Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

mercoledì 20 febbraio 2013

Memorandum

Luciano Granieri





E’ la prima volta che propongo  un contributo video così lungo . Ma ho  deciso di  postare il bel fil documentario “UCCIDETE LA DEMOCRAZIA” realizzato dal giornalista Enrico Deaglio sulle elezioni del 2006,  perché proprio alla vigilia di una tornata  contrassegnata da una campagna elettorale così virulenta è bene mettere in guardia da  ciò che potrebbe accadere.  E’ del tutto evidente che non ritengo  capace l’attuale ministero degli interni,  e in particolare il ministro Cancellieri che lo guida,  di ordire certi trucchetti, ma mi guarderei bene, qualora avessi intenzione di non esprimere una scelta fra i vari contendenti, di andare al seggio e inserire schede bianche o nulle all’interno dell’urna. La tentazione di usare questo enorme numero di voti inespressi per farci  qualche sordido imbroglietto  potrebbe giocare brutti scherzi anche solo  in singole province  . E si sa quanto il destino delle elezioni sia profondamente legato, soprattutto per il sistema elettorale del Senato,  ai risultati locali. Dunque è necessario che chi come il sottoscritto non accetta di partecipare alla prossima truffa elettorale, stia molto attento a come esercita questo che considero un diritto vero e proprio. Per evitare il rischio che il proprio non voto si trasformi nel voto a favore di qualcuno, facciamo appello affinchè chi vorrà astenersi, o non si rechi al seggio, o come farò io,  rifiuti le schede e faccia verbalizzare dal presidente del seggio  l’avvenuto rifiuto e le motivazioni che lo hanno determinato.  Aggiungo qualche altra piccola nota sul film documentario realizzato da Deaglio sulle elezioni politiche del 2006. Rivivere quella situazione kafkiana, non fa altro che rafforzare la mia  convinzione sul rifiuto di questo teatrino che è tutto fuorchè democratico. Nel film si intende bene come ad infangare la memoria dei partigiani non siamo noi che decidiamo di non votare. Il mancato rispetto della lotta partigiana iniziò proprio con la strage di Portella della Ginestra, dove il sistema democristiano succube dell’imperialismo americano, soffocò nel sangue, con l’utilizzo del banditismo,   la legittima vittoria dei comunisti e dei socialisti alle prime elezioni locali tenutesi in Sicilia dopo la proclamazione della  Repubblica.  L’offesa a chi ha combattuto durante la resistenza l’hanno recata e la stanno recando  le istituzioni che consentono a partiti e movimenti palesemente inneggianti al fascismo di andare in piazza a propagandare il loro portato di odio e razzismo e addirittura di  presentarsi alle elezioni. Sia chiaro sono d’accordo con chi sostiene che l’elezioni sono uno  dei punti più alti di espressione democratica, ma proprio per tale motivo   ritengo che rovinare questo atto truccandone le dinamiche con l’introduzione di artifizi per cui il voto del cittadino non conta nulla  sia, questo si, un atto fortemente antidemocratico e lesivo della memoria della lotta di liberazione. Ed infine, il film ci pone altre domande:  Perché nessuno del centro sinistra  ha chiesto conto di quanto avvenuto, accettando di farsi impallinare, una volta al governo, proprio a causa dell’esiguità dei numeri, da un Mastella qualunque,  preparando il ritorno in pompa magna del cavaliere nel 2008? Se consideriamo la grave omissione del primo governo Prodi nel redigere una vera legge contro il conflitto di interesse che potesse estirpare l’anomalia berlusconiana e, venendo all’oggi,  i continui autogol che l’attuale Pd persevera nell’infliggersi tali da inficiare un risultato elettorale che fino a pochi giorno fa non sembrava essere in discussione, sorge   il sospetto che in fin dei conti i riformisti non abbiano tutta questa voglia  di governare. In fondo  basta essere eletti in Parlamento, poi se si siede nei banchi dell’opposizione non è una iattura, anzi, scaricare la colpa di certi disastri alla maggioranza di opposto colore potrebbe essere proficuo assai, soprattutto se questa maggioranza, indipendentemente dal suo orientamento, è costretta, dai trattati   firmati da Berlusconi e ratificati da Monti,   a  proseguire nella devastazione sociale imposta dalla troika europea. Una profonda riflessione si impone.            

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