Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

lunedì 28 aprile 2014

Jobs Act Ensemble of Multiservizi "IL CONCERTONE"

Luciano Granieri


    Ognuno nel corso della vita ha una o più date importanti da ricordare. La storia dei popoli è stata determinata da eventi inscritti nel calendario che scandisce i tempi della memoria. Il 27 aprile 2014, nella settimana compresa fra la liberazione e la festa del lavoro, per alcune donne e alcuni uomini di Frosinone è una data fondamentale. E’ un giorno del calendario molto particolare, per certi versi drammatico, ma per altri forse esaltante. Attorno al 27 di aprile del 2013, i lavoratori della ex Multiservizi, perdevano il loro posto di lavoro e il beneficio degli ammortizzatori sociali. Un esito infausto di un’agonia protrattasi per anni in cui le lavoratrici e i lavoratori, hanno profuso ogni sforzo nella lotta per mantenere la loro occupazione. Da quel fine aprile 2013 è trascorso un anno. 12 mesi in cui quelle donne e quegli uomini hanno continuato a lottare con ancora maggiore determinazione, riuscendo ad ottenere quantomeno attenzione e rispetto anche da alcune istituzioni, vedi la Regione Lazio, che stanno provando a rispondere a quella che è una esigenza primaria per una comunità IL LAVORO. Dunque alla mestizia di un anno senza occupazione, ma soprattutto senza reddito, si può associare l’orgoglio di un anno di lotta senza sosta e senza quartiere, la cui ultima tappa è il presidio permanente all’interno di una tenda piazzata davanti al Comune. Quel Comune il cui sindaco esattore, mette la voce:” lavoro pubblico per manutenzione della città” nelle passività di bilancio e dunque da rimuovere per far quadrare i conti. Anche se è stato più volte spiegato, avvalendosi addirittura del parere della Corte dei Conti, prima di accedere alla procedura di riequilibrio finanziario, che passività maggiore si sarebbe generata affidando a privati le attività svolte dai lavoratori che si è inteso licenziare. L’obiezione sorge spontanea, il sindaco è incapace o è fin troppo capace? Lasciamo ai posteri l’ardua sentenza sempre che siano riusciti a sopravvivere e torniamo alla tenda. Qui domenica scorsa 27 aprile 2014 l’anno senza lavoro e senza reddito è stato celebrato con una festa, con l’esibizione del gruppo musicale spontaneo compostosi per l’occasione “I Jobs Act Ensemble of Multiservizi. E’ stato un evento di solidarietà con tutti gli ex lavoratori appiedati dalla smania di profitto finanziario che  ha cospicuamente coinvolto il nostro territorio. La richiesta di lavoro, che si alzava dalla musica di lotta, ma soprattutto ironica, suonata nella tenda, era reclamata forte e chiara non solo dai lavoratori della ex Multiservizi, ma anche dagli altri cittadini alle prese con licenziamenti, cassa integrazione e precarietà. Al coro gioioso,  ma duro, si è unito un pezzo di cittadinanza notevole considerate le avverse condizioni del tempo e il clima di indifferenza che disgraziatamente da sempre avvolge la nostra città. E’bene comunque abituarsi a ricevere solidarietà, perché l’esercito dei cittadini vittime dell’impoverimento generale sarà in costante aumento. Il sindaco esattore, ha previsto di risparmiare, per il 2014, 8 milioni sulle spese correnti. Un salasso per i cittadini , a fronte di un’addizionale Irpef aumentata nella misura massima consentita, di una Tares completamente a carico dei Frusinati. Nel frattempo “the first citizen”ha regalato altri pezzi di città ai soliti noti palazzinari. Nell’area dello stabilimento della Solac e finalmente nell’area del Matusa, sorgeranno altri bei palazzoni con annessi locali commerciali. Quanto agli oneri urbanistici, prevediamo con una certa scurezza che il 25% del residuo attivo andrà nel fondo svalutazione crediti del bilancio di una qualche futura e lontana amministrazione il cui sindaco è ancora ignoto,  probabilmente verrà da Marte. Impariamo quindi a cantare a suonare, a imbracciare una chitarra come un mitra sotto ad una tenda per opporci in tutti modi a questa devastante deriva. Che la lotta dei lavoratori della ex Multiservizi possa contribuire oltre che a risolvere il loro contenzioso, ad alimentare uno spirito di riscatto sociale e di opposizione vera all’attuale drammatica situazione. Coraggio: one, two, three IMPROVISATION.

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