Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

martedì 15 novembre 2011

CASORIA NON DIVENTERA’ UNA DISCARICA DI MORTE E DI VELENI!!! FERMIAMOLI !!!

http://napoli.indymedia.org

La Provincia di Napoli e i comuni dell’area acerrana, di cui Casoria fa parte, hanno firmato un accordo di programma sulla gestione dei rifiuti che prevede la costruzione di ben due discariche nel comune casoriano. Il Sindaco Carfora, tenendo all’oscuro un’intera comunità, con un blitz, ha dato l’OK per la realizzazione di un ennesimo disastro ambientale. L’amministrazione Carfora, e il suo assessore all’ambiente Tignola, nel periodo della campagna elettorale hanno sbandierato ai quattro venti la loro azione in materia ambientale, propagandando la raccolta differenziata e il rifiuto zero, addirittura proponendo alternative ambientali ecosostenibili, ed ora a distanza di qualche mese dall’insediamento al governo della città, in piena “COERENZA” con le belle parole spese, regala gratuitamente ai cittadini due discariche velenose sul territorio. I cittadini casoriani, stanchi dell’emergenza rifiuti che regna da decenni, con grande abnegazione e merito, hanno consapevolmente contribuito al raggiungimento degli obiettivi della raccolta differenziata, facendo diventare Casoria una città virtuosa, e come ricompensa, a questo grande sforzo, lo scellerato Sindaco punta a far diventare Casoria la città dei veleni. Queste due discariche decise nell’accordo di programma sono state individuate nelle zone della circumvallazione esterna e in via G. Pascoli nel quartiere Casoria – Cittadella – Arpino. Casoria già massacrata negli anni dalle dismissioni di aree industriali chimiche, tessili e meccaniche che non sono mai state bonificate, facendo aumentare le percentuali di malattie tumorali del 20%, si ritrova oggi questa amministrazione comunale che vuole continuare a distruggere l’ecosistema già provato e inquinato imponendoci un ulteriore progetto assassino. Anche se non esistono i requisiti ambientali tecnicamente adeguati, le discariche saranno comunque allestite, “grazie” alla possibilità di avvalersi delle deroghe che facilitano, con i poteri commissariali, di decidere comunque di realizzare gli ecomostri. Non barattiamo i veleni con le proposte reali ed ecosostenibili, proposte come la realizzazione sul nostro territorio di un centro di raccolta tipo Vedelago (Tv) sito di trattamento meccanico per il recupero della frazione secca inerte e valorizzazione del materiale lavorato, proposto dal Movimento di Lotta per il Lavoro USB, incentivare di più la cittadinanza a fare la differenziata con la diminuzione della Tarsu (Tassa rifiuti soliti urbani), iniziative di comunicazione ed educazione tendenti a rifiuti zero, adesione al Protocollo di Paul Connett. I Promotori “Comitato Casoria NO DISCARICHE” chiedono fortemente alla cittadinanza tutta di mobilitarsi immediatamente per scongiurare definitivamente l’idea delle discariche della morte sui nostri territori, nè a Casoria nè altrove, la nostra lotta sarà dura e determinata nella difesa della salute e dell’ambiente.


NESSUNA DISCARICA SARÀ FATTA A CASORIA! NE’ ORA NE’ MAI!





Frosinone. Servizi scolastici: si procede a vista

Paolo Iafrate

Dopo giorni di riflessione e incontri tra le scuole e la dietista e la Serenissima e il comune eccoci al dunque.
Oggi nell'incontro tra i rappresentanti dei genitori si è deciso di cambiare alcune modalità tra cui il menù.
Non ci sarà il piatto unico; l'insalata per secondo; tornerà la carne rossa Venerdì mattina ore 9.30 comunque il Comune (l'ass.re Langella) convoca in aula consiliare le rappresentanze dei genitori, penso, per illustrare questi cambiamenti e altro.
Dal lato del costo dopo varie interpretazioni si è giunti alla conclusione che i pasti non utilizzati vengono "rimborsati" il mese successivo, mentre ancora vige il recupero dei pasti 2010-2011 a marzo 2012!!!!!!
Dal lato della suddivisione dei pagamenti per fasce isee, così come suggerito da Fulvio Pica , da una prima rilevazione sembra che circa il 50% paga il massimo della quota, a dimostrazione che un reddito medio è dato come alto. Su questo ci ritorniamo. Speriamo di essere giunti al dunque, anche perché dai prossimi giorni ci sarà un nuovo punto all'ordine del giorno, la scomparsa dei singoli circoli a fronte degli istituti comprensivi dalla materna alla media. Nuovo terreno di insoddisfazione, dove i genitori e i loro rappresentanti non sono stati coinvolti e che invece subiranno la riorganizzazione complessiva del percorso scolastico dei figli. Nel mentre si attendono le tecnostrutture per la mensa a De Matthaeis, come promesso, il Comune "invita" lago Maggiore ad abbandonare il plesso poiché l'impianto di riscaldamento non è riparabile e perché, udite udite, la scuola è senza uscita di sicurezza!  Insomma si procede a vista. Speriamo di non andare a sbattere violentemente.



