Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

domenica 22 dicembre 2013

Parte la scuola di formazione Don Gallo, a cura dell'Osservatorio Peppino Impastato

Osservatorio Peppino Impastato Frosinone

Siamo in una fase politica e sociale in cui i cittadini, vuoi per scelta, vuoi per rassegnazione, si trovano a subire passivamente decisioni imposte dalle èlite che giorno per giorno ne impoveriscono le condizioni di vita e ne determinano l’impossibilità di pensare minimamente ad un futuro possibile.  Questo processo parte dalle burocrazie finanziarie e a cascata si ripercuote sulle realtà nazionali fino ad arrivare ai contesti amministrativi delle singole città. Un sistema che incide profondamente la carne viva di donne e uomini assopiti in un limbo culturale. Uno stato di deprimente solitudine che spinge il singolo individuo ad aggrapparsi a qualsiasi elemento che possa sembrare utile a rimanere a galla. In particolare l’esasperazione favorisce le pulsioni  egoistiche  per cui si tende a  individuare come causa della propria precarietà  colui che  patisce le stesse sofferenze.  Impera uno stordimento generale,  in cui una nebulosa di false informazioni e narrazioni di impossibili successi,  contribuisce a  definire una costruzione del reale,  del assolutamente  tutto distorta.  Tutto ciò ha favorito la regressione delle comunità ad una fase pre politica, in cui si sono perse le prerogative di partecipazione alle decisioni della cosa pubblica, perché non si ha più la forza di rendersi consapevoli  delle dinamiche sociali e storiche,  dei risvolti amministrativi che determinano la nostra condizione.  Questo tipo di formazione nel secolo scorso era svolta dai partiti di massa. Nelle sezioni di partito,  ma anche nelle piazze attraverso, incontri pubblici, i cittadini venivano informati  su quale erano  gli scenari socio-politici in cui la comunità era immersa, sul come muoversi all’interno di  essi per difendere i diritti acquisiti e provare a conquistarne altri. L’Osservatorio Peppino Impastato, lungi da essere un partito politico, ma ponendosi l’obbiettivo di  promuovere e perseguire forme sempre più estese e diffuse di partecipazione e cittadinanza attiva per  conferire  ai cittadini una capacità di controllo e di  rafforzamento delle istituzioni democratiche repubblicane, propone un programma di formazione che inizierà a partire dalla seconda settimana di gennaio. Si tratta di incontri tenuti da   cittadini che, per attitudine,  esperienze di studio  , per professione, hanno acquisito delle competenze da condividere con altri cittadini.  Non  a caso in ogni incontro è previsto un dibattito sui temi proposti. Si ritiene così   di dare vita a momenti di confronto e condivisione dei problemi, atti a    rompere quella gabbia di individualismo e solitudine che attanaglia il vivere quotidiano e di fornire degli strumenti per tornare con consapevolezza ad occuparsi del funzionamento delle istituzioni. I temi che tratteremo riguarderanno: l’incidenza che ha avuto e che ancora ha  il fenomeno mafioso   e criminogeno sul tessuto economico e sociale del  Paese,  la  possibilità di progettare un nuovo sistema di welfare atto a smorzare il letale combinato disposto fra la crisi del lavoro e l’inadeguatezza delle attuali protezioni sociali, le modalità di lettura ed interpretazione dei bilanci comunali e delle istituzioni locali in genere ed infine la descrizione dei diritti di partecipazione e di rappresentanza che costituzionalmente appartengono al cittadino. Di seguito il programma degli incontri. Sono ancora da definire con precisione le date, ma non mancheremo di informare nel merito    non appena sarà deciso il calendario degli incontri.


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