazione di un potere esecutivo assoluto che calpesta non solo  quotidianamente le altre istituzioni, ma anche il popolo italiano di cui invece si fregia di esser voce ed espressione, occorre  riappropriarci della nostra  voce prima di perderla definitivamente. 

 Il referendum è evidentemente anche questo! 


RICORDATEVI CHE DOVETE PUBBLICIZZARLO VOI IL REFERENDUM... perchè il Governo 
non farà passare gli spot ne' in Rai ne' a Mediaset. Sapete perché ? Perché nel caso in cui riuscissimo a raggiungere il quorum lo scenario sarebbe drammatico per i governanti ma stupendo per tutti i cittadini italiani:
Vi ricordo che il referendum passa se viene raggiunto il quorum. E' necessario che vadano a votare almeno 25 milioni di persone

Il referendum non sarà  pubblicizzato in TV.

I cittadini, non sapranno nemmeno che ci sarà un referendum da votare il12 giugno.      QUINDI : I cittadini, non andranno a votare il referendum.
Vuoi che le cose non vadano a finire cosi ? Copia-incolla e pubblicizza il referendum a parenti, amici, conoscenti e non conoscenti.
Passaparola!

Referendum, 500 sì dalla società civile


Sono arrivate a 500 le adesioni all’appello "PER CAMBIARE
lanciato da quaranta esponenti di associazioni, sindacati, media e movimenti.
Per fermare le manovre del governo che vuole cancellare i referendum.
Per cancellare, sul serio, il nucleare, la privatizzazione dell’acqua e il “legittimo impedimento”.
Per mettere l’Italia sulla via di uno sviluppo più sostenibile e di una democrazia più partecipata.
Per raggiungere il quorum e per la vittoria dei SI ai referendum del 12 e 13 giugno 2011.

Per cambiare. Appello per i Referendum del 12-13 giugno 2011 è stato sottoscritto in pochi giorni da 500 cittadini e cittadine. L’appello e le 500 firme raggiunte sono pubblicati sui siti:
Le adesioni all’appello si raccolgono all’indirizzo mail

L’appello ha avuto tra i primi firmatari Giulio Marcon della campagna Sbilanciamoci, Tonio Dell’Olio di Libera, l’associazione antimafia, Maurizio Landini, segretario della Fiom Cgil, Rossana Rossanda, fondatrice del quotidiano il manifesto, Paolo Flores, direttore diMicromega, Paolo Serventi Longhi direttore di Rassegna Sindacale, Gianni Mattioli del Comitato Vota SÌ per fermare il nucleare, Flavio Lotti della Tavola della Pace, Mimmo Pantaleo segretario della Flc Cgil, Paul Ginsborg di Libertà e Giustizia.

L’appello denuncia le manovre del governo che vuole cancellare il referendum sul nucleare e oscura l’informazione sul voto. Chiede ai cittadini di trasformare il loro impegno nelle mobilitazioni degli ultimi anni – per il lavoro, i diritti, la legalità, la scuola, l’ambiente, la pace – in una partecipazione di massa al voto del 12-13 giugno.
“La politica istituzionale finora non ci ha ascoltato. Tutto questo può cambiare” sostiene l’appello. Con i referendum si può imporre alla politica “la volontà dei cittadini, riprendere il potere di decidere che tipo di democrazia e di sviluppo vogliamo avere”.

L’appello spiega le ragioni per votare SÌ ai quattro quesiti referendari:
• Il nucleare non serve all’Italia ed è inaccettabile dopo il referendum del 1987 che l’aveva rifiutato e dopo il disastro di Fukushima. Ora il governo – vista l’impopolarità del nucleare – ha fatto una retromarcia che potrebbe far saltare il referendum. È un primo parziale successo, ma la decisione del governo non dà garanzie per il futuro. Serve l'impegno perché i cittadini si pronuncino con il voto contro il nucleare.
• L’acqua non è una merce come le altre, è un servizio essenziale che non può essere lasciato ai privati.  Qui i referendum sono due: uno sulla gestione privata e l’altro sui profitti delle imprese – la legge prevede per i gestori un rendimento non inferiore del 7%. Anche sull’acqua il governo ha prospettato modifiche alla legge per evitare i due referendum senza fare marcia indietro sulla privatizzazione. Anche sull’acqua serve l'impegno perché i cittadini si pronuncino con il voto contro la privatizzazione.
• Il legittimo impedimento è un arbitrio del potere e la Corte costituzionale ne ha già abrogato le norme portanti; bocciando quel che resta della legge, metteremmo fine alle leggi “su misura” per evitare che Silvio Berlusconi affronti i processi in corso.

L’appello invita i cittadini a cogliere l’occasione dei referendum non solo per far sentire le proprie voci, ma per far valere il potere del proprio voto: “Un successo dei SÌ al Referendum costringerebbe la politica – sia del governo che dell’opposizione – a fare i conti con la volontà dei cittadini. L’impegno delle mobilitazioni sociali non si limiterebbe a manifestazioni finora inascoltate, ma cancellerebbe alcune delle peggiori leggi introdotte dal governo”.

I promotori annunciano una campagna d’informazione a sostegno di quella promossa dai Comitati per il SÌ, e una serie di iniziative in diverse città.

Per informazioni e iniziative:

Per saperne di più:

No ai tagli dei servizi sociali

Cgil Frosinone Funzione pubblica,    USB Frosinone


NO AI TAGLI DEI SERVIZI SOCIALI NEL COMUNE DI FROSINONE   

Assistenza domiciliare  
Centro Disabili
Gruppo Appartamento per minori
Centro sociale Anziani

Perchè sono sempre i più deboli a pagare le conseguenze di un irresponsabile taglio da parte della Regione e di questa Amministrazione Comunale?

Per il nuovo bando di gara non verranno assicurate neppure le ore di assistenza pari al 2010! Tutto questo significa riduzione di ore di assistenza agli utenti e tagli ai contratti di lavoro di tutti gli operatori del settore che da anni garantiscono professionalità e dedizione agli utenti assistiti!!!

Sosteniamo le ragioni dei più deboli e, quindi, di quegli utenti svantaggiati che rischiano di rimanere senza assistenza.
Chiediamo sostegno da parte dei cittadini di Frosinone, agli operatori che vedono messo in discussione il loro futuro occupazionale.
Chiediamo al Comune di Frosinone di reperire le risorse necessarie ad assicurare anche per il prossimo anno un livello di assistenza sociale almeno pari al 2010.