lunedì 14 novembre 2011

Allarme Occupazione nel Lazio

Associazione Politico Culturale 20 ottobre


È un vero e proprio  allarme quello lanciato dal segretario provinciale della Cisl di Frosinone Maceroni e condiviso appieno dall’Associazione Politico Culturale “20 Ottobre” per voce di Oreste Della Posta: la situazione occupazione, sociale ed industriale della Ciociaria è drammatica. Siamo sull’orlo di una crisi senza ritorno.”

“Nella nostra provincia – dice Oreste Della Posta – abbiamo indicatori che testimoniano la gravità della situazione: una disoccupazione galoppante, imprese che chiudono, famiglie costrette a grossi sacrifici per arrivare alla fine del mese”.

“In tutto questo però – dice – la Regione Lazio non fa nulla, anzi, è in piena crisi di liquidità. Infatti, già del prossimo gennai, non sarà in grado di pagare 200 milioni di euro a Trenitalia e altri somme al Cotral. I pendolari ciociari se ne accorgeranno. Siamo veramente in una situazione drammatica.”

“in questo quadro  - afferma – è necessario che tutti noi facciamo la nostra parte, incominciando soprattutto da chi più ha. Come “20 ottobre” proponiamo subito in tavolo di confronto per avanzare proposte all’ormai immobile amministrazione Regionale. È necessario tagliare gli sprechi, chiudere con i finanziamenti a sagre e festicciole, chiudere con le enormi spese di rappresentanza e stanziare tutti questi soldi per onorare gli impegni economici e far ripartire imprese, consumi ed occupazione”.
15/11/2011, Frosinone

Cari compagni è necessario UN ATTO DI RESPONSABILITA'

Luciano Granieri, iscritto al  circolo Carlo Giuliani di Rifondazione Comunista di Frosinone 


