Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

venerdì 18 novembre 2011

Studenti contro governo e Casa Pound

Napoli Centrale

Zitto zitto miezo o mercato a cura di Francesca Pilla

La giornata mondiale della mobilitazione studentesca e rilanciata dal movimento Occupy Wall Street a Napoli scende in piazza con un motivo in più. Il corteo studentesco chiede infatti all’amministrazione cittadina e alla prefettura di non autorizzare la manifestazione di Casa Pound prevista per sabato 26 novembre. Incassato già il no netto del sindaco Luigi De Magistris che sabato scorso si è detto contrario a permettere la sfilata di un gruppo che ha nel nazifascismo il suo dna politico, il fronte dei contrari si è allargato con una lettera sottoscritta tra gli altri anche da Vinicio Capossela ed Erri De Luca. Così a metà percorso, arrivati all’altezza della questura, i ragazzi hanno srotolato lo striscione “Non vogliamo i fascisti in città”.
Ma sono due i cortei di studenti e Cobas che partiti dai lati estremi del centro si sono incontrati a Piazza Borsa dove un fiume colorato di almeno 10mila persone ha proseguito il cammino per arrivare alla sede della regione e poi della prefettura. “Questa è la prima manifestazione del dopo Berlusconi – spiega Giovanni del movimento studentesco – Ed è importante sancire chi fa parte di quel famoso 99% e cosa vuole”. Tantissimi i cartelli contro la crisi economica. Tra questi – , davanti alla fila dei book block con i nomi dei classici della letteratura – spicca lo striscione più lungo con la scritta “Profumo di austerity, no al governo dei sacrifici”, espressione dell’opposizione di questa marea di giovani al governo Monti. E infatti dall’altoparlante del camioncino con il sound system una ragazza urla: “Ci vogliono spiegare che questa è l’unica soluzione che è arrivato il tempo delle lacrime e del sangue. Ma la loro austerity e i loro sacrifici sono la distruzione dei nostri luoghi. Non esistono governi amici o tecnici abbiamo pagato troppo, ora i sacrifici li devono fare loro”. Poi insieme Univesitari e studenti medi hanno ritmato slogan anche contro la repressione e ricordato gli amici caricati lo scorso 3 novembre a Roma perché non autorizzati a manifestare. Unici momenti di tensione quando un folto gruppo ha tentato la deviazione dal percorso autorizzato e si è scontrato con le forze dell’ordine, ma si è trattato solo di un episodio circoscritto.




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