Care compagne e cari compagni,
 l’Italia si sta consegnando mani e piedi, senza colpo ferire, al cinismo dei mercati e della speculazione finanziaria. I  burocrati della Goldman Sachs porteranno a termine la rivoluzione liberista  finendo,  come da copione,  il lavoro che  Berlusconi non è stato in grado di portare a termine perché troppo impegnato a curare gli affari suoi e delle proprie aziende.  Toccherà dunque ai guru  dell’alta finanza, targati  Goldman Sachs, imporre il potere incontrovertibile delle banche, appoggiati da una scandalosa compagnia di merende bipartizan che va da Di Pietro al Pd, al Pdl.  Altri 25 miliardi sono richiesti per raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2013, così  come vuole la Bce governata da un altro ex manager Goldman Sachs Mario Draghi. Soldi che saranno sborsati dai soliti noti  nella più completa tranquillità sociale assicurata da una possibile patrimoniale di facciata  e dall’attività di controllo dei sindacati di regime  (CGIL compresa)  e delle forze conservatrici  riformiste .  Alla luce di questi  fatti mi chiedo se non sia il caso di cambiare passo, di rompere gli indugi e di proporre al congresso un’ accelerazione verso la costituzione di un vero partito di classe  che difenda i diritti di un proletariato vessato il quale  ingloba, oltre gli operai, una  grande parte di ceto medio. Lo dico soprattutto ai compagni della prima mozione maggioritaria a livello nazionale. La convinzione  riportata nel documento, firmato dal segretario Nazionale Ferrero,  per cui:    “molta parte degli uomini e delle donne che volevano cacciare Berlusconi si sarebbero posti  il problema di costruire politiche alternative per fuori uscire dal quadro neo liberista “,  si è dimostrata e si dimostra  clamorosamente sbagliata. Da un lato le forze parlamentari che,  soddisfatte per le dimissioni del premier di Arcore,   siedono oggi al suo fianco  per appoggiare il governo degli agenti Goldman Sachs, dall’altro le folle che in piazza festeggiano la caduta di Berlusconi dimostrano di non  avere la minima idea di cosa significhi una lotta anticapitalista,  l’anima forcaiola prevale  su tutto. Alla luce di questo  ha ancora un senso promuovere  un “fronte democratico  tra le forze di sinistra e di centro sinistra per sconfiggere le destre e porre condizioni migliori per difendere e rilanciare la democrazia e la Costituzione”? Le  destre sono oggi  più forti che mai, non sono più rappresentata da Berlusconi,  ma dalla faccia più truce del capitalismo  e della finanza  internazionale e godono del pieno appoggio di quei soggetti con cui si voleva creare fronte comune per batterle.  E' ancora necessario difendere e rilanciare  la democrazia e la Costituzione soprattutto in questo momento in cui tutta l’operazione Monti, messa in atto scavalcando la volontà  popolare, si è sviluppata calpestando  completamente i cardini costituzionali con la complicità di quel centro sinistra con cui si vuole costruire un’alleanza . Berlusconi è stato battuto, MA NON LE DESTRE NE’ IL  LIBERISMO E IL CAPITALISMO.  La situazione è grave.  Li fuori c’e gente  che non ha  un lavoro o, se ce l’ha, non riesce ad arrivare a fine mese, ci sono insegnanti offesi nella loro dignità di docenti, studenti  a cui è destinata una scuola di quart’ordine. Lì fuori c’e gente  che ha bisogno di una forza politica che torni ad occuparsi dei problemi reali e lo faccia secondo i valori del comunismo e dell’anticapitalismo.  Chiedo quindi con forza alla dirigenza di Rifondazione UN ATTO  DI RESPONABILITA’. Lo chiedo come cittadino, ma soprattutto come militante del  partito.  Lasciamo stare le strategie,  ammantate di belle parole, finalizzate solo all' ottenimento del posticino in parlamento,  lasciamo stare  le tattiche, tanto il Pd non ci vuole e, se anche ci volesse, sarebbe un compagno di viaggio completamente screditato e logorato dall’appoggio al governo del bocconiano  Monti.  Torniamo per le strade, nei luoghi di lavoro, nelle scuole, a batterci a fianco di coloro i quali verranno ulteriormente oltraggiati dal nuovo e cinico corso neoliberista . Guardiamo dentro la FIAT, dentro la VIDEOCON, dentro le scuole pubbliche, gli ospedali  e non dentro le segreterie dei  partiti riformisti. Nel mio Circolo Carlo Giuliani di Frosinone  questo gesto di responsabilità è stato fatto ancora prima che il governo Monti vedesse la luce.  Ha vinto la seconda mozione,  nonostante l’irresponsabile atteggiamento di qualche compagno che si è messo di traverso,  non discutendo sul merito, ma attaccandosi a vizi procedurali nel tentativo di far fallire un risultato determinatosi democraticamente. Speriamo  che il messaggio DI REPONSABILITA’ partito da Frosinone possa, unito ad analoghi messaggi simili condivisi in altri circoli,  indurre la dirigenza a    “MOLLARE LE MENATE E METTERSI A LOTTARE”per dirla  con Eugenio Finardi. E’ un atto  DI REPONSABIITA’ ORMAI NON PIU’ ELUDIBILE.

domenica 13 novembre 2011

Una grande tragedia in un piccolo partito

Andrea Cristofaro

E così alla fine ciò che si prospettava già da tempo si avvera. Come d’incanto spariscono tutte le barricate di Silvio Berlusconi, i suoi avvocati, le sue accuse, le sue telefonate in diretta TV……….niente più barricate, il lupo diventa agnello. Colui che mai e poi mai si sarebbe dimesso, colui che manco fosse cascato il mondo l’avrebbe fatto, dopo una lettera della BCE, invece, lascia il campo libero e sparisce. Ad un 76enne che si toglie di mezzo succede provvisoriamente un ultraottantenne, il presidente Napolitano, strenuo difensore delle politiche neoliberiste del FMI. Provvisoriamente perché dopo questo breve periodo in cui diventa l’interlocutore privilegiato delle banche per assicurare tutti sulla lealtà canina dell’Italia, passerà il testimone ad un ultrasettantenne: Mario Monti. Cosa è successo? Come mai tutto questo? Forse Berlusconi non era più affidabile per la BCE, forse stava opponendo un po’ troppa resistenza nell’obbedire agli ordini. Anche se in realtà obbediva eccome, ma forse con non sufficiente zelo. Bisognerebbe andarsi a rivedere la costituzione, perché sembra che tutto sia successo in troppo poco tempo ed in meno tempo ancora si svilupperanno i processi successivi: mi ricordo che tempo fa in occasione di crisi di governo prima il governo doveva cadere, poi il presidente della Repubblica iniziava le consultazioni per valutare una eventuale nuova maggioranza parlamentare. Sentiva prima un gruppo parlamentare, poi un altro, poi un altro ancora, poi si ritirava nelle sue stanze, traeva le conclusioni e se riteneva proponeva una soluzione che il parlamento avrebbe dovuto accettare o rifiutare con un voto. Se si bene, se no si tornava al voto. Il tutto durava diversi giorni. Ma tutto questo oggi non sta avvenendo: si sa il nome del successore di Berlusconi prima ancora che lui si dimetta, si sanno già i nomi di alcuni ministri del nuovo governo tecnico. Si sa già il nuovo programma di governo. Inoltre, forse questo è ininfluente, ma perché il presidente Napolitano ha nominato Monti senatore a vita pochi giorni prima di indicarlo come nuovo presidente del consiglio? Forse ciò che è successo nelle stanze dei bottoni in questi giorni non lo sapremo mai, fatto sta che sicuramente è successo qualcosa di molto preoccupante per la democrazia e per la libertà. Il programma che la BCE ha scritto per l’Italia non cambia con il cambio al timone del governo, ma ciò che cambia è che le dimissioni di Berlusconi distraggono comunque l’opinione pubblica. E questo in un momento in cui da più parti emergono segnali di pre-rivolta da parte di alcuni strati della società, può essere un buon vantaggio per l’establishment. Ma vorrei focalizzare l’attenzione su un’altra cosa che è successa in questi giorni, non in Italia, ma in Grecia. L’ex premier Papandreu dopo aver obbedito come Berlusconi ai diktat della BCE un bel giorno ha un’impennata d’orgoglio (o forse di astuzia politica), e si oppone all’ultima richiesta della banca centrale europea: propone un referendum che permetta ai greci di decidere il da farsi. In quattro e quattr’otto viene convocato a bruxelles, e quando torna si dimette e nel giro di poche ore viene sostituito da Lucas Papademos, un tecnico (come Monti), componente della Trilaterale (come Monti), ex vice presidente della BCE (più o meno come Monti), alta personalità del mondo finanziario ed iperliberista (come Monti), insomma un uomo della BCE e del FMI (come Monti). Ormai siamo al paradosso: BCE e FMI non si accontentano di dettare le ricette ai governi, ma quando vedono che tali ricette non vengono prese alla lettera decidono di prendere loro il timone dei governi di turno. E la cosa grave è che i parlamenti non si oppongono: Monti al suo ingresso in parlamento come neo senatore a vita ha ricevuto una standing ovation bipartisan da stadio. La politica si inchina al mercato e gli affida lo scettro del comando: la morte della democrazia. In tutta questa grave situazione generale, passa inosservata a chi non è direttamente interessato una piccola tragedia che si consuma nelle stanze della dirigenza nazionale di un piccolo partito che ancora si dice comunista: il Prc. La tragedia che consiste nello sbriciolarsi di una linea politica che era stata costruita tutta sull’alleanza democratica con il centrosinistra italiano per liberare l’Italia da Berlusconi: ma ora non c’è più Berlusconi, e il centrosinistra parlamentare (Pd, Idv) ed extraparlamentare (Sel) appoggiano il nuovo governo tecnico. Sarà difficile fra un anno e mezzo convincere la gente che serve l’alleanza democratica per battere le destre, e che ci si deve alleare con un centrosinistra che avrà votato tutte le misure di macelleria sociale prodotte dal governo Monti. Una vera tragedia per chi vedeva in quest’alleanza l’unica soluzione per tornare in parlamento: vuoi vedere che per cercare consensi toccherà ricominciare a fare i comunisti davvero, senza scorciatoie? A proposito, la lega nord non appoggia Monti, rimane all’opposizione: lo spazio lasciato vuoto dalla sinistra come al solito verrà occupato da qualcun’ altro.

Totoministri alla Goldman Sachs

Alessandro Robecchi: fonte  il manifesto del 13/11



Ecco la lista dei ministri del nuovo governo tecnico. La buona notizia è che sembrano  comunque meglio di quelli di prima.
Franco Stracquini – Carrozziere di Viterbo, tecnico di esperienza nonostante la giovane età (108 anni). Era lui a sistemare i parafanghi delle auto di rappresentanza di Goldman Sachs. Liberista di chiara fama, ha scritto diversi saggi, tra cui il notissimo “Se non paghi, col cazzo che ti ridò la macchina”, tradotto in sei lingue.
Gerolamo Razzoni – Idraulico di Gemona. Per anni consulente del reparto climatizzazione di Goldman Sachs, è un tecnico di scuola liberista. Con i suoi 96 anni è il più giovane della nuova squadra di governo.
Benito Semproni – Considerato un duro, ha costruito la sua fama come buttafuori della Goldman Sachs. 112 anni, ex pugile liberista, molto tecnico nel kung-fu, è riconoscibile dalla lunga cicatrice sulla fronte, e potrebbe essere destinato al Welfare. 
Attilio Menazzoni – Tecnico a tutto tondo, si occupava di illuminazione alla Goldman Sachs ben prima dell’invenzione delle lampadine. Approdò a posizioni ultraliberiste dopo aver conosciuto Adamo Smith a una mostra di pipe nel 1785. Deplora la fine del colonialismo ma è favorevole alla giornata di lavoro di solo sedici ore.
Ardito Melchioni – Di lui si sa ben poco. Secondo indiscrezioni è un liberista dal torbido passato, forse killer della Goldman Sachs quando i riflessi ancora glielo permettevano. Oggi ha 104 anni, ma ancora una discreta mira. Andrà al ministero dell’Interno.
Ludovico Trino della Monegasca – Nobile di antico lignaggio, è un tecnico contabile che per uno spiacevole incidente rimase chiuso per mezzo secolo nei sotterranei di Goldman Sachs. Si dice che ne conosca tutti i segreti e per questo sia tenuto in gran conto.
Il nuovo governo giurerà in settimana, sostenuto dalle forze della sinistra per ammirevole senso di responsabilità.


'Azzo c'è da festeggiare!!

Luciano Granieri


Berlusconi si è dimesso, tripudio e gaudio. Nelle piazze reali e virtuali è  un susseguirsi di manifestazioni gioiose,  botti, bottiglie di spumante stappate.  Indubbiamente il  fatto che Berlusconi abbia rimesso il suo mandato nelle mani del presidente della Repubblica  è un fatto positivo.  I danni che quest’uomo ha fatto ,con la complicità dei suoi fedeli lacchè, al tessuto sociale dal paese sono  devastanti e difficilmente ricomponibili a breve termine.   L’estremizzazione  dei concetti neo liberisti    che identificano nel denaro e nel possesso   valori  incontrovertibili  di una nuova morale , l’importanza dell’apparire,  soprattutto in televisione,   in modo eclatante e non per meriti artistici o creativi,   la suggestione  indotta  nell’immaginario collettivo che  la vita reale è quella della casa del grande fratello e non  le peripezie cui quotidianamente siamo sottoposti    per tirare avanti,   sono elementi che , sedimentando  con il passare degli  anni,  hanno  gettato all’ammasso quintali e quintali di cervelli,  e distrutto valori quali  solidarietà sociale e  coscienza civile  .  Berlusconi  è stato,  ed è ancora, uno dei più efficaci attori  dello story telling  reaganiano.  All’epoca  della super coppia mondiale neo-liberista  Reagan-Thatcher   era necessario diffondere  e raccontare, con tutti i mezzi,   storie surreali,  ma convincenti,  allo scopo di indurre i derubati a votare per coloro che li stavano derubando .  Non vedere più sugli  scranni ministeriali i vari   La Russa , Gelmini, Brunetta, Calderoli   e compagnia  cantando  è altro motivo di soddisfazione.  Nonostante ciò  personalmente non vedo grandi  motivi per scendere in strada a festeggiare.  Siamo sicuri che  chi  ha affollato le piazze sia consapevole di quanto stia accadendo?  Mi viene il dubbio che gli assembramenti davanti  al Quirinale e a Palazzo Chigi non  siano altro che un prodotto  dell’irrefrenabile voglia di apparire figlia   di quel berlusconismo di cui si vuole festeggiare la fine.  Lungi da me criticare chi va in piazza a dire la sua,  anche perché è un diritto sancito dalla costituzione, ma sentire paragonare gli eventi di ieri a quelli del 25 aprile  mi ha fatto inorridire   e vergognare per l’ignoranza  di chi ha  affermato  certe cazzate  . Paragonare i partigiani alla Bce è un insulto.  Ritengo  quindi  che a  alla  moltitudine  festante non sia ben chiara la dimensione del problema. Non ci siamo liberati da un  padrone, è il padrone che si è liberato di un suo manager incapace e ha preso in mano direttamente la gestione della baracca  . Ovvero,   Goldman Sachs,  banca d’affari con 142 anni di vita,  ha licenziato Berlusconi e mandato un suo uomo di fiducia ad assicurarsi che l’Italia non diventi un problema per la finanza mondiale.  Goldman  Sachs  è famosa per  prestare i propri uomini alle istituzioni . ll  professor Mari&Monti  -cosi chiamerò il neo presidente del consiglio considerata la sua improvvisa popolarità  che va dalle alpi alle piramidi…etc.etc.. -  fra i vari incarichi di cui è investito  svolge  il ruolo di advisor per Goldman Sachs.  Il suo compito è quello di consigliare  a una banca internazionale i migliori affari finanziari in  circolazione.   E  uno Stato che deve privatizzare le società pubbliche è un ottimo affare.  Goldman Sachs ha già  comunicato ai mercati ,  ricevuta la certezza che un suo uomo sarebbe diventato  premier in  Italia,   che lo spread sarebbe  calato  a 350 punti in un lampo.  Goldman Sachs  per cui  Mari&Monti  lavora è la banca che ha inventato i prodotti derivati , ha messo in circolo 600mila miliardi di dollari virtuali che stanno strangolando il mondo . Anche Mario Draghi (ex governatore Bankitalia e presidente della Bce) ha lavorato per Goldman Sachs.  Fra il 2002 e il 2005 è stato il manager responsabile per l’Europa.  A lui si e deve  l’allocazione, presso il governo greco,    di fondi farlocchi carichi di titoli tossici  che hanno determinato l’attuale crisi ellenica   .  Guarda caso proprio il Dott.Draghi ha redatto  la lettera  in cui sono scritti i comandamenti  cui l’Italia  deve attenersi  per non disturbare i mercati.  Comandamenti  che provocheranno l’impoverimento della  popolazione  e  procureranno  nuovi ingenti saggi di profitto per  gli speculatori finanziari.  Draghi (ex manager Goldman Sachs) propone,  Marii&Monti (advisor Goldman Sachs) dispone senza che ai cittadini sia dato esprimersi sulla faccenda .  In Sud America è già successo che   tecnocrati nati e cresciuti alla scuola neoliberista dei Chicago Boys  di Milton Friedman  abbiano governato  direttamente o indirettamente  in Bolivia o in Argentina ad  esempio.  In Argentina  sappiamo come è andata a finire con la popolazione che strangolata dai debiti si è ribellata ottenendo la cacciata di questi gaglioffi  e raggiungendo una liberazione  questa sì vera.  Mi sarebbe piaciuto festeggiare la liberazione da Berlusconi se questa fosse avvenuta per via parlamentare  e con libere elezioni  portatrici di un  nuovo progetto che rimettesse al centro la  politica  e la partecipazione attiva dei cittadini come protagonisti e non come pubblico plaudente e inconsapevole.